EUROPA: VERSO LA DITTATURA

di Gianni Lannes

Il vecchio continente percorre una via senza ritorno. A parte Eurogendfor, il “trattato costituzionale” è un pericolo per tutti che mette a nudo un cancro nascosto nell’Unione europea. Per chi è stato realmente scritto e a chi fa comodo questo testo che massacra il diritto alla libertà dei popoli? Parliamo di qualcosa che pochissimi conoscono realmente, e non si potrà più cambiare.

Milioni di europei sono favorevoli al “progresso” e alla pace, ma non hanno letto questo abominio dalle conseguenze inquietanti. Esistono motivate ragioni per opporsi a questa imposizione calata dall’Atlantico. Non spetta al potere in vigore scrivere il diritto del diritto. La cosiddetta “unione europea non è un insieme di popoli, ma una sommatoria di interessi affaristici e di dominio del genere umano.

Eppure ecco l’elenco dei Paesi che non hanno sottomesso il trattato al loro popolo: Lituania, 11 dicembre 2004, Ungheria, 20 dicembre 2004, Italia, 25 gennaio 2005, Slovenia, 1 febbraio 2005, Germania, 12 maggio 2005, Slovacchia (maggio 2005), Cipro (maggio 2005), Austria (primavera 2005), Belgio (primavera 2005), Grecia (primavera 2005), Malta (luglio 2005), Svezia, dicembre 2005 e tuttavia il 58% degli svedese richiedono un referendum, Estonia (2005), Finlandia (fine 2005), Lettonia (?). I governi che hanno fatto ratificare questo testo dal loro Parlamento nazionale, piuttosto che dal loro popolo (referendum), hanno firmato un’autentica omissione di atti di ufficio, mentre in Italia hanno attentato alla Costituzione repubblicana: i popoli di questi paesi sono privati così al tempo stesso del dibattito e dell’espressione diretta che avrebbe permesso loro di resistere all’arretramento democratico che li espone all’arbitrio.

Di seguito le nazioni che hanno optato per il referendum: Spagna, 20 febbraio 2005, Paesi Bassi, 1 giugno 2005, Francia, 29 maggio 2005, Lussemburgo, 10 luglio 2005, Danimarca, 27 settembre 2005, Portogallo (ottobre 2005), Polonia (fine 2005), Regno Unito (primavera 2006), Repubblica ceca (giugno 2006), Irlanda (2006).

Tre referendum sono consultivi solamente (Spagna, Paesi Bassi e Lussemburgo), e, infine, solo sei popoli sono veramente consultati in questo progetto. I popoli di Francia e Olanda hanno detto no. Che democrazia impeccabile (sic!): sei Paesi realmente consultati su venticinque.

Nel Belpaese la legge di ratifica 7 aprile 2005, numero 57, è stata promulgata, non a caso da Carlo Azeglio Ciampi, e sottoscritta da Berlusconi, Fini e Castelli, grazie al beneplacito della finta opposizione di centrosinistra.

In primo luogo una Costituzione deve essere leggibile per permettere un voto popolare. Una Costituzione non impone questa o quella politica: quel testo è fazioso. Una Costituzione è rivedibile: quel testo è blindato dalla necessità di una doppia unanimità. Una Costituzione protegge dalla tirannide con la separazione dei poteri e il controllo dei poteri: quel testo non istituisce nessun vero controllo dei poteri né una reale separazione dei poteri. Una Costituzione non è concessa dai potenti, è stabilita dallo stesso popolo, al fine di proteggersi dall’arbitrio dei potenti, attraverso un’Assemblea costituente, indipendente, eletta per questo motivo e poi revocata: quel testo incorpora istituzioni europee che sono state scritte da cinquant’ anni dai politicanti al potere, al tempo stesso giudici e parti in causa.

Trattato o Costituzione? Qual è la corretta definizione di questo folle progetto? Questo testo gioca il ruolo di una costituzione e l’ossimoro “Trattato costituzionale”, accostamento di parole contraddittorie, conduce, giocando sulle parole, a creare una norma suprema troppo rigida, troppo difficile da rivedere. Il progetto di Trattato che stabilisce una Costituzione per l’Europa (TCE) è esecutivo senza limitazione di durata , si occupa di quasi tutti gli argomenti essenziali alla vita delle persone , la sua forza giuridica è superiore a tutte le nostre norme nazionali (regolamenti, leggi, Costituzione), istituisce grandi poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario) e ne regola gli equilibri. Il progetto di TCE è dunque, per sua natura, una Costituzione, fissa “il diritto del diritto.” Secondo Olivier Gohin, professore all’università di Parigi II: “Il nuovo Trattato è una vera Costituzione dal momento che corrisponde alla definizione materiale di ogni costituzione: organizzazione dei poteri pubblici e garanzia delle libertà fondamentali, con identificazione di un potere costituente (…) la nuova Unione europea raccoglie, da questo momento, gli elementi necessari della definizione dello stato” . Un evidente arbitrio è dettato dalla primazia del diritto europeo, anche di un semplice regolamento, sull’insieme del diritto degli Stati membri, anche sulla loro Costituzione.

Primo principio del diritto costituzionale: una Costituzione è un testo leggibile. Una Costituzione deve essere accettata, direttamente, dal popolo che vi si sottomette. Affinché questa accettazione abbia un senso, occorre che il testo sia leggibile dal popolo, da colui che sottoscrive, e non solamente dagli esperti. Da questo punto di vista, il “trattato costituzionale” è lungo e complesso : 485 pagine formato A4. Tale lunghezza, unica al mondo per una Costituzione, è rincarata da una molteplicità di rinvii che la rendono semplicemente illeggibile per i normali cittadini. Certi punti importanti come la definizione dei SIEG (Servizio di Interesse Economico Generale) non appaiono nel testo.

Va notata l’assenza di elenco dei campi nei quali ciascuna istituzione può creare il diritto. Non si trova così, da nessuna parte, l’elenco dei campi nei quali il Parlamento europeo non ha diritto di legiferare. Altri articoli importanti, come l’articolo I-33 che istituisce gli “atti non legislativi”, (regolamenti e decisioni) che permettono ad una Commissione, non eletta, di creare senza controllo parlamentare delle norme altrettanto costrittive delle leggi, non sono accompagnati da un elenco controllabile. Questa lunghezza e questa complessità impediscono ogni critica per i comuni mortali. Una Costituzione è la legge fondamentale, è “il diritto del diritto”, deve potere essere letta da tutti, per essere approvata o respinta con cognizione di causa. Secondo principio del diritto costituzionale: una Costituzione non impone una politica o un’altra, permette il dibattito politico senza imporne le conclusioni. Una Costituzione democratica non è di destra o di sinistra, non è socialista o liberale, una Costituzione non è partigiana: rende possibile il dibattito politico, è sottostante e precedente al dibattito politico. Al contrario, il TCE, oltre a fissare le regole del gioco politico, fissa una volta per tutte il gioco stesso.

