Brzezinski, il burattinaio della crisi ucraina

Chomsky l’ha definito «Signore del Nuovo ordine mondiale». È la mente della politica estera di Obama. Ha un’ossessione: rendere innocuo il Cremlino. [Franco Fracassi]


Brzezinski è la mente occulta della politica estera di Obama. Al Dipartimento di Stato la sua parola conta più di quella del segretario John Kerry.

Brzezinski è la mente occulta della politica estera di Obama. Al Dipartimento di Stato la sua parola conta più di quella del segretario John Kerry.

di Franco Fracassi

«È più facile ammazzare milioni di persone che controllarle». Così ragione la fredda mente ministro degli Esteri ombra di Barak Obama, dell’uomo che ha pianificato la crisi ucraina, facendola precipitare sul ciglio della guerra civile. Zbigniew Brzezinski è uno dei fondatori, insieme a David Rockefeller, della Commissione Trilaterale, è membro del Club Bilderberg e gran maestro della massoneria. È lui che ha pianificato l’invasione sovietica dell’Afghanistan, facendo cadere il Cremlino in una trappola. È lui che ha costruito il sindacato polacco Solidarnosc, portandolo ad avere un ruolo essenziale nella caduta del Muro di Berlino. È dalla sua mente che è nato il mito di Osama bin Laden e di Al Qaida. È lui che ha ideato il complesso sistema economico, politico, militare e mediatico che sta dietro le oltre venti rivoluzioni che hanno sconvolto il pianeta negli ultimi quattordici anni. «È il Signore del Nuovo ordine mondiale», l’ha definito Noam Chomsky.

Ha scritto il quotidiano britannico “The Guardian”: «Brzezinski sta facendo di tutto per impegnare la Russia e l’Europa in una guerra fredda che paralizzi le loro economie e la loro espansione. Secondo fonti interne al Dipartimento di Stato, il polacco non avrebbe alcun problema se la guerra si trasformasse da fredda a calda, se iniziassero a tuonare i cannoni. Per lui l’Ucraina non è che l’ennesimo teatro dove va in scena l’ennesimo tentativo di affondare le ambizioni egemoniche di Mosca. Chi se ne frega se poi qualche migliaio (o di più) di ucraini ci rimetterà la pelle, o se l’Europa resterà senza gas, o la Russia piomberà nel caos».


Brzezinski è membro del Club Bilderberg da più di trent’anni.

Brzezinski considera «l’Eurasia il perno della politica e dell’economia mondiale». In altre parole, sostiene che per dominare il pianeta bisogna controllare il vasto territorio che va dalla catena himalayana all’Europa orientale, passando per il Medio Oriente e il Mar Nero. Non è un caso che le guerre più devastanti, le rivoluzioni, i sommovimenti politici e il terrorismo degli ultimi trentacinque anni siano per lo più da circoscrivere in quell’area: l’Eurasia di Brzezinski.

«L’era tecnologica porterà a una società più controllata. Una società dominata da un’élite, estranea ai valori tradizionali. Presto sarà possibile effettuare una sorveglianza quasi continua su ogni cittadino, creando un gigantesco data base mondiale. Un data base che sarà in mano all’élite dominante». Il Brzezinski pensiero riassume pregevolmente lo scandalo datagate, originato dall’attività di spionaggio della National Security Agency. Il politologo polacco, però, non si riferisce al governo degli Stati Uniti, ma a un’élite. Per lui il potere non risiede dentro la Casa Bianca, bensì all’interno di esclusivi circoli politico-economico-militari. Che si riferisse al Bilderberg o alla Trilateral?


Brzezinski accanto a un giovane Osama bin Laden. È stato lui a creare il personaggio bin Laden. Molti, nel mondo dell’intelligence, sostengono che sia sempre lui ad aver creato al Qaida.

Nato a Varsavia nel 1928, Brzezinski è la mente della politica estera Usa da quando Nixon si è dimesso dalla Casa Bianca, e con lui ha abbandonato la scena Henry Kissinger. Il suo nemico numero uno era l’Unione Sovietica, per poi diventare, ossessivamente, la Russia. Il giornalista e scrittore Stephen Kinzer, uno dei maggiori esperti statunitensi di geopolitica ha scritto: «Dal crollo dell’Unione Sovietica, nel 1991, gli
Stati
Uniti
hanno instancabilmente perseguito una strategia di accerchiamento della Russia, proprio come hanno fatto con altri presunti “nemici” come Cina e Iran. Hanno portato nella Nato dodici Paesi dell’Europa centrale, tutti ex alleati di Mosca. Ora, le forze militari degli Stati Uniti sono ai confini della Russia. La crisi ucraina è in parte il risultato di un calcolo che sta plasmando la politica statunitense nei confronti di Mosca dai tempi della guerra fredda: ogni perdita della Russia equivale ad una vittoria americana, e qualsiasi fatto positivo per la Russia diventa automaticamente negativo per gli Stati Uniti. Si tratta di un approccio che intensifica il confronto, invece che allentarlo».

Ecco che cosa ha scritto Brzezinski della crisi ucraina: «L’Occidente dovrebbe subito dare legittimità al nuovo governo dell’Ucraina. L’incertezza sul suo status giuridico potrebbe tentare Putin a ripetere la sua farsa della Crimea. L’Occidente dovrebbe rendere esplicito che l’esercito ucraino può contare su aiuti occidentali immediati e diretti, in modo da rafforzare le sue capacità di difesa. Non si dovrebbe lasciare a Putin dubbio alcuno sul fatto che un attacco contro l’Ucraina comporterebbe un impegno bellico prolungato e costoso, e gli ucraini non dovrebbero temere in alcun modo di trovarsi abbandonati. Nel frattempo, le forze della Nato, in coerenza con il piano di emergenza dell’organizzazione, dovrebbero essere messe in allerta. Una dichiarazione di totale disponibilità a un immediato ponte aereo in Europa per le unità aviotrasportate statunitensi sarebbe politicamente e militarmente significativo. Se l’Occidente vuole evitare un conflitto non deve mostrare più alcuna ambiguità nei confronti della Russia riguardo alle conseguenze di un ulteriore uso della forza nel cuore dell’Europa».


Nel piano di Brzezinski la rivoluzione ucraina non è altro che un passo in più verso l’annientamento dell’Impero russo.

Ecco come si stanno traducendo in atti concreti queste affermazioni. Il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel, ha detto che il Pentagono incrementerà la formazione congiunta delle forze Nato in Polonia e intensificherà le pattuglie aeree dell’Alleanza nei Paesi baltici. Una fregata lanciamissili, la USS Taylor, sopo aver pattugliato l’area costiera russa durante le Olimpiadi di Sochi è ancora ancorata in Turchia, in un porto del Mar Nero. Funzionari turchi hanno confermato, al “Washington Post”, di aver autorizzato una nave da guerra della marina statunitense ad attraversare lo Stretto del Bosforo nel Mar Nero, diretta al largo delle acque ucraine. Secondo “Russia Today”, «Il cacciatorpediniere USS Truxton si sta dirigendo verso il Mar Nero».

Un’escalation militare iniziata con il massacro di piazza Maidan (cinquantacinque morti solo tra i manifestanti), punto di non ritorno della rivoluzione ucraina. Eccidio per cui è stato accusato l’ex presidente Viktor Yanukovich (su di lui rischia di scattare un mandato di cattura internazionale per crimini contro l’umanità) e i suoi complici a Mosca.


Manifestazione di militanti di Svoboda, il partito nazista ucraino che ha condotto militarmente la protesta di piazza Maidan. Oggi Svoboda può contare su quatro ministri nel nuovo governo. Il simbolo sulle bandiere è quello della divisione Ss Galizien.

In realtà, come Popoff ha già scritto, la responsabilità è da attribuire a qualcuno all’interno della galassia dei dimostranti. In base a un’indagine fatta personalmente dal ministro degli Esteri estone (Paese appartenente alla Nato e, certamente, da annoverare nella schiera dei detrattori di Putin) Urmas Paet, a uccidere manifestanti e poliziotti sarebbero stati gli stessi cecchini, tiratori scelti che appoggiavano la protesta di piazza Maidan. Si sospetta, addirittura, possa essersi trattato di mercenari statunitensi atterrati segretamente a Kiev una delle notti precedenti al massacro.

Paet ha raccontato tutta la storia al ministro degli Esteri dell’Unione Europea Catherine Ashtone. Ma nulla è accaduto, se non un goffo tentativo della diplomatica britannica di smentire la telefonata e i risultati dell’inchiesta. Costringendo, così, il governo estone a riaffermare le sue conclusioni in una nota ufficiale: «Il nostro ministro degli Esteri ha confermato che la registrazione della sua conversazione con il capo della politica estera dell’Unione europea corrisponde alla realtà. Urmas Paet ha detto che i cecchini, che hanno sparato contro i manifestanti e la polizia a Kiev, sono stati ingaggiati dai leader di Maidan. Durante la conversazione, Paet ha sottolineato che “cresce ulteriormente la convinzione che dietro i cecchini non c’era Yanukovich, ma un elemento della nuova coalizione”. Il ministero degli Affari Esteri ha anche rilasciato sul suo sito internet una dichiarazione, in cui afferma che la registrazione della conversazione telefonica intercettata tra Paet e Ashton è “autentica”».


