L’epidemia d’Ebola e il business farmaceutico

 
di: Roberta Mura
 
L’emergenza d’Ebola rimane alta in Africa Occidentale. I mass media, ogni giorno, parlano di casi di contagio in Europa, in Canada e negli Stati Uniti, scatenando una psicosi generale. Casi ancora tutti da accertare. Basta una piccola febbre o un mal di pancia per lanciare l’allarme.
L’Ebola, i cui sintomi ricordano i film dell’orrore, fa paura. In Africa e fuori dai suoi confini. Il virus uccide in maniera rapida, molto di più rispetto all’HIV. Oltre 1427 persone sono morte. Il totale dei casi è di 2615.
Dati che hanno indotto l’Organizzazione della sanità mondiale (OMS) a concedere l’autorizzazione per gli esperimenti in Africa in quanto l’epidemia in corso è “un’ emergenza di salute pubblica di livello internazionale”. Pertanto, tutto è lecito, nonostante i tempi siano prematuri.
In un’intervista ripresa dal sito di informazione Cameroonvoice.com, il dottor Garth Nicolson, uno dei maggiori esperti in malattie emergenti, sostiene che la minaccia di Ebola è stata “gonfiata” a causa della “natura spettacolare” dei sintomi. Secondo Nicolson questi sintomi drammatici, che appaiono molto rapidamente, rende l’Ebola relativamente facile da contenere: “Se hai una malattia feroce e altamente fatale, come l’Ebola, si attira un sacco di attenzione. È dunque possibile isolare immediatamente i pazienti, e quindi contenere l’intero processo”. Un po’ come è successo in Guinea, dove la situazione è sotto controllo.
Secondo la ricercatrice Anne Sullivan, l’epidemia potrebbe essere usata per “creare un livello di allerta molto alto, in modo tale da obbligare le persone a vaccinarsi”.
Lo abbiamo visto più volte negli ultimi anni, come per l’influenza suina. Dopo un allarme generale, si è scoperto che il vaccino era più nocivo che altro.
Ora, per l’Ebola c’è il siero sperimentale “ZMapp”. Lo chiamano il “siero magico”, in seguito ai “miglioramenti” del medico missionario statunitense, Kent Brantly, contagiato dal virus in Liberia.
Nulla si sa di questo siero. Non si conoscono i possibili effetti negativi. E finora è stato sperimentato solo sulle scimmie. Tuttavia tutti lo vogliono. I Paesi africani per primi. Soprattutto, Liberia e Sierra Leone, dove la situazione rimane grave a causa dell’inadeguatezza dei governi che non si sono mossi per tempo, nonostante il virus avesse già fatto stragi in Guinea. La carenza di medici, attrezzature e medicine ha fatto tutto il resto.
Dopo il “successo” dello Zmapp , realizzato dalla Mapp Biopharmaceutical Inc. di San Diego, in collaborazione con l’azienda canadese Defyrus, anche le altre grandi multinazionali del settore si sono messe all’opera. Il colosso britannico Gsk e quello statunitense National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) hanno annunciato di aver sviluppato un vaccino contro l’Ebola che verrà sperimentato sull’uomo entro l’anno. Al momento, secondo l’Ansa, ci sarebbero almeno tre farmaci e un vaccino contro il bacillo, sviluppati con contributi del dipartimento della difesa Usa, che hanno dato buoni risultati sugli animali e potrebbero entrare velocemente nella fase clinica dei test.
Nella prassi comune, ogni farmaco dovrebbe infatti superare varie fasi di studio e di sperimentazione per poter poi entrare nel mercato ed essere venduto e somministrato ai malati. A volte ci vogliono addirittura 15 anni.
Come denuncia Leleva.org, negli ultimi anni, però, le multinazionali del farmaco riescono ad eludere il problema di fasi controllo troppo rigide ricorrendo al reclutamento di cavie umane volontarie in Africa e nei Paesi in via di sviluppo, al fine di sperimentare farmaci i cui test non sono ancora stati approvati negli Usa o in Gran Bretagna, ovvero i Paesi in cui si concentrano i due terzi dei profitti farmaceutici mondiali.
Negli Stati Uniti una prova clinica su un paziente costa una media di 10.000 dollari. In Africa è gratis. Oltre ad un risparmio economico, i test di sperimentazione su cavie umane africane permette di risparmiare anche sui tempi, perché le case farmaceutiche sottostanno in questo caso alle legislazioni locali solitamente meno restrittive. Questo permette di arrivare prima sui mercati e di brevettare prima. Per un giorno di ritardo nel lancio di un farmaco, un’azienda farmaceutica perde oltre un miliardo e mezzo di euro.
Come afferma Leleva.org, “il valore vero della sperimentazione quindi non è nel conseguire il miglior prezzo a cui poi vendere un prodotto o la sua migliore efficacia (come poteva essere decenni fa, in cui forse il business aveva ancora un’anima umanistica), ma è l’arrivare primi per brevettare prima”.
Pertanto, alla Mapp Biopharmaceutical Inc, che ha realizzato per primo il virus, entreranno nelle tasche parecchi soldi.
Il clima di allarmismo, suscitato dai media internazionali, ha inoltre creato la condizione ideale in cui i governi africani si sentano in dovere di fare di tutto per arrestare l’epidemia, mancando di lucidità.