In particolare questo testo conferma che l’Europa si priva da sola delle tre principali leve economiche che permettono a tutti gli Stati del mondo di governare. Nessuna politica monetaria: siamo i soli al mondo ad avere reso la nostra banca centrale totalmente indipendente, con in più, come missione principale, costituzionale, intangibile, la lotta contro l’inflazione e non per l’occupazione o per la crescita. Non viene accordato nessuno strumento ai poteri politici per modificare queste finalità. Nessuna politica industriale: l’interdizione di ogni ostacolo alla concorrenza porta con sé l’interdizione di aiutare certi attori nazionali in difficoltà o fragili. È la politica dell’impotenza economica che viene così istituzionalizzata e imposta per molto tempo.

Il progetto di TCE ci priva tutti dell’interesse a riflettere sulle alternative. A che cosa vale continuare il dibattito politico, difatti, dato che ogni alternativa reale è vietata espressamente nel supremo testo? Concretamente, se domani una maggioranza europea volesse cambiare direzione e passare ad un modo di organizzazione non commerciale, più solidale, non potrebbe farlo: occorrerebbe l’unanimità.

Terzo principio di diritto costituzionale: una Costituzione democratica è rivedibile. Tutti i popoli del mondo che vivono in una democrazia possono cambiare il loro patto di governo. Il progetto di TCE è troppo difficilmente rivedibile: per cambiare una virgola a questo testo, occorre prima di tutto l’unanimità dei governi per essere d’accordo su un progetto di revisione, poi ci vuole l’unanimità dei popoli (parlamenti o referendum), per ratificare (questa è detta la procedura di revisione ordinaria). Con 25 Stati, questa procedura di doppia unanimità è una vera garanzia di intangibilità per i sostenitori dell’immobilismo. Concretamente, se una larga maggioranza di europei vuole modificare la legge fondamentale, non potranno farlo.

Questa rigidità eccessiva rasenta un’agilità stupefacente in merito a un’altra procedura che, invece, non richiede l’accordo diretto dei popoli: la procedura di revisione semplificata autorizza uno degli organi dell’unione, il Consiglio dei ministri, a modificare di sua propria iniziativa elementi chiave della Costituzione che condizionino il grado di sovranità conservata dagli Stati membri in tale o tale campo (poiché il passaggio alla maggioranza fa perdere del tutto il diritto di blocco). Si tratta di cosa grave: questa Costituzione è a geometria variabile, ma senza l’avallo diretto dei popoli ad ogni variazione.

Peraltro, nel caso dell’entrata di un nuovo Stato nell’UE, la regola dell’unanimità è una protezione, ma non è l’unanimità dei popoli consultati da referendum ad essere richiesta: è anzitutto l’unanimità dei 25 rappresentanti dei governi (dei quali molti non sono eletti, e dei quali nessuno é eletto con il mandato di decidere su questo punto importante), in seguito l’unanimità degli Stati secondo la loro procedura nazionale di ratifica.

Quarto principio di diritto costituzionale: una Costituzione democratica garantisce contro l’arbitrio assicurando al tempo stesso la separazione dei poteri ed il controllo dei poteri. Anche nel quadro moderno di un’unione di stati, non si vede perché questi principi protettivi del buon senso avrebbero perso il loro valore.

Non è esattamente ciò che è previsto nel progetto di TCE: il Parlamento non h

a affatto l’iniziativa legislativa, cosa già inaccettabile, ed il suo ruolo nel voto del bilancio, anche se aumentato, resta limitato, e soprattutto è escluso dalla deliberazione delle leggi in certi campi, riservati al Consiglio dei Ministri (procedure legislative speciali).

È, in effetti, forse ancora più grave: ho concentrato per molto tempo la mia attenzione sulle leggi (atti legislativi), e sto scoprendo con stupore le “decisioni”, (art. I-33, I-35), “atti non legislativi” molto distinti dai semplici regolamenti. Non c’è niente da ridire sul regolamento che è un testo di applicazione, come i decreti e le ordinanze in Francia, che giustifica un potere normativo limitato conferito tradizionalmente all’esecutivo per fissare velocemente le semplici modalità pratiche dell’applicazione delle leggi. Ma le “decisioni” sono differenti, sono descritte a parte. Le “decisioni” sembrano tanto costrittive quanto le leggi, possono avere una portata generale, ma sembrano più facili da creare delle leggi, meno controllate, (probabilmente dal CJE (Consiglio Generale Europeo) ma non attraverso una discussione parlamentare. Leggendo il testo del TCE, cerco: chi può prendere queste “decisioni” che somigliano a “leggi senza Parlamento?” Il Consiglio europeo (tra capi di stati e di governo), il Consiglio dei ministri e la Commissione (tutti membri dell’esecutivo, a livello nazionale o europeo, e spesso non eletti), e… la Banca Centrale Europea. La BCE ha il potere di prendere da sola delle “decisioni”. E chi la controlla, questa banca centrale?

Abbiamo di fronte un “triangolo” composto dal Parlamento che rappresenta i popoli, dal Consiglio dei Ministri che rappresenta gli Stati, e della Commissione che rappresenta l’interesse generale. La Commissione è principalmente l’emanazione del Consiglio che ne nomina i membri con un riguardo al Parlamento che ne “elegge” anche il suo Presidente (su proposta del Consiglio). La Commissione è totalmente indipendente, non deve ricevere deleghe da nessuno, ma può essere revocata ugualmente dal Parlamento attraverso una mozione di censura e ciascuno dei commissari “può essere licenziato” dal Presidente della Commissione. È la Commissione che è incaricata della preparazione tecnica del diritto e che sottomette le sue proposte al Consiglio dei Ministri ed al Parlamento, presentati come due organi legislativi. Si presenta il Consiglio dei Ministri come una “camera alta” che sosterrebbe il ruolo del Senato dunque, ma è inaccettabile: anzitutto, i ministri non sono eletti, ma soprattutto, detengono nel loro paese il potere esecutivo, ovvero la forza che permetterà loro, tornando nel loro paese, di applicare le regole che hanno loro stessi elaborate. Sono dunque le stesse persone che creano il diritto a livello europeo e che l’applicano a livello nazionale (una volta trasferito): c’è dunque qui un’evidente confusione dei poteri.

Il Consiglio dei ministri è un organo chiaramente legato all’esecutivo a cui si è confidato un ruolo legislativo. Con la non separazione dei poteri, è un importante bastione contro l’arbitrio che viene a mancare. Inoltre, questa co-decisione sparisce quando il Parlamento è messo decisamente da parte su una serie di argomenti dove i Consigli, la Commissione ed la BCE creano il diritto da soli, (come guarda caso lo sono campi economici importanti), (Art. III-130-3: mercato interno ed Art. III-163 ed III-165: regole della concorrenza). E’ questo ad essere scioccante perché, su questi argomenti, non ci sono quasi più contro-poteri: la Commissione (che detiene spesso l’iniziativa) può essere considerata come una vera forza capace di interporsi in caso di deriva arbitraria dei Consigli (ai quali è così vicina)? Sembra dunque esserci un vero problema democratico in tutti i campi tolti al Parlamento: né separazione, né controllo. L’elenco di questi argomenti vietati non esiste da nessuna parte, e questa esclusione del Parlamento da certi campi non è formulata mai chiaramente.