Una giornalista parla dal quartier generale dei manifestanti di piazza Maidan. Dietro di lei una svastica. Una parte rilevanti di quella protesta ha una chiara matrice nazista. Per Brzezinski non ha importanza con chi ti allei, purché sia nemico del tuo nemico.

Cosa curiosa, il nuovo governo ucraino ha deciso di non avviare alcuna inchiesta ufficiale sul massacro di piazza Maidan, la più sanguinosa strage avvenuta nel Paese dalla fine della seconda guerra mondiale.

Per Brzezinski le dimostrazioni e le rivoluzioni sono una cosa positiva solo se rientrano all’interno di una strategia eterodiretta, e solo se controllabili. «Il movimento mondiale di resistenza è fuori controllo, ed è guidato da un attivismo populista che minaccia di far deragliare la transizione verso un nuovo ordine mondiale. A causa dei nuovi mass media instantanei, come la radio, la television e internet, si è risvegliata l’illusione diffusa della coscienza politica di massa. Questa resistenza populista sta dimostrando di essere difficile da sopprimere».


L’idea di Brzezinski è di far sì che il mondo sia controllato da un’élite, grazie anche all’utilizzo spregiudicato della tecnologia e di internet.

Fonte: POPPOFF

Annunci

E’ in arrivo la maxi-tassa per l’Europa: mille euro all’anno per persona per vent’anni L’ultimo mostro targato UE

E’ in arrivo la maxi-tassa per l’Europa: mille euro all’anno per persona per vent’anni

L’ultimo mostro targato UE: il Debt Redemption Fund (Fondo di Redenzione del Debito)

Altro che le buffonate del berluschino fiorentino! Altro che l’altra Europa dei sinistrati dalla vista corta! E’ in arrivo sul binario n° 20 (anni) un trenino carico di tasse targate Europa. Ma come!? E le riduzioni dell’Irpef dell’emulo del Berluska? Roba per le urne, che le cose serie verranno subito dopo.

Di cosa si tratta è presto detto. Tutti avranno notato lo strano silenzio della politica italiana sulFiscal Compact, quasi che se lo fossero scordato, magari con la nascosta speranza di un abbuono dell’ultimo minuto, un po’ come avvenne al momento dell’ingresso nell’eurozona per i famosi parametri di Maastricht.

Ma mentre i politicanti italiani fingono che le priorità siano altre, a Bruxelles c’è chi lavora alacremente per dare al Fiscal Compact una forma attuativa precisa quanto atroce. Anche in questo caso, come in quello dell’italica Spending Review, sono all’opera gli “esperti“: undici tecnocrati di provata fede liberista, guidati dall’ex governatrice della banca centrale austriaca, la signora Gertrude Trumpel-Gugerell. Entro marzo, costoro dovranno presentare al presidente della Commissione UE, Barroso, le proprie proposte operative. Poi arriverà la decisione politica, presumibilmente dopo il voto degli europei che di quel che si sta preparando niente devono sapere, specie se sono cittadini degli stati dell’Europa mediterranea.

Sul lavoro di questi undici taglieggiatori erano già uscite delle indiscrezioni. Ma ora che la scadenza si avvicina i rumors si fanno più precisi. Ed anche la stampa italiana, dopo le balle a iosa sui “successi” di Renzi a Berlino, comincia a scrivere qualcosa. Ha iniziato ieri l’altro Il Foglio, con il titolo «Dare soldi, vedere cammello. L’Ue fruga nelle nostre tasche». Ha proseguito ieri il Corriere della Sera che, quasi a voler bilanciare il trionfalismo filo-governativo, ha titolato: «I nuovi vincoli e quelle illusioni sul “fiscal compact”».

E bravo, per una volta, il titolista del Corriere: sul Fiscal Compact sembra proprio che sia arrivato il momento di abbandonare le illusioni. Naturalmente, per chi ce le aveva. Che non è il nostro caso.

Ma quale sarà la proposta degli undici, una strana squadra di calcio dove l’Italia, quasi fosse estranea al problema, non è neppure rappresentata?  Stando a quanto scrivono i due giornali italiani la proposta sarà incentrata su tre punti: Debt Redemption Fund, Eurobond, Tassa per l’Europa (anche se loro, ovviamente, non la chiameranno così).

Partiamo dal nuovo Fondo che si vorrebbe istituire, Debt Redemption Fund (DRF) secondo i più, European Redemption Fund (ERF) secondo altri, ma il nome non cambia la sostanza. In questo Fondo verrebbero fatti confluire i debiti di ogni Stato che eccedono il 60% in rapporto al pil. Per l’Italia, ad oggi circa 1.100 miliardi di euro.

Oh bella! Che si sia finalmente trovato il modo di mutualizzare il debito, come sperano gli euro-entusiasti e gli euro-speranzosi di centro-sinistra-destra? A farlo credere ci sono pure gli Eurobond, che a quel punto verrebbero emessi per far fronte alla massa del debito cumulata nel nuovo Fondo. Dunque anche i tassi di interesse della quota del debito italiano andrebbero a scendere. Una vera pacchia, se non fosse per la clausola che dovrebbe garantire – inautomatico – l’azzeramento del debito assorbito dal Fondo in un periodo di vent’anni.

Come funzionerebbe questa clausola? Secondo i due giornali citati, con un prelievo diretto da parte del Fondo su una quota delle entrate fiscali di ciascun stato debitore. Così, giusto per non rischiare. Leggere per credere.

Scrive ad esempio Antonio Pilati su Il Foglio: «In realtà l’idea degli esperti è a doppio taglio e la seconda lama fa molto male all’Italia: è infatti previsto che dal gettito fiscale degli stati partecipanti si attui ogni anno un prelievo automatico pari a 1/20 del debito apportato al Fondo. Nel progetto, le risorse raccolte dal fisco nazionale passano in via diretta, tagliando fuori le autorità degli stati debitori, alle casse del Fondo. Si tratta di un passaggio cruciale e drammatico tanto nella sostanza quanto – e ancora di più – nella forma».

E così pure Riccardo Puglisi sul Corriere della Sera: «L’aspetto gravoso per l’Italia è che la commissione sta anche pensando ad un prelievo automatico annuo dalle entrate fiscali di ciascuno stato per un importo pari ad un ventesimo del debito pubblico trasferito al fondo stesso. Il rientro verso il 60 percento avverrebbe in modo meccanico, forse con un eccesso di cessione di sovranità».

«Forse con un eccesso di cessione di sovranità», impagabile Corriere! Adesso non possiamo sapere con esattezza come andrà a finire, ed è probabile che la patata bollente verrà affrontata solo dopo le elezioni europee. Ma la direzione di marcia è chiara. La linea dell’austerity non solo non è cambiata, ma ci si appresta ad un suo drammatico rilancio, del resto in perfetta coerenza con i contenuti del Fiscal Compact, noti ormai da due anni.

Per l’Italia si tratterebbe di un prelievo forzoso – in automatico, appunto – di 55 miliardi di euro all’anno per vent’anni. Cioè, per parafrase lo spaccone di Palazzo Chigi, di mille euro a persona (compresi vecchi e bambini) all’anno, per vent’anni. Per una famiglia media di tre persone, 60mila euro di tasse da versare all’Europa.

Naturalmente si può dubitare che si possa arrivare a tanto. Ma sta di fatto che questa è l’ipotesi sulla quale l’Unione Europea – quella vera, non quella immaginata a forza di Spinelli – sta lavorando. Magari questa ipotesi estrema verrà limata ed abbellita, ma il punto di partenza è questo. E sinceramente non ci sembra neppure così strano, considerata sia la natura oligarchica dell’UE, che il dominio incontrastato della Germania al suo interno.

E’ la logica del sistema dell’euro e della distruzione di ogni sovranità degli stati che in questo sistema sono destinati a soccombere. Tra questi il più importante è l’Italia. E forse sarà proprio nel nostro paese che si svolgerà la battaglia decisiva.

Ma ora, per favore, che nessuno venga a dire che non si conoscono i termini del problema. Il sistema dell’euro, tanto antidemocratico quanto antipopolare, procede imperterrito per la sua strada. Le classi popolari hanno davanti 20 anni (venti) di stenti, miseria e disoccupazione. O ci si batte per il recupero della sovranità nazionale, inclusa quella monetaria, o sarà inutile – peggio, ipocrita – venire a lamentarsi della catastrofe sociale che ci attende.

Lo diciamo ormai da anni, ma il poco encomiabile lavoro degli undici esperti (vedi la scheda in fondo all’articolo per capire chi sono davvero questi taglieggiatori), ha almeno il merito di togliere ogni ragionevole dubbio. Gli eurocrati non si fidano proprio dei singoli stati, dunque basta con i vincoli da rispettare e/o sanzionare. Meglio, molto meglio, mettere direttamente le mani nel gettito fiscale di ogni stato da “redimere”. Questa è la novità. Ed è una novità che si commenta da sola.