Il rischio è che gli africani vengano usati come cavie umane. Non sarebbe la prima volta. Circa il 35 % delle donne africane sono sterili in seguito alla somministrazione di vaccini. Il lancio di medicinali in via di sperimentazione possono avere conseguenze drammatiche. Per fare un esempio: tra il 1967 e il 1978, nello Stato della Georgia, negli Stati Uniti, Washington autorizzò la sperimentazione del Depo-Provera, che ha diverse controindicazioni, tra cui l’osteoporosi e a lungo andare la sterilità, su più di 13mila donne povere, la metà delle quali erano nere. La maggior parte di loro, che non erano a conoscenza della sperimentazione, si sono ammalate. Molte altre sono morte. Medicinali contraccettivi come il Depo-Provera sono stati utilizzati spesso da Washington per ridurre il tasso di natalità dei poveri. Nel 1960, gli Usa erano preoccupati per l’aumento della popolazione del Puerto Rico. Nel 1965 si è riscontrato che il 34% delle donne portoricane tra i 20 e il 49 anni erano state sterilizzate.
Oggi, in Africa, “le case farmaceutiche hanno l’opportunità di sperimentare sull’uomo con l’approvazione dell’opinione pubblica” fa notare un giovane sierraleonese che ha chiesto l’anonimato: “I medici che hanno lanciato l’allarme e che operano nei confini in Guinea o Sierra Leone sono nordamericani. C’è chi pensa che l’epidemia potrebbe essere stata diffusa. Guarda caso gli Stati Uniti o meglio una casa farmaceutica americana ha trovato il vaccino nel momento propizio. Strana coincidenza. Questo è un affare d’oro”.
L’epidemia d’Ebola rischia di diventare un nuovo business farmaceutico. Un déjà vu con l’emergenza dell’HIV, in cui si è speculato facendo soldi facili.
Erano gli anni Ottanta e l’Aids si diffuse in tutto il mondo. Una malattia terribile, incurabile e mortale. Le case farmaceutiche si misero subito a lavoro e poco dopo, nel 1987, uscirono alcuni farmaci “magici”, tra questi: AZT, DDI, 3TC, inibitori della proteasi. Tutti nati negli Stati Uniti.
Alcuni anni dopo la loro uscita nel mercato, un gruppo di autorevoli ricercatori denunciò che l’approvazione di questi farmaci era passato attraverso test incompleti e pressioni di ogni tipo. Il tutto per nascondere al pubblico che gli effetti a lungo termine degli inibitori della proteasi erano sconosciuti e che l’AZT era inefficace e, addirittura, che accelerava la morte di migliaia di ammalati.
La multinazionale Wellcome, divenuta poi Glaxo Wellcome, era a conoscenza degli effetti dannosi, ma se ne infischiò.
Oggi, si rischia di commettere lo stesso errore.
Ancora adesso dell’Ebola si sa ben poco. La prima scoperta del virus risale al 1976, in Congo. L’Ebola è infatti un fiume congolese. Secondo gli studiosi, il virus “abiterebbe” da moltissimo tempo all’interno delle volpi volanti, grossi chirotteri che mangiano frutta e abitano le foreste tropicali. Per trasmetterlo all’uomo il virus potrebbe essere passato dalle volpi volanti alle scimmie o altri animali della foresta, che vengono regolarmente mangiati dalle etnie locali.
Come spiega al telefono Saverio Bellizzi, l’epidemiologo di Msf, tornato da un mese in Italia dopo due missioni in Guinea, “si trasmette tramite il contatto con i fluidi delle persone infette. Il contatto non è via aerea ma via contatto diretto tramite sangue o fluidi idrologici. Il virus è estremamente nocivo all’interno dell’organismo ma è anche molto labile nel senso che basta semplicemente lavarsi le mani con il sapone e si inattiva il virus immediatamente. Per essere veramente contagiati bisogna avere il contatto diretto: toccare una persona che abbia un’alta carica di virus e avere dei sintomi evidenti. Una persona che non ha sintomi non è contagiosa anche se il virus è al suo interno”.
In Guinea, spiega, Bellizzi, in mancanza di vaccini e terapie specifiche, sono state usate “terapie di supporto, quindi idratazione, nutrizione e terapie antibiotiche o antimalariche nel momento in cui il paziente sia affetto da patologie associate. Il tutto perché mira a rinforzare il corpo per combattere meglio il virus”, il cui tasso di mortalità varia dal 25% al 90%. Misure che hanno portato a buoni risultati.
La situazione non è facile. Non solo per la carenza di medici o di attrezzature. “C’è difficoltà principalmente per due motivi: una è l’estrema mobilità delle persone che si muovono da villaggio a villaggio in maniera continua e veloce, quindi una volta contagiati si muovono e possono sviluppare nuovi focolai in nuove zone; e poi le resistenze culturali. Ci sono difficoltà a sensibilizzare e rendere consapevoli le persone del luogo dell’esistenza della malattia”, spiega l’epidemiologo. Quello che si può fare è “sconfiggere l’Ebola solo con una grande campagna di sensibilizzazione, villaggio per villaggio”.
In Africa, la scaramanzia è forte. Ci sono tanti piccoli villaggi, popolati da etnie diverse che nutrono una profonda sfiducia nei confronti della medicina occidentale. Nascondono i malati per evitare che vengano portati nei centri di assistenza. Sono spaventate dalla morte dei loro cari, consumati da violenti dolori muscolari, mal di testa, vomito, diarrea ed emorragie.
La chiamano la malattia del “diavolo”. Tradotto: la malattia dei bianchi. Si pensa che la febbre sia un complotto o un’invenzione degli occidentali, che tanto male hanno fatto all’Africa, prima con la tratta degli schiavi, poi con la colonizzazione e ora con il saccheggio del sottosuolo.
Fonte: Rinascita