Si vorrebbe sapere anche chi è realmente responsabile dei suoi atti in questa organizzazione europea, perché infine: Il parlamento non è responsabile davanti a nessuno, salvo le elezioni di cui si è detto già che non possono fungere da contro-potere, perché non c’è nessuna procedura di scioglimento. Il Consiglio europeo non è responsabile davanti a nessuno a livello europeo, (e bisogna rivolgersi alla lontana responsabilità nazionale per mettere in discussione, uno ad uno, i suoi membri). Il fatto che sia evidentemente difficile organizzare questa responsabilità, poiché si tratta di capi di stato, non basta a rassicurarci perché il risultato è ugualmente un’irresponsabilità a livello federale. Il Consiglio dei Ministri non è responsabile davanti a nessuno a livello europeo, (ed ancora una volta bisogna rivolgersi alla responsabilità nazionale per mettere in discussione i suoi membri, uno ad uno). Il fatto che anche qui sia evidentemente difficile organizzare questa responsabilità, dato che si tratta di ministri depositari di un’altra sovranità popolare rispetto a quella dell’Europa, non basta neanche qui a rassicurare perché il risultato è ugualmente un’irresponsabilità quando si prendono decisioni. La Corte europea di Giustizia (CJE), non eletta, i cui giudici dipendono direttamente dagli esecutivi che li nominano , è anche essa fuori controllo (parlamentare o dei cittadini), (è spesso questo il caso, ma con giudici veramente indipendenti), e senza ricorso, malgrado i poteri immensi di cui è dotata attraverso l’interpretazione di tutti i testi e l’arbitraggio di tutti i litigi. Democratiche, queste istituzioni? La Banca Centrale europea (BCE), non eletta, assolutamente indipendente dai poteri pubblici, è anche fuori da ogni controllo, dunque irresponsabile, malgrado l’influenza considerevole delle sue decisioni sulla vita quotidiana dei 450 milioni di europei.

Quinto principio di diritto costituzionale: una Costituzione democratica è necessariamente instaurata da un’assemblea indipendente dai poteri in vigore. Una Costituzione non è concessa al popolo dai potenti. È definita dal popolo stesso, o da rappresentanti scelti per questo preciso compito, esattamente per proteggersi dell’arbitrio dei potenti. Al contrario, le istituzioni europee sono state scritte, da oltre mezzo secolo, da politicanti al potere, che sono dunque evidentemente giudici e parti in causa: di destra come sinistra, fissando loro stessi i vincoli che li avrebbero condizionati tutti i giorni, questi responsabili sono stati condotti, è umano ma è anche prevedibile, ad una pericolosa parzialità.

Stabilendo una Costituzione per via di trattato, procedura molto meno costrittiva di una pesante assemblea costituente, (pubblica, con un lungo contraddittorio e convalidata direttamente dal popolo), i parlamenti e governi, di destra come sinistra, hanno fatto come facevano i proprietari della sovranità popolare, e questo trattato, come i precedenti, può essere analizzato come un abuso di potere: i nostri eletti, tutti i nostri eletti, non hanno ricevuto il mandato di abdicare alla nostra sovranità. Appartiene al popolo, direttamente, controllare che le condizioni di questo trasferimento, (a mio avviso augurabile per costruire una Europa forte e pacificata), siano accettabili.

L’unica via credibile per creare un testo fondamentale equilibrato e protettivo è un’Assemblea costituente, indipendente dai poteri in vigore, eletta per elaborare una Costituzione, e solo questo, revocata subito dopo, rispettando una procedura molto trasparente e in contraddittorio. Questo disprezzo dei popoli e delle loro scelte reali è molto rivelatore del pericolo che cresce nella più grande discrezione: le nostre élite, di destra come di sinistra, diffidano della democrazia e ce ne privano deliberatamente, progressivamente ed insidiosamente.

Per ottimismo, per credulità, per indifferenza, per ignoranza, i popoli moderni lasciano indebolire i loro beni più preziosi, molto rari su questo pianeta, quelli che condizionano la loro serenità quotidiana. Questo “trattato costituzionale” mette in luce ciò che si decide da molto senza la volontà dei popoli. Esaltando la libertà come un valore superiore, invece della fraternità, istituzionalizzando la competizione, la concorrenza, al posto della collaborazione e l’aiuto reciproco, imponendolo nel testo supremo attraverso il dogma della concorrenza assoluta, e finalmente una morale del “ciascuno per se e contro tutti”, distruggendo la regolamentazione da parte dello Stato, custode dell’interesse generale, per instaurare la regolamentazione per via del mercato, somma di interessi particolari, gli economisti neoliberali attaccano i fondamenti della democrazia per affrancare i principali decisori economici da ogni controllo. La deregolazione sistematica condotta in Europa, (dalle sue istituzioni, dalla sua politica e con il catenaccio di una Costituzione non rivedibile), e più generalmente sulla terra intera (OMC, AGCS, ADPIC) è un arretramento della civiltà, un ritorno verso la barbarie della legge del più forte.

Non voglio che questa gentaglia prezzolata decida della mia sorte. Quale mezzo resta a cittadine e cittadini per resistere a questa confisca della sovranità? C’è una soluzione più pacifica e nonviolenta: un no fermo e risoluto mediante uno sciopero generale ad oltranza. Non abbiamo che da perdere le catene.

Post scriptum

L’Unione Europea è un progetto che nacque per fini di integrazione economica nel 1951, quando il Trattato di Parigi, sottoscritto da Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, istituì la CECA, Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio. Nel 1957 gli stessi sei Stati, con il Trattato di Roma, istituirono la CEE, Comunità Economica Europea.

Col tempo l’integrazione si fece sempre più stretta, allargandosi alla sfera politica. Fu così che il 7 febbraio 1992 gli Stati facenti parte della CEE (nel frattempo erano entrati Danimarca, Grecia, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna) firmarono il Trattato di Maastricht che, a decorrere dal 1993, istituiva l’Unione Europea. Il primo gennaio 1999 entrò in vigore l’Euro.

L’11 dicembre 2000 il Consiglio europeo approvò il Trattato di Nizza e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Al vertice di Laeken del 14 e 15 dicembre 2001 nacque la Convenzione europea, un organismo incaricato di redigere una bozza di costituzione. La Convenzione terminò i suoi lavori nel luglio 2003.

La Costituzione europea fu firmata dagli Stati membri dell’Unione il 29 ottobre 2004, con la sottoscrizione del Trattato di Roma. La sua entrata in vigore era subordinata alla ratifica parlamentare o elettorale da parte di tutti gli Stati membri, ma la bocciatura subìta nei referendum svoltisi in Francia e nei Paesi Bassi l’anno successivo bloccarono il processo di approvazione. Il Trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007, ha semplificato il testo della Costituzione che, dopo alterne fortune nell’iter di approvazione da parte dei diversi paesi europei, è definitivamente entrato in vigore l’1 dicembre 2009.