PS – Che ieri, in questo quadro, il presidente del consiglio abbia definito anacronistico il parametro del 3% nel rapporto debito/pil può solo far sorridere. Anacronistico? Probabilmente sì, ma per l’UE esattamente nel senso opposto a quel che Renzi vorrebbe. Per lorsignori il vincolo del 3% è acqua fresca, ben presto il Fiscal Compact esigerà vincoli ben più stringenti: questa volta non semplici percentuali, sulle quali magari discutere, bensì denaro sonante attinto direttamente con una ben definita Tassa per l’Europa.

**************************

SCHEDA

Chi sono gli undici taglieggiatori:

Gertrude Tumpel-Gugerell – Ex banchiera centrale austriaca, famosa per le operazioni speculative che misero in difficoltà la banca, è ora nel CdA di Commerzbank.

Agnés Bénassy-Quéré – Economista e docente presso diverse università francesi, ha lavorato al ministero delle finanze di Parigi.

Vitor Bento – Ex banchiere centrale del Portogallo, vicino al Partito Socialdemocratico di quel paese (centrodestra).

Graham Bishop – Consulente finanziario di altissimo livello, ultraliberista della prima ora, è stato membro influente della commissione che, negli anni ’90, preparò il passaggio all’euro.

Claudia Buch – Tedesca su posizioni liberiste. Esperta di mercati finanziari.

Leonardus Lex Hoogduin – Economista olandese, è stato advisor della Banca dei Regolamenti Internazionali.

Jan Mazak – Giudice slovacco. E’ stato avvocato generale presso la Corte europea di giustizia di Lussemburgo.

Belén Romana – Ex direttore del Tesoro spagnolo, attualmente amministratore delegato della Sareb, la “bad bank” cui sono stati conferiti gli asset tossici del settore immobiliare iberico.

Ingrida Simonyte – Ex ministro delle finanze della Lituania

Vesa Vihriala – Membro dell’Associazione degli industriali finlandesi (poteva mancare la Finlandia?), ex advisor di Olli Rehn.

Beatrice Weder di Mauro – Questa economista, che ha lavorato in passato per il Fondo Monetario Internazionale, è oggi nel board della ThyssenKrupp ed in quello di Hoffman-La Roche.

Fonte: Informati, Italia

The Brussels Business documentary – Chi controlla l’UE?

locandina-the-br-bus

Di Mauro Miccolis
Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà.
A questo si arriva in molti modi,non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca,ma anche negando o distorcendo l’informazione,inquinando la giustizia,paralizzando la scuola,diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine,ed in cui la sicurezza di pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti. (Primo Levi in Corriere della Sera – 8 maggio 1974)
“The Brussels Business” è un documentario uscito recentemente,realizzato dall’austriaco Friedrich Moser e il belga Matthieu Lietaert; ed il è il primo documentario che cerca di far luce sull’influenza delle lobbies nel processo decisionale dell’UE.
Il film è già uscito nelle sale in Austria e in Belgio, e dovrebbe essere disponibile presto anche in altri paesi europei, ma non ci sono ancora date confermate; su youtube trovate il filmato tradotto in tutte le lingue europee, tranne l’italiano, così mi sono divertito a colmare questa mancanza.
E devo dire che è stato molto divertente, (è il primo film che provo a tradurre e sottotitolare), e anche appagante, in un certo senso; appagante perché molte delle mie intuizioni circa il ruolo di confindustria e della finanza,nella distruzione dello stato, sono confermate e provate ampliamente, così come anche la totale subalternità della classe politica europea ai diktat dell’industria e delle banche,è ormai provata. Dal documentario, emerge inequivocabilmente, che l’europa, l’UE non è un progetto politico, ma piuttosto un progetto imposto da un’oligarchia industriale, economica e finanziaria. Emerge chiaramente come l’UE sia una distopia, partorita da menti disturbate, come solo quella di un CEO di una multinazionale può essere. Il documentario svela la visione fascista del mondo di questa elitè, l’idea stupida di governare il mondo come si governa un’azienda (quello che è buono per le grandi aziende è buono per tutti, dicono questi signori); anzi peggio, di come vorrebbero governare un’azienda. Che l’europa, l’euro, il liberismo economico, lo smantellamento dello stato sociale, non siano cose volute dalla cittadinanza europea; credo che, favoriti dalle tenebre di questa crisi (frutto gioioso del liberismo) sia chiaro proprio a tutti; eppure, c’è ancora una fascia di popolazione, che ancora crede che ci sia un progetto politico dietro, e non la sola, nuda e cruda avidità e fame di un branco di squali. Ecco, questo documentario, una volta per tutte fa capire chi è che comanda in Europa, e cosa vuole questa gente.
Non solo. Questo filmato sia anche da lezione alla stampa italiana, completamente prostrata ai piedi della politica, di confindustria e dei banchieri, imparino da questo filmato come si fa il giornalismo di inchiesta; ma non credo che questo mio suggerimento serva a molto, perché comunque appresa la tecnica, manca quell’ingrediente fondamentale, che ti spinge a combattere contro tutto e tutti per dovere civile : la coscienza.
Voglio anche lanciare un appello circa le prossime elezioni europee : Non votate! E’ l’ultimo messaggio efficace non violento, che possiamo mandare a questi plutocrati; dimostriamo di aver capito tutto, dimostriamo che non vogliamo legittimare la loro finzione di democrazia, la loro dittatura finanziaria. Non votate alle europee. Non votate.
Buona visione

Fonte: miccolismauro.wordpress.com

Ripreso da: http://www.nocensura.com/2014/02/the-brussels-business-documentary-chi.html

EUROPA: SOTTO DITTATURA U.S.A.

di Gianni Lannes
Ci sarà una guerra: lo attesta la direttiva per il 2013 del ministro della Difesa italiana (pagina 10, punti 29, 30 e 31). Una guerra totale nel Vecchio continente a controllo totalitario del padrone assoluto yankee. Forse, la guerra è già iniziata, almeno a livello ambientale, con la geo-ingegneria segreta che altera la qualità della vita per centinaia di milioni di persone.
 
Bari – chemtrails – foto Gianni Lannes (tutti diritti riservati)

Te n’avvedi dal clima bellico che si respira nelle città europee, dal vento autoritario che soffia in ogni angolo, dalla restrizione sulle nostre libertà e sui nostri defunti diritti, compreso il corollario di tribunali e corti (alle voci: inflazione, proliferazione, moltiplicazione che li elide vicendevolmente).

La crisi dei diritti sociali solca tutto l’Occidente mentre muore l’etica della responsabilità, in una società venata di cinismo e indifferenza verso l’altro.

La libertà è un proclama formale se non è sostanziata dall’effettivo esercizio e godimento. Tale è soprattutto il Trattato internazionale di Lisbona che svelando le ipocrisie dei governanti per conto terzi, di fatto ha abrogato le Costituzioni europee, lasciandole formalmente in vigore, ma solo sulla carta, ossia svuotate dal di dentro, e conseguenzialmente azzerando la sovranità nazionale.

E questo la dice lunga sull’ignoranza generale di gran parte degli europei, offuscati da un imponente edificio normativo che consente ad oscuri burocrati di dettare legge perfino sulle nostre condizioni di vita (sempre peggiori), incluso il nostro cibo e respiro.

Al copioso elenco di diritti cartacei – promessi solennemente dalle normative – fa da contrappeso il catalogo dei diritti negati con il trionfo dell’ingiustizia. Pensate all’Italia: culla del diritto e tomba della giustizia.

La democrazia è in declino, forse è già morta e sepolta. Addirittura il confronto dialettico in ambito politico si è ormai ridotto a slogan patetici (la finta opposizione grullesca dai toni spregiudicatamente padronali), a spot televisivi, a manipolazioni evidenti dei fatti cruciali.

Non abbiamo più anticorpi per combattere le pulsioni autoritarie della presunta modernità e siamo schiavi del profitto economico.

Ogni luogo in cui si consuma la nostra vita collettiva tende a trasformarsi in una gabbia a cielo aperto, ma pur sempre prigione ancora più ampia e invisibile.
 
Pochissimi parassiti che succhiano illecitamente linfa vitale a tutti gli altri, mentre aumenta a dismisura la povertà spirituale e materiale. Nonostante la potenziale ricchezza e varietà dell’Europa, prolificano le vecchie e nuove povertà, le diseguaglianze sociali ed economiche. Cresce a dismisura l’incertezza del futuro per i giovani, i non garantiti per antonomasia, a cui è negata anche la possibilità di sognare.

Non abbiamo più radici. Sotto la spinta di standardizzazione del nuovo ordine mondiale (NWO) le comunità si stanno disintegrando: abbiamo smarrito l’appartenenza ad una famiglia, ad un gruppo sociale, ad un paese, ad un territorio, ad un destino. E’ in atto una regressione antropologica del modo di vivere e sentire, prontamente avvertita negli anni ’60 dal poeta Pier Pasolini (assassinato brutalmente per le sue scoperte sull’oro nero).

Capacità d’ascolto e solidarietà sociale sono parole prive di senso nella realtà: una deserto di ideali e valori collettivi dove ognuno cerca individualmente annaspando a scapito dell’altro, di evitare il peggio.