OBIETTIVO: RIDURRE LA POPOLAZIONE MONDIALE PER AVER MAGGIOR CONTROLLO SUGLI SCHIAVI (NOI)

OBIETTIVO: RIDURRE LA POPOLAZIONE MONDIALE PER AVER MAGGIOROR CONTROLLO SUGLI SCHIAVI (NOI)

“O sei in possesso del tuo corpo o sei uno schiavo perchè chi possiede il tuo corpo, possiede anche te…”

Nel 2004 mi sono resa conto della guerra contro di noi. Dal Codex Alimentarius, ai vaccini, agli OGM, alla industria farmaceutica, alle scie chimiche, i piani di depopolazione, ovvero una guerra contro la popolazione del mondo… tutto motivato da una agenda genocida. I deboli saranno uccisi a beneficio dei forti. Il pianeta sarà depopolato a beneficio di un gruppo minoritario di psicopatici.

Il Codex Alimentarius è il responsabile della globalizzazione del cibo, che cambia la nostra struttura genetica e riduce il nostro tempo di vita.

I vaccini sono tremendamente pericolosi e non hanno un background scientifico. Sono nati nella frode e perpetrati in essa. Agiscono contro il sistema immunitario. Il loro scopo è fare denaro e creano infertilità, diabete…solo per citare alcuni “effetti collaterali”. Per esempio la vaccinazione della polio. Ma poi si vede che c’è la polio post vaccino… la polio si è diffusa con la vaccinazione della polio.

L’industria farmaceutica non fa denaro se noi siamo sani, noi per loro simo organismi finanziari

Il training medico è una procedura di lavaggio del cervello per produrre medici compiacenti, dei pill-pushers (promotori di pillole).