Attualmente gli Stati che fanno parte dell’Unione Europea sono 27: nel corso degli anni si sono ulteriormente aggiunti Austria, Bulgaria, Cipro, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria.

riferimenti:
http://europa.eu/scadplus/constitution/index_it.htm

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/;ELX_SESSIONID=3jVWTqzf248YKQNQFTZlLBYBDTS04cGxxGJR1hrymxQlQKRmvdvX!-905312744?uri=OJ:C:2004:310:TOC

http://www.esteri.it/MAE/IT/Politica_Europea/Domande_trattato_Lisbona.htm

http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/europa/notizia_20082.html_1254910883.html

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2005;57

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http://ue.eu.int/igcpdf/it/04/cg00/cg00087.it04.pdf

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:C:2004:310:FULL&from=IT

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=eurogendfor

Gianni Lannes, IL GRANDE FRATELLO. STRATEGIE DEL DOMINIO, Draco edizioni, Modena, 2012.

Ripreso da: SU LA TESTA! di Gianni Lannes

Clamoroso: gli USA stanno preparando il primo attacco nucleare contro Russia e Cina

Cina

Estratti dell’intervista di RT a Richard Cottrell, Rick Rozoff e Bruce Gagnon

RT: Clausole segrete della NATO stabiliscono che gli USA possono deporre i governi europei su ordine della Casa Bianca, e gli USA lo fanno. A suo tempo, Hans Otto svelò la lista di politici europei da eliminare, che fu successivamente confermata dalla polizia. I documenti stabilivano gli assassinii da attuare “nel caso X”, caso che potrebbe riferirsi, secondo lo studioso Dr. Daniele Ganser, a proteste di massa contro i governi appoggiati dagli USA, o a una vittoria elettorale di un partito genuinamente alternativo. Le istruzioni per queste operazioni erano conservate nel quartiere generale della NATO, a sud di Bruxelles.

Quando il parlamento europeo ha richiesto ufficialmente che la NATO interrompesse queste operazioni, conosciute con il nome in codice di Gladio, gli USA l’hanno semplicemente ignorato.
Richard Cottrell è stato membro del Parlamento Europeo, ed è l’autore dell’investigazione “Gladio, il pugnale della NATO nel cuore dell’Europa”, che riporta sia gli “assassinii morbidi” (la diffamazione di politici europei non allineati, attraverso i media, per renderli non eleggibili) che gli assassinii veri e propri di politici che nonostante tutto furono eletti.
-Richard, cosa sta succedendo?

Richard Cottrell: Gli Stati Uniti non tollerano governi che non siano favorevoli al regime. Prendiamo l’esempio di Syriza in Grecia, che ha appena vinto alle elezioni. Quello è un governo che non sarà tollerato dagli Stati Uniti d’America.

RT: Lei ha descritto un prototipo di “assassinio morbido”, quello del primo ministro britannico Harold Wilson, la cui blasfemia, agli occhi degli americani, era di favorire il disarmo nucleare.

Cottrell: Sì, è diventato un po’ più difficile usare, diciamo, mezzi violenti, quindi vedremo più spesso le tattiche usate contro Harold Wilson. E aumenteranno, vi dico perché: perché questo fine settimana le elezioni europee hanno formato un vasto blocco di anti-europeisti guidati dal Front National francese e da Nigel Farage, diventato dal nulla il leader del terzo partito britannico. Non si permetterà che questo continui, quindi ci saranno mosse come quelle contro Harold Wilson per rimuovere quei capi e quei partiti nei vari paesi.

RT: L’ex assistente-segretario generale dell’ONU Hans Sponeck ha rivelato che la NATO sta tentando di sovrastare e di fatto sostituire le Nazioni Unite. La sua nuova dottrina rifiuta il monopolio ONU dell’uso della forza, di cui si propone come ala militare. Il suo nuovo programma “Partner attraverso il globo” ha già incorporato Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Pakistan e Iraq. Con l’attesa adesione di stati come la Colombia ed El Salvador, la NATO sarà presente su tutti i continenti abitati. Le forze armate americane sono ora in più di 150 paesi. Il numero non ufficiale, che comprende le forze USA clandestine, è probabilmente molto più alto.

Da quando il Pentagono ha formato il Comando USA per l’Africa, ha ridotto il paese più sviluppato del continente all’anarchia, rovesciato la Costa d’Avorio e troncato la metà meridionale del Sudan, ricca di petrolio, per farne un nuovo stato. Solo due paesi e mezzo restano al di fuori del suo controllo militare.
Abbiamo con noi Rick Rozoff, eminente analista militare e direttore di “Fermate la NATO”. Cosa succederà alla gente quando gli ultimi paesi cadranno sotto il controllo degli USA?

Rick Rozoff: La risposta è schiavitù globale, e la vediamo manifestarsi in modi che non sono sempre evidenti, per esempio nei voti dell’assemblea generale dell’ONU, nell’ultimo anno e mezzo, sulla questione della Siria. Vediamo che gli USA, con vari mezzi -corruzione economica, ricatto diplomatico, sovversione, ma anche programmi militari bilaterali e multilaterali- sono stati capaci di assicurarsi in gran parte la sottomissione degli altri paesi. Non c’è indipendenza diplomatica e politica nelle nazioni, perché sono obbligate dagli Stati Uniti e, francamente, hanno paura delle ritorsioni economiche e militari qualora non si adeguassero ai diktat degli USA.

RT: L’ipocrisia di Obama forse non ha eguali nella storia. Mentre parla di mondo senza armi nucleari, ha gonfiato la spesa militare oltre i livelli della guerra fredda. Ha esteso la famigerata dottrina Bush di attacco atomico contro qualsiasi nazione, ignorando il diritto internazionale. Il termine ufficiale usato dalla sua amministrazione è “dominio a tutto spettro“, ovvero controllo di tutto e ovunque su mare, terra, aria e spazio. I documenti del Comando Spaziale USA puntano perfino a “negare ad altre nazioni l’uso dello spazio.”
L’analista militare William Engdahl scrive che “l’unica potenza rimasta” con la capacità di fermare ciò che il Pentagono chiama dominio a tutto spettro è la Russia. La crisi ucraina ha fornito il pretesto perfetto per esercitare il controllo militare USA nella regione.

Dieci giorni fa, l’amministrazione ha testato il suo sistema di Guerre Stellari per l’Europa orientale, che verrà ora dispiegato a partire dalla Romania. Obama dichiara che il suo sistema è la versione “più forte, più intelligente e più veloce” del primo programma di Guerre Stellari di Ronald Reagan.
Il piano prevede che, dopo un attacco nucleare USA alla Russia, la difesa missilistica NATO in Europa orientale spazzi via ogni tentativo di risposta. La NSNBC scrive: “Si può ben capire che la Russia interpreta lo spiegamento lungo i suoi confini del programma NATO di Guerre Stellari come una dichiarazione non ufficiale di guerra.”
Analisti aerospaziali hanno riportato a Global Research che il Comando Spaziale USA sta pianificando un attacco nucleare sulla Russia, così come sulla Cina, nel 2016.
Abbiamo con noi Bruce Gagnon, della Rete Globale contro le Armi nello Spazio. Cosa sappiamo dei piani per l’attacco?