Prevale il pensiero unico, preconfezionato dal sistema di potere che non ricorre – se non in estrema istanza – a strumenti brutalmente repressivi contro chi si oppone in campo aperto.

Il processo di selezione dei fatti sbattuti in faccia all’opinione pubblica delimitano l’angusto perimetro della realtà artificiale: è proprio questa la lente deformante dei mass media.

 
In fondo i sistemi di dominio della contemporaneità viaggiano attraverso le modalità di percezione della realtà (falsa ed artefatta) che plasmano costantemente le nostre convinzioni e producono in noi aggressività, violenza e nevrosi  (poi alimentate dagli psicofarmaci, vale a dire droghe legalizzate).
L’Europa non ha alcuna autonomia politica né interna né internazionale. Dietro tutto c’è un élite di lobbies e di tecnocrati, invisibile, ma ben salda al comando delle nostre vite “prive di valore”. Non a caso il sistema imperante ci considera e tratta come passivi telespettatori e consumatori.

 
Non dimenticatelo mai: la formazione dell’uomo totalitario anticipa e precede la formazione e l’instaurazione del regime totalitario. Ed ora attenti anche all’ultima insidia per gli umani: microchip sottocutaneo e codice a barre.

 DIRETTIVA MINISTERIALE IN MERITO ALLA POLITICA MILITARE PER L’ANNO 2013:

http://www.difesa.it/Il_Ministro/Uffici_diretta_collaborazione/Documents/direttiva_ministeriale_2013.pdf

http://www.difesa.it/Primo_Piano/Documents/2013/gennaio%202013/Direttiva%20Ministeriale_ENG.pdf

Sotto dittatura i popoli europei:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/09/sotto-dittatura-i-popoli-europei.html

Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/05/europa-sotto-dittatura-usa.html

UE: La guerra alla libertà dei Media

Per indebolire i Media alternativi indipendenti online, l’UE si appresta a “regolamentare” i motori di ricerca Internet
La guerra alla libertà dei Media

 

Nathan Allonby
Tradotto da  Anna Moffa

 

Un nuovo rapporto della Commissione europea raccomanda la regolamentazione delle notizie in internet, attraverso la modificazione dei motori di ricerca per controllare l’accesso ai “luoghi della cospirazione”, la creazione di agenzie stampa europee governative e la formazione di nuovi“quadri di giornalisti professionisti … per … scienza, tecnologia, finanza o  medicina “.

Il rapporto sollecita anche i politici europei e i leader delle istituzioni europee a tenere conferenze stampa regolarmente, ad emergere dalle ombre e a  prendere il centro della scena come veri leader europei. Questo segna l’inizio di una nuova era per l’Unione europea, e per il suo controllo sui media. Se state leggendo questo negli Stati Uniti o in Canada, siate consapevoli del fatto che ciò che succede in Europa potrebbe accadere anche in America del Nord, a causa dell’ Area di cooperazione euro-atlantica. Si tratta di un processo di convergenza attraverso il quale l’Europa e il Nord America adotteranno politiche simili su “libertà”, giustizia e sicurezza, da attuare entro il 2014, cosa che sembra si possa applicare alle ultime proposte sui media.
 