L’energia nucleare ci fu detto che era energia a poco prezzo, sicura ed eterna…Ora si sa che le centrali nucleari costano tantissimo e che non c’è un impianto sicuro….

L’Ente Mondiale per l’Energia Atomica ha un mantra: “nessun danno per la salute umana”. Ma Fukushima, da ultima insegna… esattamente il contrario.
Non c’è alcun livello di radiazioni sicuro
Il nostro genoma è la somma totale del DNA nel nostro corpo, è il nostro presente, passato, futuro. Se tale genoma viene danneggiato, quel danno ha conseguenze ignote e passano alle generazioni future.

Sempre piu’ uomini e donne diventano sterili.

Poi c’è il cibo OGM, che non sostiene la vita, anche se puo’ assomigliare a del cibo. E’ spaventosamente pericoloso. In USA non viene etichettato come tale perchè nel 2008 le autorità USA lo definirono equivalente a quello non OGM…questa la ragione.
La FDA non ha il permesso di esaminare i reports sulla sicurezza degli OGM.

SCIE CHIMICHE

Poi ci sono le chemtrails, le scie chimiche. Ci sono metalli tossici come arsenico e cadmio nel terreno, esaminato con analisi di laboratorio che testimoniano. Data la voce pubblica sul tema scie chimiche, ora il governo ammette che le scie esistono, mentre prima le aveva sempre negate.

Quale la ragione della loro esistenza? Ci vien detto: “per la vostra sicurezza”.

La modificazione climatica: sapete veramene cosa fa al pianeta, inondare i terreni di sostanze tossiche come l’alluminio? Veramente lo sapete? Perchè se cosi è, allora sapete che state portando aventi un genocidio. Voi governi del mondo, sapete veramente cosa sta facendo l’epidemia di Morgellons alla gente? Che state cambiando l’intera genetica delle riserve umane, della popolazione mondiale?

Secondo il 13° emendamenteo in USA la schiavitu’ non è piu’ legale.

Questo significa che io sono proprietaria del mio corpo come voi del vostro. Signifca anche che il mio DNA non è disponibile per essere manipolato o usato senza il mio permesso.

Quindi quando viene dato alla gente il cibo OGM che cambia geneticamente le informazioni, o mi si sottopone sperimentalmente a condizioni con cui non sono in accordo.. si sta violando il mio diritto legale di possedere e mantenere il mio corpo. La FDA ovviamente la pensa diversamente, secondo loro non ho diritto legate di sapere cosa c’è nel cibo. Solo loro hanno il diritto su di me.

La questione in tutto questo non è la logica ma il dominio e la depopolazione, che sono due principi illogici da proporre sul pianeta

VACCINI TOSSICI

La vaccinazione ci è stata insegnata come ottima espressione della civiltà
La dinastia Rockefeller ha introdotto in concetto eugenetico e lo ha portato in USA finanziando tutti gli stati anche per la fondazione di accademia medica.

Stiamo perdendo autonomia anche nell’aver accesso ai prodotti naturali.
E’ solo la informazione e l’azione che salveranno la vostra vita
Ci sono persone che sono in guerra con voi.

E’ stata dichiarata una guerra alla popolazione mondiale.

Paradossalmente per l’elite globalista è loro beneficio ridurre la popolazione. I globalisti hanno deciso che la popolazione deve essere drasticamente ridotta. Hanno deciso chi deve vivere e chi deve morire.

In questo cartello letale il top è l’industria farmaceutica-medica, una industria che non produce solo medicine ma anche prodotti agrochimici; poi arrivano le aziende biotech che producono gli OGM. Un cerchio di morte, ma conveniente per loro.

Sapevate che i vaccini del generoso Mr Bill Gates per l’Africa, l’Asia e il Sud America contengono il doppio di mercurio, (gravissimamento coinvolto nell’autismo) di quelli somministrati in USA?

Facciamo chiarezza su questo: il mito della sovrapopolazione è un mito creato da J. Rockefeller che fondò e sponsorizzò la Population Pressure Organization, che non è che una scusa per eliminare esseri umani in eccesso. Un documento di Kissinger dice che la depopolazione dovrebbe cominciare nel terzo mondo e poi? … tu tu sei il prossimo…

Dottoressa Lima Libow.

Fonte: Informarmy.com