Bruce Gagnon: Al momento sta venendo pianificato. Il Comando Spaziale USA sta compiendo esercitazioni per la possibilità di sferrare  un primo attacco, e questo è l’elemento chiave. Sono progetti di primo attacco, e i cosiddetti sistemi missilistici di difesa sono elementi chiave del progetto di primo attacco statunitense. L’idea è di colpire la Cina o la Russia con un primo colpo e poi, quando queste tentano di lanciare la ritorsione nucleare, usare i sistemi “di difesa” per intercettarla, in modo tale che, dopo che la prima spada viene conficcata nel cuore della Cina o della Russia, lo scudo missilistico eliminerebbe ogni risposta. Non ha niente a che fare con la difesa, niente a che fare con la libertà o la democrazia, o con tutte queste parole che vengono sempre usate per mascherare le vere intenzioni: è solo per il dominio a tutto spettro.

RT: Diversi decenni fa, il primo programma di Guerre Stellari ha dovuto fronteggiare un intenso dibattito pubblico. Oggi, gli USA sono controllati da appena 6 media mainstream, tutti completamente subordinati alla Casa Bianca. Il risultato è un silenzio orwelliano sulla questione forse più pericolosa del momento.

Fonte:  Global Research

Traduzione: Anacronista

Fonte: Informare X Resistere

Dopo aver voluto la II, adesso gli USA vogliono la III guerra mondiale

Prima che il dollaro collassi…

«C’è l’intento del Pentagono di colpire la Russia prima del collasso planetario del dollaro». In questa chiave Carlo Tia inquadra i drammatici sviluppi che oppongono Mosca e Washington in Ucraina. «Gli scambi tra la Cina e la Russia sono ormai in yuan, fra la Cina e l’Iran in oro», scrive Tia su “Megachip”. «La stessa Cina si sta liberando di circa 50 miliardi di dollari al mese – trasformati in obbligazioni “ricomprate” forzosamente dal Belgio, non si sa esattamente da chi – per sostenere il dollaro (più esattamente, i petrodollari). Lo stesso George Soros sta pesantemente speculando al ribasso a Wall Street. Sono tutti segni di una prossima depressione mondiale, da cui forse gli Stati Uniti potrebbero uscire solo con una prolungata guerra in Europa». A conferma del “pilotaggio” della crisi esplosa a Kiev, lo scoop del “Giornale”: in una telefonata alla “ambasciatrice” dell’Ue, Catherine Ashton, il ministro degli esteri dell’Estonia, Urmas Paet, dice che i cecchini che hanno sparato sulla folla di piazza Maidan non erano uomini di Yanukovich ma probabilmente «della coalizione appoggiata dall’Occidente».

Resta la domanda: perché gli europei non si sono resi conto della trappola mortale tesa a loro dagli Usa? E’ ormai chiaro, sostiene Tia, che secondo i piani dei registi delle Ong operanti in Ucraina (gente del calibro di George Soros e Zbigniew Brzezinski) è contemplata una guerra civile fra i russofoni dell’est e gli ucraini dell’ovest. «Pochissimi media occidentali – continua Tia – hanno trasmesso la registrazione trapelata del colloquio di Victoria Nuland, incaricata Usa della cura dei rapporti diplomatici con Europa ed Eurasia, con l’ambasciatore statunitense in Ucraina». La Nuland disponeva e comandava la composizione del nuovo governo di Kiev dopo aver cacciato Yanukovich, presidente pessimo ma regolarmente eletto. La “strategia della tensione” innescata a Kiev darebbe agli Usa e alla Nato «il pretesto di intervenire per “pacificare” l’Ucraina, stabilirsi minacciosamente nel Mar Nero e proiettarsi sempre di più nel Caucaso e verso il Mar Caspio, ricchissimo di risorse petrolifere e di gas».

Grazie alle nuove tecnologie di “fracking”, aggiunge Tia, la stessa Ucraina è diventata nel giro di pochi anni un campo d’interesse primario per esplorazioni e sfruttamento di nuove aree. Lo sviluppo di simili giacimenti (specie da parte di compagnie nordamericane) insidia direttamente la posizione dominante russa di Gazprom. Molto evidente anche la volontà di colpire la Cina, che in questa crisi è schierata con Putin: «I cinesi – rivela l’analista di Megachip – hanno di recente acquistato diritti di sfruttamento agricolo su circa 6 milioni di ettari di terre ucraine coltivabili. Cosa che ha fatto venire il sangue alla testa alla Monsanto e affini. Dico “aveva”, perché il governo fantoccio messo su dagli americani ha revocato subito i diritti concessi l’anno scorso ai cinesi». Per Carlo Tia, il rischio concreto è drammatico: «I meccanismi della guerra sono innescati. Se dovesse fare fino in fondo la sua corsa il gioco automatico delle alleanze, fra non molti giorni ci troveremo in guerra».

Nel piano bellico, secondo Tia, si collocano anche le dotazioni del Muos in Sicilia, l’installazione di scudi antimissile in Polonia, l’apertura di basi americane in Romania e Bulgaria, senza contare la Turchia, membro della Nato, che controlla gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Il governo di Ankara ha appena concesso a una grande nave da guerra Usa di entrare nel Mar Nero, in violazione della Convenzione di Montreaux, mentre ad Atene c’è una presenza navale ancora più pesante, la portaerei “George Bush”. Secondo la Russia, la convenzione che vieta l’ingresso nel Mar Nero di navi da guerra non appartenenti a paesi affacciati su quel mare, è già avvenuta in questi giorni con la comparsa della fregata statunitense “Taylor” e della “Mount Whitney”, nave-comando della Sesta Flotta».

Da questa crisi, è evidente, l’Europa ha tutto da perdere. Perché allora asseconda l’offensiva statunitense alla frontiera russa? «La Germania – scrive Tia – ha abboccato all’amo di una espansione verso un mercato ucraino di 46 milioni e mezzo di abitanti, previa distruzione del modello di economia sociale di mercato dell’Ucraina, e della sua industria, soprattutto all’est del Paese». E la Francia di François Hollande «è stata pesantemente minacciata a partire dal dossier iraniano nel corso del recente viaggio del presidente francese a Washington». Bocciata, di fatto, la missione a Teheran condotta da 140 grandi industriali francesi, «che avevano creduto al clima (fasullo) di buoni nuovi rapporti con l’Iran». Motivo: «Obama ha detto senza peli sulla lingua che tutte le relazioni della Francia (e dell’Europa) devono rispettare non solo le sanzioni che non sono ancora state tolte, ma anche quelle, soprattutto commerciali e finanziarie, che gli Usa dettano unilateralmente».