Il rapporto ( mezzi di informazione liberi e pluralistici per sostenere la democrazia europea ) è stato pubblicato questo mese da un Gruppo di Alto Livello (GAL), istituito dalla Commissione europea, e che includeva l’ex presidente della Lettonia e un ex ministro della giustizia tedesco. Il criterio alla base di questo rapporto è stato in una costante fase di elaborazione per qualche tempo. Gli obiettivi descritti nel 2011 includevano: – la possibilità di “riconquistare” la libertà  di stampa, con particolare riferimento ad alcuni paesi specifici, tra cui Ungheria, Francia, Italia, Romania e Bulgaria, per aumentare i servizi d’informazione dell’Unione europea, e regolamentare i media internet e i social media come Twitter e Facebook. L’ultimo di questi obiettivi ha ricevuto attenzione da parte dell’UE dopo i disordini di Londra. (Cfr. La stampa in Europa: la libertà  e il pluralismo a rischio | EurActiv )
Alcuni dei punti chiave del rapporto sono i seguenti:
  • L’UE chiede l’autorità  legale (“competenza”) per regolare la stampa e i media d’informazione.
  • In questo contesto, la relazione non offre alcuna definizione di ciò che costituisce “giornalismo” e di ciò che sarà  regolato, ma raccomanda piuttosto “il dibattito tra tutte le parti interessate su … orientamento per i giudici”.
  • Una gran parte della relazione riguarda i mezzi di comunicazione, internet e i nuovi motori di ricerca. Si propone l’inclusione dei motori di ricerca nella regolamentazione dei media.
  • La relazione approva in particolare i commenti di  Cass Sunstein su  internet ed estremismo. La relazione del GAL dice che “Cass Sunstein, ad esempio, solleva preoccupazioni sul fatto che Internet consentirà  alle persone di essere meno impegnate nella società, viste le capacità  crescenti di filtraggio personalizzato e la presenza decrescente di … giornali … indubbiamente un impatto potenzialmente negativo sulla democrazia … possiamo arrivare a leggere e sentire quello che vogliamo, e nient’altro che quello che vogliamo. La preoccupazione è che le … persone dimentichino che le alternative esistono e diventino così  incapsulate in posizioni rigide da ostacolare la costruzione del consenso nella società.” Il rapporto continua, “l’isolamento e la frammentazione dell’informazione, insieme all’incapacità  di controllare e valutare le fonti, possono avere un impatto negativo sulla democrazia“.
  • Per far fronte a questo, si propone l’inclusione dei motori di ricerca nella regolamentazione dei media. Si evidenzia che i motori di ricerca hanno un notevole impatto sul contenuto visualizzato e sull’importanza con la quale viene presentato: – “Il nuovo ambiente mediatico aumenta l’importanza dei ‘gate-keepers‘, intermediari digitali che sono la via di accesso ad Internet (ad esempio, i motori di ricerca e i social network) … Per questi attori, solo l’UE ha la capacità effettiva di regolarli
  • I siti che riproducono articoli (“aggregatori di notizie” e “intermediari digitali”) potrebbero essere oggetto di nuove restrizioni per imporre un contenuto equilibrato. Il rapporto afferma che “gli intermediari digitali, come i motori di ricerca, aggregatori di notizie, social network … dovrebbero essere inclusi nel monitoraggio del settore. Il ruolo sempre più rilevante che essi esercitano nel migliorare o limitare il pluralismo dei media deve essere preso in considerazione, soprattutto quando iniziano a produrre contenuti. Tuttavia, bisogna fare attenzione a distinguere tra i media che pubblicano lavoro direttamente, e servizi che consentono agli utenti di ripubblicare o linkare il lavoro di altre persone. “
  • Si propone una sovvenzione a sostegno del giornalismo responsabile, del giornalismo che soddisfa determinati criteri – “Ci dovrebbe essere razionalizzazione e coordinamento del sostegno e del finanziamenti per un giornalismo di qualità”.
  • Il rapporto suggerisce che ci dovrebbero essere borse di studio per la formazione di giornalisti investigativi – “al fine di costruire quadri di giornalisti professionisti competenti per operare nel giornalismo investigativo, borse giornalistiche dovrebbero essere offerte [presso le] Università  e i centri di ricerca …  finanziate dalla UE. Le borse di studio … sarebbero particolarmente utili per il giornalismo investigativo, o per addestrare i giornalisti alla mediazione tra temi complessi quali la scienza, la tecnologia, la finanza o la medicina e il grande pubblico. “
  • Il rapporto suggerisce che “l’alfabetizzazione mediatica dovrebbe essere insegnata nelle scuole a partire dal liceo. Il ruolo che i media svolgono in una democrazia funzionante dovrebbe essere attentamente esaminato nel quadro dei piani di studio nazionali“.
  • “Il GAL fa riferimento alla fondazione del Centro per il Pluralismo e la Libertà dei Media a Firenze nel dicembre 2011, incaricato di dare vita a studi politici e documenti” e “al finanziamento di progetti di ricerca come MEDIADEM (politiche europee in materia di media: valorizzazione e recupero di mezzi di informazione liberi e indipendenti nei sistemi democratici contemporanei) “
  • L’Agenzia europea per i diritti fondamentali viene presentata come uno dei principali attori della strategia.
  • L’UE diventaterebbe una presenza regolare nei telegiornali. Si suggerisce che “gli attori politici dell’Unione europea hanno una speciale responsabilità  nell’attivazione di … copertura stampa europea. I presidenti delle istituzioni dell’Unione europea dovrebbero organizzare regolarmente interviste con … i media nazionali in tutta l’UE. “
  • Si suggerisce inoltre che “i finanziamenti per le reti multimediali europee transnazionali (inclusi gli elementi quali oneri per i costi di traduzione, di viaggio e di coordinamento) dovrebbero essere una componente essenziale della politica europea sui media. Il sostegno ai giornalisti specializzati in tematiche transnazionali dovrebbe essere incluso in tali finanziamenti. “
Su quanto pubblicato sopra si potrebbero fare le seguenti osservazioni e commenti:
  • Molti sono sorpresi che il primo ministro David Cameron e il governo del Regno Unito si siano rifiutati di creare un nuovo regolamento per la stampa in risposta alla relazione Leveson. Forse perché erano già in attesa della relazione del Gruppo ad Alto Livello e di un piano d’azione coordinato a livello europeo? Sembra che il governo britannico stia promuovendo i controlli sui social media a causa dei disordini estivi del 2011. Il pubblico britannico si è abituato al riciclaggio della politica, laddove il governo britannico spinge l’UE a introdurre misure impopolari, e accusa di questo qualcun altro.
  • Le proposte di controllo sui motori di ricerca devono essere considerate sintomatiche. Le proposte controllerebbero l’accesso alle informazioni, piuttosto che i media semplicemente.
  • La tecnologia per modificare i risultati di ricerca è già molto sofisticata, essendo stata perfezionata in Cina per oltre un decennio. Google ha recentemente abbandonato le funzioni anti-censura del suo motore di ricerca – secondo alcuni a causa della pressione del governo cinese, che aveva ridotto l’accesso ai servizi di Google. Nel frattempo i controlli cinesi su internet sono diventati notevolmente più sofisticati, per esempio, con la capacità  di rilevare e tagliare le connessioni quando sono in funzione Tor, Onion, crittografia o le reti Virtual Privacy Networks (VPNs).
  • Rispetto alla “costruzione del consenso nella società”, anche se la relazione europea del GAL dice “Chiaramente non è possibile costringere le persone ad utilizzare i media che non vogliono”, allo stesso modo nulla nella relazione sembra escludere la restrizione dell’accesso a determinati materiali o punti di vista.
  • Le raccomandazioni europee del GAL dovrebbero essere viste come proposte, sia nell’Unione europea che nel Regno Unito, di memorizzare le ricerche su Internet e i siti web visitati. La Direttiva sulla conservazione dei dati nel settore delle telecomunicazioni dell’UE attualmente è in fase di revisione e il Parlamento europeo ha votato nel 2010 perché fosse estesa alla registrazione di tutte le ricerche su Internet.
  • La relazione del GAL è una descrizione sommaria di principi generali, i cui dettagli non sono ancora disponibili.
  • La presente relazione segna l’annuncio pubblico di una guerra a lungo termine contro la libertà dei media che è stata pianificata accuratamente, almeno dal 2011.
  • Questo è solo l’inizio. Il finanziamento del nuovo Centro per il pluralismo e la libertà dei mediae dei progetti di ricerca come MEDIADEM creerà  un settore per generare nuove proposte e nuove normative.
  • L’UE è destinata a diventare un elemento costante nelle nostre notizie, con la creazione, negli Stati membri dell’UE, di nuove agenzie di stampa, canali multimediali e giornalisti finanziati e addestrati dall’UE, che riporteranno un nuovo modello di narrazione europea “transnazionale”, per dare risalto all’Unione europea e alle sue istituzioni. I politici dell’UE e i leader delle istituzioni dell’Unione europea saranno presenti nei telegiornali regolarmente.
  • Sembra che l’Unione europea sia destinata ad uscire  dalle ombre per prendere il centro della scena nelle notizie politiche, come vero governo politico dell’Europa.
  • Per interessante contrasto, l’Unione europea si è mossa per ridurre la trasparenza interna e l’accesso ai documenti , come le bozze di legge. Si vedranno più cose, ma meno contenuti.
  • Le proposte di “pluralismo” ed equilibrio sembrano in grado di incidere in misura significativa su molti siti internet di notizie alternative.
  • I siti che includono una miscela di notizie “aggregate” (link da altri siti o articoli riprodotti da altri siti) e contenuti originali – forse la maggior parte dei siti di notizie alternative – sembrano rientrare nel quadro di nuove proposte in materia di controlli per una copertura equilibrata.
  • La menzione dei tribunali ha un suono sinistro. La Corte di Giustizia Europea (CGE) ha svolto un ruolo significativo nel promuovere la portata e i poteri dell’UE, e in effetti si comporta come un importante organo legislativo a sé stante.
  • Il rapporto non menziona il significativo allontanamento del pubblico dalle notizie mainstream dei media tradizionali, come TV e giornali, che sembra riflettere una diffusa insoddisfazione per il tipo di copertura delle notizie e per i contenuti che cercano di promuovere.
  • La proposta di sovvenzionare tali notizie riflette il fatto che il pubblico proprio non se la beve.
  • Anche se non viene dichiarato, forse è per questo che la relazione si propone di ri-educare il pubblico, a partire dalla scuola.
  • C’è un evidente conflitto tra un autentico pluralismo nei mezzi di comunicazione e l’obiettivo di“costruzione del consenso nella società”. La relazione del GAL riguarda quest’ultimo. Benvenuti in una nuova forma di “pluralismo” – un pluralismo  regolamentato, armonizzato e politicamente-ortodosso.
  • Storicamente, i controlli sulla stampa hanno sempre soppresso le critiche ai governi, non hanno mai aumentato l’equilibrio.
  • La copertura mediatica mainstream in generale è fortemente di parte – filo-governativa, in termini di quantità  di copertura e rilievo, rispetto a punti di vista opposti.
  • Sarebbe ingenuo pensare che i nuovi requisiti per una copertura equilibrata ridurrebbero in qualche modo l’inclinazione a favore dei governi negli articoli. Per esempio, dobbiamo aspettarci che la preoccupazione del rapporto riguardo al fatto che “le persone dimentichino che le alternative esistono e diventino così  incapsulate in posizioni rigide intende sollecitare una maggiore copertura di punti di vista alternativi critici dell’establishment? Questo significa verosimilmente che la menzione degli eventi del 9-11 dovrebbe in futuro essere bilanciata menzionando che una parte significativa della popolazione contesta la versione ufficiale? I rapporti sulle nuove misure di sicurezza anti-terrorismo sarebbero bilanciati dalla segnalazione che la maggioranza della popolazione non è d’accordo sulla loro giustificazione? La segnalazione del dibattito in Parlamento sarebbe bilanciata dalla menzione che alcune questioni sono bandite dalla discussione, o che sia il governo che l’opposizione sono guidati da Bilderbergers che sostengono simili punti di vista fino allo stremo e sostengono politiche simili?
  • Un equilibrio bilanciato non è praticato dai media mainstream – per esempio, non hanno presentato la versione dei fatti dal punto di vista del governo di Gheddafi in Libia o di Assad in Siria, nonostante ci fossero delle ragionevoli giustificazioni per farlo. Gli articoli nel periodo precedente alle invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq non erano equilibrati, con notevoli rapporti grossolanamente falsi, come le fantasie sulle grotte di bin-Laden a Tora Bora. Tuttavia, non è questo il tipo di rapporti che i governi stanno cercando di cambiare.
  • La creazione di nuovi “quadri di giornalisti professionisti … per … la scienza, la tecnologia, la finanza o la medicina”, suggerisce che si tratta di settori chiave in cui la Commissione Europea non è contenta della presentazione o vuole prendere il controllo del dibattito. Pensate alla medicina alternativa, alle colture GM, al riscaldamento globale, all’energia nucleare e alla crisi bancaria, per citarne alcuni. Si tratta di settori in cui i media alternativi hanno avuto un impatto significativo.

Come dobbiamo rispondere a questo?

La cosa più importante è non restare passivi – queste sono ancora solo proposte e devono ancora essere formalmente accettate dalla Commissione europea. Questo è il momento della protesta e dell’opposizione. Vale la pensa di osservare gli sviluppi nel Regno Unito  perchè si ritiene che al  Regno Unito sarà offerta la conduzione della cyber-sicurezza e del controllo in Europa. C’è una schiacciante disapprovazione pubblica delle proposte di sorveglianza internet – la consultazione parlamentare sulla legislazione ha ricevuto 19.000 e-mail contro, 0 a favore. Tuttavia, anche se la normativa potrebbe essere bloccata (temporaneamente), non lo sarà l’investimento multi-miliardiario nel programma di sorveglianza su internet. Sembra che l’approccio del governo alla democrazia abbia raggiunto lo stadio “Allora, come hai intenzione di fermarci?” Hanno capito che l’opposizione può essere rumorosa, ma è anche disorganizzata e non ha una strategia contro l’applicazione senza il consenso pubblico.

Un solo fattore che il governo può aver trascurato è che la strategia per la sorveglianza su internet del governo Britannico  richiede un partenariato pubblico-privato e la collaborazione attiva degli operatori commerciali come i fornitori di motori di ricerca (ad esempio Google) e le reti sociali. Anche se il governo non può essere influenzato dall’opinione pubblica, sembra estremamente probabile che le organizzazioni commerciali sarebbero profondamente colpite dalla cattiva pubblicità  e dalle vendite in calo. La pressione coordinata dei consumatori potrebbe facilmente fornire un’importante battuta d’arresto ai piani del governo, e probabilmente creare le premesse per una completa ritirata – se solo l’opposizione potesse essere coordinata. Sfortunatamente, questo aspetto dell’analisi del governo è corretto – l’opposizione dell’opinione pubblica è disorganizzata e in gran parte inefficace.