Un gioco pericoloso, che potrebbe chiamarsi Terza Guerra Mondiale, se gliUsa faranno precipitare la situazione con l’adesione dell’Ucraina all’Ue, spingendo i missili della Nato fino ai confini con la Russia. «La Cina, da parte sua, ben sapendo di essere il prossimo obiettivo, ha dichiarato di sostenere la Russia, ed è comunque sotto attacco, sia finanziariamente sia economicamente: il piano americano attuale consiste nel far deragliare l’economia cinese e poi destabilizzarla nelle regioni occidentali, che saranno, per la Cina, l’equivalente dell’Ucraina per la Russia». Di fatto, aggiunge Tia, il mondo si sta avviando ad una bipolarizzazione molto pericolosa: Cina e Russia da un lato, Stati Uniti e Europa al suo guinzaglio dall’altro lato. «È questa una tappa del disegno di dominio planetario degli Usa: ricreare un clima di tensione continua, di fronte alla quale gli europei non potranno che compattarsi attorno allo Zio Sam, per non buttarsi nelle braccia dell’altro blocco».

Fonte: Vox Veritas

LA UE PRETENDE 26 MILIARDI DI EURO IN PIU’ NEL 2014 DAGLI STATI MEMBRI: INGHILTERRA INSORTA, IN ITALIA NOTIZIA CENSURATA

giovedì 6 marzo 2014

LONDRA – I burocrati che dirigono l’Unione Europea sono molto rinomati non solo per la loro arroganza, anche per la totale mancanza di scrupoli quando di tratta di sprecare i soldi estorti ai vari cittadini cone le loro politiche lacrime e sangue.

A tale proposito molti giornali britannici hanno riportato la notizia che l’Unione Europea vuole dagli stati membri 20 miliardi di sterline in piu’ (circa 26 miliardi di euro) per coprire il buco causato dalle maggiori spese in paesi poveri come Grecia, Bugaria e Romania.

Questa richiesta di denaro si aggiunge ai 10 miliardi di sterline (13 miliardi di euro) aggiuntivi ottenuti tre mesi fa per lo stesso motivo e al governo inglese tale richiesta costerebbe 2.4 miliardi di sterline, circa 3 miliardi di euro.

Questa richiesta e’ stata fortemente criticata non solo dalla stampa britannica ma anche da diversi parlamentari euroscettici visto che peserebbe pesantemente sulle tasche dei contribuenti di sua maesta’. Il fronte contro è molto ampio, da Nigel farage si spinge fino a parlamentari conservaori del partito di David cameron.

D’altra parte il bilancio dell’Unione Europea e’ gestito talmente male che per 19 anni di fila i revisori dei conti si sono rifiutati di approvarlo e questo e’ uno dei motivo per cui la maggior parte dei cittadini britannici vuole uscire dall’Unione Europea.

A questo proposito sarebbe interessante sapere quanti soldi dovra’ dare il governo italiano per coprire questo buco di bilancio perche’ se una cosa e’ certa e’ che i vari Renzi, Napolitano e Padoan non oserebbero mai dire di no alle richieste della UE.

Questo ovviamente e’ inaccettabile ma e’ ancora piu’ inaccetabile che la stampa di regime abbia deciso di censurare questa notizia. Noi non ci stiamo e continueremo a esporre questo scandalo fino a quando l’Italia non uscira’ definitivamente dalla UE.

GIUSEPPE DE SANTIS – Londra
Fonte: Vox Veritas

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PADOAN: ”MONITO DELLA COMMISSIONE EUROPEA ALL’ITALIA VA NELLA DIREZIONE CHE PENSIAMO” (LICENZIARE E TAGLIARE STIPENDI)

giovedì 6 marzo 2014

“Monito severo ma nella direzione di quello che pensiamo noi”. Cosi’ il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ai microfoni del Gr1 definisce il recente allarme lanciato dalla Commissione Europea al nostro paese su debito pubblico e competitivita’.

“Mette in evidenza- prosegue Paodan- problemi strutturali che conosciamo da tempo, ci incita a far ripartire la crescita, quindi l’occupazione, ed in questo modo a correggere gli squilibri. Non nego che e’ piu’ o meno quello che dicevo quando ero all’Ocse”.

Sull’accento posto anche su Francia e Germania dal Rapporto Ue Padoan dichiara: “Il mal comune non e’ mezzo gaudio, dobbiamo tutti avviare politiche che rilancino crescita ed occupazione , questa e’ sicuramente l’intenzione del governo italiano, in modo tale che andando in Europa ed anche come presidenti del prossimo semestre, possiamo auspicabilmente rilanciare la crescita in tutto il continente, non solo da noi”.

Infine sul messaggio che l’Italia lancera’ al prossimo appuntamento dell’Eurogruppo conclude: “Il governo ha una strategia ambiziosa di crescita, riforme e risanamento della finanza pubblica in un arco di tempo di medio termine, ci accingiamo a vararla e poi ad implementarla”.

Padoan, quindi, ha detto con chiarezza che la sua posizione è identica a quella assolutamente folle dell’attuale Commissione Europea, criticata perfino da Nomisma, cetro studi a cui in più occasioni ha fatto riferimento anche Matteo Renzi.

L’economista Ocse Padoan non si smentisce: ha devastato quando operava per conto dell’FMI e dell’Ocse intere nazioni, adesso si accinge a dare il colpo di grazia all’Italia: la Commissione ha detto che vanno tagliati gli stipendi del settore privato e vanno licenziati decine di migliaia di lavoratori del settore pubblico, come hanno fatto Grecia e Spagna. E’ questo che Padoan intenderebbe fare in Italia.

max parisi
Fonte: Vox Veritas – FB

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ITALIA: COLONIA STRANIERA

Roma, manifestazione popolare – foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Antonio Bassi

L’Italia non esiste. Il popolo italiano non esiste. Nessun stato o popolo esiste veramente. Il territorio in cui viviamo e che chiamiamo Italia e’ sempre stato soggetto al dominio di qualcuno. Non e’ mai esistita identita’. Stessa cosa vale per Francia, Spagna, Germania, Stati Uniti e cosi’ via. Forse solo gli Inglesi sono fottutamente consapevoli di essere superiori e di dominare il mondo. Ma torniamo all’Italia.
Dai Comuni medioevali, al dominio del Papato, all’insorgere del potere delle famiglie nobili e dei loro regni, ducati e granducati, al dominio dei Piemontesi, al Fascismo e fino alla pseudo-democrazia nata in seguito alla liberazione per mano americana, il nostro territorio, chiamato Italia, non ha mai visto vera indipendenza e sovranita’. Ancora oggi, non riusciamo ad avere una classe dirigente degna di rappresentarci e di riscattarci. Non possiamo decidere del nostro futuro. Non riusciamo perche’ forse non vogliamo. O forse, spero, perche’ non ce lo consentono, vista l’importanza logistica del nostro paese. Forse tutte e due le cose.
 
Roma, beffa popolare allo Stato bellico italiano – foto

Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Dal crollo del Comunismo, i rappresentanti della nuova sinistra europea (PDS, DS, PD) e della DC hanno venduto le loro anime e la loro dignita’ al potere delle massonerie deviate in cambio di immunita’, un pugno di dollari, qualche privilegio e l’illusione di contare qualcosa. Li chiamo col loro vero nome, ossia “massonerie deviate”, in quanto non voglio coinvolgere nella questione il popolo innocente: non sono “gli Americani”, o “gli Inglesi” che comandano, ma solo i mostri subumani che comandano le genti americane ed inglesi. Si accusano spesso “gli Ebrei” di essere padroni del mondo e artefici di tutti i mali e questa e’ una menzogna, in quanto il popolo ebreo non ha niente a che fare col potere, solo chi comanda su di loro e magari ha un cognome ebreo. Ma questa gente se ne fotte di Israele e degli ebrei. Kissinger ha origini ebraiche ma se ne fotte altamente di tutto e di tutti e pensa solo a come servire al meglio i suoi padroni banchieri e come realizzare il loro antico sogno di mondo perfetto controllato da loro. Accusiamo noi stessi  o “l’Italia” di aver ratificato i trattati europei che ci riducono oggi  in schiavitu’ ma questa e’ una cavolata colossale, in quanto non e’ stato il popolo a firmarli ma coloro che lo rappresentano e all’insaputa della maggioranza della gente. Accusiamo i tedeschi di essere stati e di essere nazisti ma in realta’ lo sono stati e lo sono i loro padroni e le persone che li hanno finanziati, che hanno trascinato e trascinano il popolo nell’abisso attraverso la propaganda e l’odio. Accusiamo i popoli musulmani di essere terroristi ma in realta’ il terrorismo e’ un’ invenzione del potere bianco. Che diritto abbiamo di accusare i popoli, i quali sono sempre stati succubi di padroni oscuri che agivano nell’ombra e si presentavano come semidei o benefattori? Nessuno.
L’Italia e gli Italiani non esistono, come non esistono i Francesi, gli Americani, gli Inglesi, i Tedeschi, i Cinesi e i loro rispettivi Stati o Repubbliche. Esiste solo il Potere e la servitu’, che creano stati e gli affibbiano dei nomi e questo vale oggi come valeva nel Rinascimento, come valeva nella Roma anticae come valeva nella Cina di 4000 anni fa. Oggi abbiamo Grillo, il quale naviga nell’oro mentre i suoi fedelissimi grillini non arrivano alla fine del mese, tranne quei pochi che gli hanno venduto l’anima e qualche briciola sotto il tavolo riescono a prendersela. Grillo, a sua volta, obbedisce all’ambasciatore USA il quale risponde direttamente alla Segreteria di Stato di Washington DC, la quale risponde ad Obama, il quale risponde a Kissinger e Brzezinsky, i quali rispondono a Rockefeller e ai Rothschild. Magari non e’ proprio cosi’ ma sicuramente non sono andato molto lontano.
 
Gaeta, presenza militare USA – foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
L’Italia, come la chiamano, e’ solo una penisola ben collocata geograficamente che serve agli Americani e agli Inglesi per controllare il Medioriente e venire in vacanza a rimpinzarsi di buon cibo e vino, visto che loro non sono manco in grado di cucinare un piatto di spaghetti aglio e olio. I tedeschi, poveretti, sono solo dei burattini con mania di ordine e controllo usati dai veri padroni per effettuare sconvolgimenti politici ed economici, come gia’ visto nella prima meta’ del secolo scorso. Del resto, i Rothscild scelsero un tedesco come capo e fondatore della loro societa’ segreta degli Illuminati (1776).
Alberto Sordi , Antonio De Curtis in arte Toto’, Vittorio De Sica, Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Mario Monicelli, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Giacomo Puccini, Aldo Moro, Enrico Mattei, Giovanni Falcone, sono solo alcuni dei nomi che mi vengono in mente di chi, dall’Italia, ha mostrato al mondo i difetti, le bassezze, i pregi, il coraggio, l’integrita’ e la genialita’ del popolo italiano che potrebbe essere ma che non e’ mai stato realmente. Ci hanno impedito di esprimere al meglio le nostre potenzialita’, tenendoci succubi di una cultura rozza e volgare, di cattivo gusto, come quella americana. Chi meglio di Alberto Sordi, in una scena improvvisata sul set, ha preso in giro e criticato aspramente, pur facendoci morire dal ridere, la cultura americana e la forza della sua diffusione nel nostro paese? Maccaro’… Tu m’hai provocato, e io te distruggo!
Oggi assistiamo alla distruzione sistematica della nostra potenziale identita’, che si e’ manifestata ed espressa con forza negli anni recenti ma che non ha mai potuto rivendicare il suo diritto di indipendenza. Noi facciamo paura, stiamo sul culo, perche’ eccelliamo (o lo abbiamo fatto) in tutti i campi: cibo, moda, architettura, arte, musica, tecnologia, automobili, design, cinema e molto altro, e in piu’ occupiamo il suolo di uno dei paesi piu’ belli del mondo, al centro del Mediterraneo. Oggi non si parla di Italia e del suo futuro ma solo di Europa. Oggi non si cerca di evidenziare i lati positivi e le potenzialita’ degli Italiani ma solo criticare i loro difetti e in maniera assolutamente strumentale. Gli italiani rubano, non pagano le tasse, sono corrotti, hanno la mafia… e gli altri non sono esattamente uguali a noi? Gli USA sono uno dei paesi piu’ corrotti del mondo, peggio della Romania di Ceausescu e la Germania e’ la sede del potere delle oligarchie massoniche deviate europee. La mafia cinese e quella russa sono le peggiori al mondo. Allora, chi e’ peggio? Non c’e’ meglio o peggio, solo il potere e chi e’ succube di esso. “Il potere logora chi non ce l’ha”.
Diventiamo cio’ che siamo e non vergogniamoci di noi stessi e dei nostri difetti. Viviamo la vita come solo noi Mediterranei sappiamo fare, senza paura e senza vergogna. Cerchiamo la nostra vera identita’ e diciamo NO a chi continua a voler trasformarci in qualcosa che non ci appartiene e non ci rappresenta. Basta Europa, basta finanza, basta euro, basta sogno americano, basta tv, basta social networks, basta vacanze a Sharm-El-Sheik, basta auto tedesche, basta NATO, basta guerra, basta Lady Gaga, basta Disney, basta Reali e nobilta’, basta tutto quello che non ci rappresenta e che non ci serve. Basta!

 

INARRESTABILI CRIMINI DELLA CIA

di Gianni Lannes
Ammontano a 54 i paesi, fra cui anche l’Italia, coinvolti nel programma di “extraordinary rendition” della Central Intelligence Agency, sia ospitando prigioni segrete che offrendo aiuto nella cattura, il trasporto o la tortura di sospetti terroristi, in realtà fastidiosi dissidenti. Lo attesta, tra l’altro, un dettagliato rapporto diffuso ora da un’associazione per i diritti umani di New York: la Open Society Justice Initiative, che cita i casi di 136 persone vittime del programma dei sevizi segreti USA.
«La responsabilità degli abusi ricade non solo sugli Stati Uniti, ma anche su decine di governi stranieri che ne sono stati complici», si legge nel rapporto, intitolato: “Globalizing Torture: CIA Secret Detention and Extraordinary Rendition”.