Questo è dovuto principalmente alla passività  e alla compiacenza. In aggiunta ad una precedente indagine sull’introduzione di carte di identità  in tutto il mondo, l’autore di questo articolo spiega anche l’opposizione a tali regimi, nazione per nazione. Anche se l’introduzione di questi sistemi è stato organizzato e coordinato a livello globale, l’opposizione si è rivelata disorganizzata e raramente organizzata anche a livello nazionale – il versante globalista ha quasi completato la sua prima vittoria, il pubblico non si è ancora svegliato. Nonostante l’articolo venga letto da centinaia di migliaia di persone e sia stato tradotto in diverse lingue, solo una manciata di persone ha risposto all’invito a contattare l’autore. Questo riflette il livello di passività  che ha ostacolato l’organizzazione di una vera opposizione.

Se mai ci sarà una qualsiasi opposizione, questo è il momento di stabilire un contatto con gli altri, per far partire un’opposizione transnazionale . Dobbiamo costruire ponti reali tra persone – un contatto umano diretto, faccia a faccia, per quanto possibile – prima che l’UE inizi a monitorare, regolare e chiudere l’accesso a Internet. Allo stato attuale, è relativamente facile leggere e pubblicare articoli, trovare e collegarsi con persone che sono in disaccordo con l’agenda mainstream, globalista – presto, questo potrebbe essere molto più difficile, quando non potremo più comunicare facilmente.

Questo è anche il momento di scaricare e salvare le informazioni da internet, conoscenze particolarmente utili in merito a temi quali la medicina alternativa, la scienza e la vera storia della nostra società . Memorizzare in modo permanente, su disco o meglio ancora sulla carta. Facciamo in modo che non ce li portino via.

Questo è il momento di creare un internet alternativo, che non possano controllare. Tre filoni principali sono stati citati in articoli recenti: –

Vale anche la pena di attuare misure anti-sorveglianza, come descritto in – Tecniche per evitare la sorveglianza e la Censura
Non sappiamo quanto tempo abbiamo – Cerchiamo di non sprecarlo.

 


Per concessione di Tlaxcala
Fonte: http://www.globalresearch.ca/the-war-on-media-freedom-undermining-the-independent-alternative-online-media-eu-to-manipulate-internet-search-engines/5321104
Data dell’articolo originale: 30/01/2013
URL dell’articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=9474

Fonte: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=9474

LE CENSURE DEL FATTO QUOTIDIANO

di Detestor

Rendo noto che da parecchio tempo c’è chi chiede a Il Fatto Quotidiano di scrivere dell’impresa di Grillo che ha imbavagliato la ricerca che dava fastidio al suo burattinaio. Il tutto senza esito.

Bene bene, eccoci qua, dove Iside non può cancellare quello che scrivo.
Allora, tanto per cominciare, il forum de il fattoquotidiano.it, testata che tanto millanta la sua indipendenza e libertà, è uno dei forum di giornale più censurati della Rete. La soffocante censura del forum, infatti, si abbatte come una mannaia su qualsiasi messaggio ritenuto scomodo. Attenzione, qui si sta parlando di censura di idee, una cosa che non ho mai visto su altri forum che ho visitato, per esempio quelli de L’Unità o anche ilgiornale.it . I vecchi lettori della testata non potranno che confermare quello che dico.

Prima una premessa: come voi ben saprete, l’editore di Beppe Grillo e del suo Blog è la nota Casaleggio Associati. Questa azienda ha uno strano concetto di “business”, la loro visione la potete vedere nei  filmati, pubblicati sul loro sito internet. 

Come potete vedere, si evoca un delirante futuro in cui un nuovo ordine mondiale basato su Internet e sulla vita nel cyberspazio sostituirà i governi del mondo. E come si arriverebbe, secondo loro, a questa realtà? Utilizzando i cosiddetti “Influencer”.
In parole povere, alcuni (pochi) utenti condizionerebbero le masse di fruitori di Internet nelle loro scelte, dal film da vedere nel weekend, fino alla lista da votare alle elezioni.
Casaleggio Associati sta gestendo anche la parte informatica di Chiare Lettere, casa editrice che pubblica i libri del vicedirettore Travaglio, e guarda caso ultimamente sta pubblicando anche Grillo e Casaleggio ed è di recente entrata nell’azionariato del Fatto Quotidiano.

Bene, dopo alcune ricerche mi sono reso conto che alcuni di questi “Influencer” sono presenti su ilfattoquotidiano.it Come? ilfattoquotidiano.it utilizza per il suo forum la piattaforma Disqus (www.disqus.com). Su questa piattaforma è possibile visualizzare lo storico dei commenti di ogni utente registrato, semplicemente visitando l’URL http://disqus.com/<nome utente=””></nome>
Bene, esistono i seguenti profili:

Già dai nomi, sembrerebbe palese che siano stati registrati dallo stesso individuo. Basta fare una ricerca all’interno dei messaggi di queste utenze, per accorgersi che dicono spesso le stesse cose, spesso persino utilizzando le stesse parole. Questo nonostante i nickname che compaiono poi sul sito sembrerebbero appartenere a diverse persone, uomini e donne. Ecco l’elenco dei nickname corrispondenti:

  • napo orso capo
  • antonella
  • antitroll
  • Enzo Paolo
  • mafiosialmuro
  • clito ride
  • tonno011
  • Detestor (in realtà un mio clone, come si può vedere in questo screenshot http://detestor.blog.com/files/2012/05/primadelgiorno.png, scattato nel momento della “trasformazione”) – ex primadelgiorno
  • titti74
  • divergenze parallele
  • plonk
  • anti_troll

Si può anche notare che i messaggi scritti da questi account vengono premiati con dei “like” provenienti dagli account “gemelli”, ovviamente questo per dare più credibilità ai messaggi. Inutile dire che i messaggi in questione fanno una pubblicità sfacciata a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle.
Ma c’è di più: la piattaforma Disqus ha una caratteristica, documentata qui http://docs.disqus.com/help/49/, sotto il titolo “Flagged Comment Moderation”, che rende possibile, mediante il tasto “segnala” presente su ogni messaggio, eliminare i messaggi.
In pratica, quando parecchi diversi account cliccano su quel pulsante, il messaggio viene censurato SENZA dover passare dalla moderazione. Capite ora com’è semplice, per l’individuo di cui stiamo parlando, eliminare tutti i messaggi scomodi utilizzando i suoi svariati account. Questo mi è successo di notte (quando i moderatori non sono presenti), quando ho visto scomparire in tempi velocissimi i miei messaggi. Tutte le evidenze puntano al fatto che questi individui lavorano sopratutto la notte (ma anche di giorno) per “plasmare” indisturbati le discussioni del forum. Ecco il viral marketing di Casaleggio.

E chiaro che il sito del noto giornale è praticamente una piattaforma di indottrinamento del Movimento 5 Stelle. 

Basta visitarlo, per accorgersi della quantità di commenti censurati. Quando mi sono reso conto di questa cosa, io e molti altri lettori hanno cercato di contattare in tutti i modi la redazione, per avvertirli e chiedere conto in ogni caso dell’opprimente censura perpetrata anche dalla moderazione “ufficiale” del sito. Hanno scritto mail, chiesto nei commenti, persino risposto direttamente a un commento del direttore Peter Gomez, che sicuramente, per come funziona Disqus, ha visto le richieste . Nessuna risposta http://detestor.blog.com/files/2012/05/fabriziodado.png.
Anzi, siccome io insistevo sull’argomento parlando con altri lettori, i miei messaggi sono cominciati a sparire a una velocità supersonica, e sono stato espulso dal sito multiple volte. Attenzione, il particolare comportamento di Disqus di cui si è parlato NON permette l’espulsione automatica dal sito, che invece è determinata dalla moderazione. Di questa particolarità, la moderazione è chiaramente http://detestor.blog.com/files/2012/05/disqus.png a conoscenza. Inoltre, come si può vedere qui http://detestor.blog.com/files/2012/05/davidefan.png, un moderatore ha risposto male e con un linguaggio per nulla consono alla sua posizione a un utente che stava cercando di denunciare lo stato delle cose, dimostrando così di proteggerlo.

In più, un utente di mia conoscenza, dopo che gli era stato bloccato l’account, ha ricevuto la seguente mail dalla moderazione:

Gentile Lettore, abbiamo riscontrato purtroppo un problema relativo al suo account: per un problema tecnico risultava infatti out of the database. Sono personalmente riuscita a risalire ai suoi contatti e riabilitare il suo profilo.Mi scuso del disagio e della difficoltà che avrà riscontrato oggi. Le chiedo la cortesia di comunicare direttamente a questo indirizzo qualora il suo account dovesse avere ancora problemi o esperire qualunque sorta di blocco al commento.La ringrazio del tempo e dell’attenzione che ci dedica. Cordialmente, v.

A parte la stranezza di una mail da parte della moderazione con un vero mittente, a cui si può rispondere, di solito non è così, ho qualche conoscenza tecnica e il motivo addotto non mi sembra plausibile, ma il bello viene dopo.