Colonia Italia – Nel Belpaese dal 1945 ad oggi, i servizi segreti di mezzo mondo, in particolare inglesi, nordamericani ed israeliani (responsabili del rapimento a Roma di Mordechai Vanunu nel 1986: il tecnico che rivelò l’esistenza gli armamenti nucleari di Tel Aviv), fanno i loro porci comodi impunemente, e controllano illegalmente la popolazione italiana, ma non solo. Ecco il caso emblematico di Abu Omar. Correva l’anno 2003, esattamente il 17 febbraio, quando a Milano, in pieno centro, proprio in via Guerzoni, agenti della Cia sequestrano l’imam egiziano Hassan Mustafa Osama Nasr, meglio noto come Abu Omar. Quello stesso giorno lo hanno trasferito alla base militare di Aviano (in loco sono presenti 50 bombe nucleari B -61), dove l’egiziano è stato interrogato e malmenato per sette ore. Due anni più tardi, su quella scomparsa su cui l’intelligence a stelle e strisce ed il Sismi di Nicolò Pollari (il sodale di don Verzè) hanno provveduto a stendere una fitta coltre di disinformazione, si spalanca una verità inconfessabile per Roma e Washington. In seguito alle torture subite Abu Omar ha perso l’uso delle gambe e dell’udito.

Il sequestro di Abu Omar è stata un’operazione non convenzionale di “rendition” (di “consegna ed estradizione” forzosa) verso un Paese terzo avvenuta con la piena consapevolezza e cooperazione del nostro Servizio segreto militare, il Sismi (oggi denominato Aise), e in violazione della nostra Costituzione.
Sulla, vicenda, il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, istruirà un processo che porterà alla condanna in contumacia dei soli agenti della Cia coinvolti nel sequestro. Pollari e gli altri funzionari del Servizio verranno salvati dal provvidenziale ed immancabile segreto di Stato, riconosciuto da entrambi i governi (Berlusconi & Prodi) che si trovarono a gestire l’ “affaire”.

Segreto di Stato – A copertura come sempre, di qualsiasi illegalità. Il 18 luglio 2006, la Procura della Repubblica di Milano interpella la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il ministro della Difesa per sapere se da, da qualche parte, esistano “comunicazioni e documenti concernenti il sequestro Abu Omar o le vicende che lo hanno preceduto o, in generale, informative relative alla pratica delle cosiddette extraordinary renditions” coperte da segreto di Stato. La risposta di Palazzo Chigi conferma l’inaudito (datata 26 luglio 2006, protocollo n. usg/2.sp/913/50/347): “Esistono documenti su cui risulta apposto il segreto dal precedente presidente del Consiglio (Berlusconi), successivamente confermato dall’attuale presidente (Prodi) per i quali non sussistono le condizioni per la rimozione del segreto”.

Il ministro della difesa Parisi, in una nota indirizzata al magistrato Spataro e datata 27 luglio 2006 (prot. ucg/32509/91.10, pervenuta alla Procura della Repubblica di Milano il successivo 2 agosto, scrive, a proposito del procedimento penale n. 10838/05.21: “… sentito il Presidente del Consiglio dei Ministri che in data di ieri ha risposto a codesto Ufficio confermando il segreto di Stato, questo Ministro della Difesa, conformemente a tale decisione, che condivide, è vincolato al medesimo segreto di Stato e per le medesime ragioni esposte dal Presidente del Consiglio”.

Condanna di carta – Il 14 febbraio 2007 il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza (382 si, 256 no e 74 astensioni) il rapporto che denuncia i 1.245 voli segreti della Cia, i rapimenti commessi sul suolo europeo, le torture a cui i rapiti sono stati sottoposti. E le complicità di almeno 13 paesi che hanno fatto finta di non vedere. Tra i quali l’Italia, dove proprio solo in quel periodo ci sono stati almeno 46 voli segreti. Tra i Paesi accusati di complicità oltre all’Italia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Spagna, Portogallo, Austria, Irlanda, Grecia, Cipro, Danimarca, Romania e Belgio.

Ecco cosa ha argomentato Claudio Fava, il relatore della relazione europea: “Sapevamo che la Cia, dietro Guantanamo, aveva fabbricato un proprio arcipelago gulag, una dozzina di black sites in cui stoccare i presunti terroristi prima di spedirli per gli interrogatori, quelli seri, nelle mani dei professionisti egiziani, giordani, siriani. Sapevamo che taluni voli affittati a squadre di basket da compagnie fantasma venivano utilizzati dai servi americani per trasportare vittime di renditions da un capo all’altro del mondo. Sapevamo e ogni tanti chiedevano il permesso agli americani di spedire anche i nostri poliziotti a interrogare i presunti terroristi in fondo a codeste galere”.

Addirittura il governo Prodi ha ritenuto violato il segreto di Stato da parte dei magistrati “L’autorità giudiziaria di Milano ha acquisito documenti informativi, anche di carattere documentale, attinenti all’identità di 85 dipendenti (del Sismi, ndr) intercettandone le utenze cellulari i uso” ha affermato l’allora vice premier Rutelli, già presidente del Copasir. E così il governo tricolore ha sollevato anche il conflitto tra poteri dello Stato dinanzi alla Corte Costituzionale.

Pensate che questo abuso di Stati sia stato arrestato? Bene, siete in errore. In una terra a sovranità perduta, un rapimento o un attentato, oppure in alternativa un omicidio può toccare a chiunque, se osa molestare il sistema di potere dominante. Cosa c’è di peggio della Cia? Banale: la National Security Agency, attiva sotto mentite spoglie in Italia, grazie anche a sistemi operativi iper-tecnologici e alle solite complicità di alto profilo istituzionale. Recentemente l’ambasciatore USA a Roma in un’intervista al Corriere della Sera ha già dettato la consueta linea politica del nuovo governo tricolore.

In altre parole, altro che elezioni (truccate): ci vogliono tutti a cuccia sotto il controllo totale. Ora consentiranno al popolo sovrano solo a parole, di mettere una croce sui loro candidati imposti. Insomma, un trattamento da analfabeti e decerebrati: così considerano la popolazione italiana i veri detentori del potere finanziario in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America. Nel cortile di casa hanno maggiordomi, camerieri e servi. A cosa credete che possano servire certe associazioni come l’Aspen Institute? Date un’occhiata alla mostruosità con licenza di uccidere e danneggiare chiunque, senza risponderne, di Eurogendfor: fuori dal controllo giudiziario e parlamentare.

Allora, vi sembra la democrazia compiuta in uno Stato di diritto?

riferimenti:

http://www.opensocietyfoundations.org/sites/default/files/globalizing-torture-20120205.pdf

http://www.opensocietyfoundations.org/reports/globalizing-torture-cia-secret-detention-and-extraordinary-rendition

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/06/nato-allarme-nero.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/01/italia-il-51esimo-stato-usa.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2011/12/grillo-le-parole-che-non-ti-ho-detto.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/09/giorgio-napolitano-mission-italy.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/06/aspen-istitute-altre-tre-domande-al.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/02/inarrestabili-crimini-della-cia.html

Fonte: Orwell 2012