Ecco la comprensibile risposta dell’utente in questione:

il mio account è stato riattivato, non ho subito disagi nè difficoltà. leggo, comunque che è stato chiesto ad un altro utente del sito un link in cui ci fosse una mia conversazione con lo stesso e questo mi pare estremamente scorretto. scriverò una lettera alla redazione perchè assicuro che è la prima volta in vita mia che mi capita una cosa del genere. 
E anche qui, mi sembra palese che per riattivare un account basta conoscere l’identificativo che lo contraddistingue, non bisogna certo mandare una mail a un altro utente per avere un fantomatico “link”. Ed ecco infatti l’assurda risposta.
Da: moderazioneilfatto@i-side.com Data: 30/04/2012 11.42 gentile utente,ho agito in questo modo per risalire ai suoi contributi, spero che non travasi le mie parole o il mio operato. Purtroppo il suo account risultava inaccessibile e dunque era necessario partire da un link corrispondente ad un articolo del fatto in cui lei era intervenuta in passato. Altri lettori mi avevano scritto chiedendomi di ristabilire il suo account, e, nell’ottica di venire incontro a lei e ad altri, ho chiesto supporto nella ricerca, per attivazione del suo profilo.Dal momento che conosco il suo operato ho piena fiducia che comprenderà che ho agito nella sola ottica di ristabilire il pieno possesso del suo account. Bloccato per l’intera mattinata. Purtroppo si è erroneamente ritenuto che il profilo fosse stato clonato da un troll, e quindi è stata attivata la procedura di protezione. Consiglio sempre di non alimentare le derive off topic capeggiate da Detestor e dai suoi numerosi cloni. Altrimenti saremo costretti a cancellare le vostre opinioni, proprio perchè OT.Non vorrei, e qui parlo a titolo personale, vedere bloccati degli account validi e di persone stimate e costruttive all’interno della community o all’interno del nostro team. Persone come lei, riassumendo.Mi dispiace del disguido e la ringrazio ancora della gentilezza e disponibilità. Valentina

Di nuovo uno strano slang (troll) che non ci si aspetta da un professionista, e nel merito pare che la moderazione attivi o disattivi gli account in base all’acclamazione popolare, e poi una specie di minaccia di ban nel caso che l’utente parlasse con me (che guarda caso, come accennato prima, ero stato vittima di clonaggio del nostro misterioso “vespa”, ed ero uno di quelli che aveva smascherato la connivenza della moderazione con questo personaggio).

E’ palese che la moderazione sita cercando di nascondere ciò che non desidera si sappia. 
Dal dominio dell’indirizzo email della moderatrice si risale facilmente all’azienda milanese a cui evidentemente http://it.linkedin.com/pub/valentina-gorla/34/6b0/12 è appaltata la moderazione del Fatto, i-side srl. http://www.i-side.com/ 



Se visitate il suo sito web, potrete vedere, oltre all’occhio di Iside, appunto, in che cosa è specializzata l’azienda: viral marketing, di nuovo gli influencer di Casaleggio.

A fronte dello spopolamento del forum, negli ultimi giorni sono comparsi degli strani utenti, moltissimi, che di solito postano un solo commento e riconoscibili perché raggruppabili in alcuni pattern. Per brevità, ne elenco solo un paio:

  • Fullname composto da Nome Cognome con la prima lettera maiuscola, con associato profilo Facebook
  • Fullname composto da nome con la prima lettera minuscola, senza profilo associato in quanto guest (senza account). Ora, chi ha provato a commentare senza account saprà che spesso ci vuole parecchio tempo prima che il proprio commento venga pubblicato, proprio perché, passando dalla moderazione, l’essere umano deve avere il tempo di leggerlo. Invece questi arrivano a fiumi, come se la moderazione, capendo dal nick, li lasciasse entrare direttamente

Di solito, i loro commenti sono slogan stereotipati per questo o quel partito, ma in maggioranza per il Movimento 5 Stelle. In sostanza, il forum non è più un forum, ma un teatro dei burattini dove questi fake se la cantano e se la suonano da soli, con in mezzo i pochi utenti reali che ancora non sono stati bannati e non sono ancora stufi delle “stranezze” del sito.
Dal 3 Maggio, poi, hanno cominciato a chiudere di fatto i commenti nelle ore notturne (in teoria appaiono come in attesa di moderazione, in pratica come dicevo la moderazione di notte non c’è). Insomma, tutti i commenti devono passare sotto l’occhio di Iside. Ed ecco le ridicole scuse che Gomez adduce per giustificare questo comportamento indegno.
Ecco, a questo si è ridotto il Fatto Quotidiano. Io ricordavo un giornale diverso, non so voi.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato a smascherarli, voi sapete chi siete.

FONTE:

http://detestor.blog.com/2012/05/07/verita/

grillo controllato:

http://www.youtube.com/watch?v=0ZnYRQmcLSM

VIDEO CASALEGGIO:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xj8ZadKgdC0

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=sV8MwBXmewU

http://www.youtube.com/watch?v=OtFYM4cqLFQ

http://www.youtube.com/watch?v=7-gGBFPXltw

http://www.casaleggio.it/thefutureofmedia/ e qui http://www.casaleggio.it/thefutureofpolitics/.

CENSURE IL FATTO QUOTIDIANO:

https://www.facebook.com/notes/gianna-bianca/la-verit%C3%A0-sul-fatto-quotidiano-censure-casaloggia-influencer-viral-marketing-e-r/171633072964936 

CHIARE LETTERE:

http://www.chiarelettere.it/chisiamo.html

Commenti  

#9 mr. — babbo di minchia 2012-09-15 18:50

Salve, sono uno dei tanti che ha subito la censura preventiva del Fatto Quotidiano con successiva epurazione (5 per l’esattezza), trovo che sia una cosa ignobile e che sia giusto indagare andare in fondo alla cosa ed eventualmente provare a risolvere il problema, però, voglio farvi notare che a parte il discorso della censura l’articolo contiene una serie di banalità che non hanno alcun fondamento, elucubrazioni e teorie che non provano nulla, alimentate ad arte per creare legende metropolitane sulla teoria del complotto ed amenità varie.Basterebbe che ogni tanto, qualcuno si prendesse la briga di verificare l’ovvio per rendersi conto per esempio che a nella documentazione presente su http://docs.disqus.com/help/49/ non c’è scritto da nessuna parte che il commento dopo un certo numero di segnalazioni viene eliminato senza passare dai moderatori, c’è scritto che dopo un certo numero di (flag unici) segnalazioni il commento si contrae di default ma è comunque visibile all’utente cliccando sull’icona a destra con il segno “+” e comunque, vi posso assicurare che fino a 100 segnalazioni uniche (contate) non succede nulla.Riguardo invece ai famigerati influencer, che in questo articolo vengono descritti come delle figure oscure che manipolano le coscienze, è evidente che si tratta di terrorismo mediatico, una persona con un briciolo di sale in zucca non si lascerebbe mai influenzare dal primo pinco pallino che incontra sul web, chiunque in rete può diventare influencer, ma per poter influenzare qualcuno devi essere credibile ed affidabile e la credibilità/affidabilità non la fanno 10, 100 o 500 like, la credibilità si conquista faticosamente negli anni con i fatti e soprattutto con la correttezza e l’onestà intellettuale, però bastano poco per mandare tutto a puttane.

E poi, siamo onesti, se il ruolo degli influencere fosse davvero così oscuro e determinante, non pensate che Casaleggio descritto come mente fredda e raffinatissima, scaltro com’è se ne sarebbe guardato bene dal divulgarne il ruolo e persino l’esistenza stessa?

Potrei continuare a smontare pezzo per pezzo molte delle cose scritte ma al momento ho poco tempo, magari successivamente ne possiamo riparlare, per quel che riguarda il discorso della censura del fatto quotidiano ho trovato alcuni spunti molto interessanti ed illuminanti che proverò ad approfondire quanto prima, per il resto, se siete in buona fede, vi consiglio di rivedere e soprattutto verificare molte cose.

#8 @rturo c’è! — @rturo 2012-07-10 22:26

Ciao Montanari aka Detestor, Det3stor, ci si rivede e son sicuro che ti ricordi di me, il + bannato di tutti dal fattoidequotidi ano.C’hai messo un po’ a capire come stanno le cose ma dopo che t’hanno gabbato col microscopio vedo che ti sei “fatto furbo” e cogli in fretta i trappoloni: BRAVO! Visto che sei entrato nel club degli svegli ti rendo noto che Paolo Barnardpaolobarnard.info/index.htmda anni è dei nostri.
Sul suo sito cerca L’informazione & la deriva dei ‘nuovi paladini dell’antisistema’.

Non volermene ma anche nella registrazione di questo account ho usato la tecnica di the man in the middle per essere anonimo (anonimo svedese in questa connessione  ).

Dopo quasi un ventennio di regime fascista merdamedia teleserpe berlusconiano con relativo riorientering della massa via tv, ora sento la nuova puzza fascista montante, sento la puzza di un nuovo irredentismo borghese qualunquista, il fascismo italiano mutaforme nelle manifestazioni e populismi, ma non muta la sostanza di esser fascismo, è l’ora del grillismo alla casaleggio merdamedianet, il target di riferimento è la bassa borghesia che s’è vista bloccare in toto l’ascensore sociale facendole cadere l’equazione (ax+by+c=0) titolo di studio+buon lavoro+scalata sociale.

Se intendi dirmi qualcosa usa i commenti.
Ciao e stammi bene.

#7 CENSURA disquis — zzzsss 2012-06-04 23:51

“LA PROVA DEL 9”http://zzzsss.wordpress.com/
#6 ..purtroppo… — raffaello 2012-05-26 14:50

Mi trovo,purtroppo ,a doverle dare ragione in pieno.
Ritengo un vero peccato che quella che era una piattaporma dove leggere commenti spesso validi,(riguard o l’uranio impoverito anche lei e sua moglie avevate contribuito),si a stata così pesantemente inquinata da multinick o gruppi che se la cantano e se la suonano,perchè poi,qualcuno non abbastanza immunizzato,pot rebbe dargli una qualche forma di credito.
Io capito spesso a leggerla,anche se raramente sento di poter contribuire alla discussione,ma in questo caso è d’obbligo.
Alcune censure sono veramente impressionanti, peggio per loro,perchè il successo come arriva vola via rapidamente…RISPOSTAChissà che non stia arrivando il Principe Azzurro che con un bacio sveglierà i milioni di Belle Addormentate…

#5 Gianni Lannes su Grillo — Martolini Enrica 2012-05-16 22:28

L’ombra del Grillohttp://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2011/12/grillo-le-parole-che-non-ti-ho-detto.html
#4 Prof. Stefano Montanari o Falso? — emanuele colombo 2012-05-16 16:51

Gentile Professore,
qualche settimana fa ho aperto un post sul forum del M5S in cui parlavo del caso del microscopio; ecco il link:http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/04/grillo-e-intellettualmente-onesto.html#comment-343758l’utente con nome Stefano Montanari che ha preso parte alla discussione era lei o un fake?

Un’altra domanda: cosa ne pensa del blogger Claudio Messora? che legami ha con la Casaleggio §associati?

Grazie, Saluti

RISPOSTA

Sono io.
Di Messora ho stima e mi sarebbe piaciuto che dedicasse un post alla porcata di Grillo. Se non l’ha fatto, avrà le sue ragioni. Rimane il fatto che ogni giorno che passa c’è qualcuno in più che soffre. In più, una porcata non va in prescrizioone morale se è avvenuta anni fa. Anzi, il tempo passato e l’impunità sono aggravanti.
Casaleggio e Messora? Non ho idea.

#3 Mi assumo la responsabilita’ di dimostrarlo anche in Tribunale : Santoro e Travaglio FALSARI e BUGIARDI — Pietro Campoli 2012-05-16 13:20

Ho le prove e ribadisco cio’ che ho gia’ scritto in passato anche qui’, assumendo le responsabilita’ sia civili che penali, perche’ e’ ora che certe VERITA’ in questo Paese vengano a galla : SANTORO e TRAVAGLIO sono dei bugiardi patentati e stanno prendendo per i fondelli tante persone che non hanno gli strumenti per difendersi e documentarsi.
Ripeto me ne assumo l’onere anche in Tribunale di dimostrarlo, qualora questi 2 falsari mi citano in giudizio.
Per Santoro non ho il documento ma e’ negli archivi RAI, basta tirare fuori la retgistrazione del “ROSSO e il Nero” del 10-02-1994 dove Santoro fu complice di Berlusconi nella diffamazione di Giovanni Ruggeri.
Per Travaglio ho registrazioni fatte da di suoi interventi pubblici in cui gli chiedevo di parlare in TV di dati da sempre censurati dalla informazione di regime. Ovviamente Travaglio ha risposto con delle menzogne che posso dimostrare essere tali.
+2 #2 è vera censura,confermo! — francesca 2012-05-15 21:29

E’ davvero così!!!Oggi è stata completamente cancellata una conversazione in proposito dove l’utente Detestor denunciava la moderazione del Fatto Quotidiano ad opera del Clan Casaleggio. Io e altri utenti avevamo supportato la causa e siamo stati come dire..censurati? i finti utenti si riconoscono perchè riempiono il forum di slogan grilliani e aggrediscono gli utenti che criticano il movimento 5 stelle..a mio avviso tutto questo è gravissimo, un tempo avevo quasi stima di Grillo sembrava il paladino della libertà, ma adesso mi spiego molte cose..chiarissimo il motivo per cui vieta ai suoi candidati di presentarsi in tv, dove il marketing virale della casaleggio non avrebbe potere!
Ma il vero tradimento è il giornale di Padellaro!RISPOSTAIo non ho mai temuto il nemico in campo aperto. La paura viene dal cecchino, il vigliacco che ti spara alle spalle dal buio. La paura ancora più grande viene dal lupo travestito da agnello, l’ipocrita che, approfittando della tua buona fede, t’illude che la difesa non serve, ti raggira e ti massacra.
È per questo che temo i grillini ed è per questo che sono letteralmente terrorizzato da giornali come Il Fatto Quotidiano e da giornalisti come Marco Travaglio o Michele Santoro.
Facciamo eccezione del caso dei grillini, un caso a sé stante costituito da una masnada, ahimè sempre più numerosa, di poveri ragazzotti, molti di loro ingenuamente benintenzionati , raggirati rozzamente ma non per questo meno efficacemente da chi conosce alla perfezione tutti i gradi dell’imbecillit à umana. Accantonati provvisoriament e i pur pericolosissimi grillini, restano i giornali e i giornalisti “credibili”. La tecnica è semplice: si raccontano fatti veri taciuti da altre fonti e si assume, così, la sembianza di bocca della verità. In realtà si sacrifica qualcosa per arrivare agli obiettivi voluti esattamente come si fa nel campo dello spionaggio o degli scacchi. Ciò che giornale e giornalista ottengono con questa credibilità è di poter manipolare a proprio piacimento l’informazione e la maniera più appetitosa è quella della censura. Poter imbavagliare ogni voce contraria, specie se documentata, è un vantaggio enorme che assicura quanto meno potere. In più non s’incorre in imprecisioni che qualcuno potrebbe pubblicamente documentare come tali a detrimento dell’immagine.
Prendiamo il caso mio con Il fatto Quotidiano. Ormai da lunghissimo tempo diversi lettori di quel giornale chiedono che si tratti finalmente del ratto del microscopio con tutto quanto ci si trascina dietro, dai donatori sorpresi nella loro buona fede ai malati ai morti alla ricerca imbavagliata ai soldi buttati. Al giornale è stata consegnata a più riprese tutta la documentazione del caso e i solleciti sono stati numerosi. Addirittura c’è chi ha disdetto l’abbonamento. Il risultato, manco a dirlo, è stato un impenetrabile muro di gomma.
Personalmente io preferisco di gran lunga un giornale apertamente schierato. A quello riesco bene o male a fare la tara, mentre del Fatto Quotidiano non conosco mai il grado reale di attendibilità. Insomma, magari mi stanno dando una notizia vera taciuta da altri ma che cosa mi tacciono a loro volta in cambio?

+2 #1 Concordo in pieno — Fabbri A. 2012-05-15 20:03 “In sostanza, il forum non è più un forum, ma un teatro dei burattini dove questi fake se la cantano e se la suonano da soli, con in mezzo i pochi utenti reali che ancora non sono stati bannati e non sono ancora stufi delle “stranezze” del sito”.

Confermo al 100% che questa è una pratica in uso da parte di chi vuole indirizzare in una certa maniera la discussione su di un forum di un blog.
Blog che magari non ha tanti interventi e stenta a partire e ad affermarsi all’attenzione dei lettori.

Chi legge certi articoli di suo interesse finisce prima o poi per andare a spulciare gli interventi (per lo più falsi) ed è invogliato a scrivere a sua volta… se il suo intervento è in linea lo si “coccola” altrimenti o lo si banna o lo si attacca con diversi nickname creati ad arte.

Questa pratica è usata anche dai “disturbatori” che vogliono creare danni ad un determinato blog. Conosco persone che sono riuscite a far chiudere dei blog politici in campagna elettorale creando un caos infinito con attacchi a non finire da parti di numerosi “finti” utenti che presentandosi sui forum criticavano continuamente le gesta, il dire e il fare della parte politica che gestiva il blog…. la quale se ha voluto avere pace, ha dovuto chiudere i blog…. anche per evitare una figuraccia immonda.

Detto questo e tanto per fare un’altro esempio, io aggiungo anche che ho seri dubbi sul fatto che nel blog di Grillo vi siano così tanti utenti che scrivono ogni giorno (600 o 700 e a volte anche più di mille).
Credo anzi che moltissimi di questi siano “fasulli” e inseriti tanto per fare numero e presentarsi come uno dei più grandi blog presenti in rete…. ma Casaleggio oramai lo conosciamo e di lui ne conosciamo anche le grandi capacità in campo telematico… a differenza di Grillo che fa solo la parte del sipario, in un palcoscenico che non decide lui come deve essere gestito…

Fonte: Su La Testa! di Gianni Lannes