Clamoroso: gli USA stanno preparando il primo attacco nucleare contro Russia e Cina

Cina

Estratti dell’intervista di RT a Richard Cottrell, Rick Rozoff e Bruce Gagnon

RT: Clausole segrete della NATO stabiliscono che gli USA possono deporre i governi europei su ordine della Casa Bianca, e gli USA lo fanno. A suo tempo, Hans Otto svelò la lista di politici europei da eliminare, che fu successivamente confermata dalla polizia. I documenti stabilivano gli assassinii da attuare “nel caso X”, caso che potrebbe riferirsi, secondo lo studioso Dr. Daniele Ganser, a proteste di massa contro i governi appoggiati dagli USA, o a una vittoria elettorale di un partito genuinamente alternativo. Le istruzioni per queste operazioni erano conservate nel quartiere generale della NATO, a sud di Bruxelles.

Quando il parlamento europeo ha richiesto ufficialmente che la NATO interrompesse queste operazioni, conosciute con il nome in codice di Gladio, gli USA l’hanno semplicemente ignorato.
Richard Cottrell è stato membro del Parlamento Europeo, ed è l’autore dell’investigazione “Gladio, il pugnale della NATO nel cuore dell’Europa”, che riporta sia gli “assassinii morbidi” (la diffamazione di politici europei non allineati, attraverso i media, per renderli non eleggibili) che gli assassinii veri e propri di politici che nonostante tutto furono eletti.
-Richard, cosa sta succedendo?

Richard Cottrell: Gli Stati Uniti non tollerano governi che non siano favorevoli al regime. Prendiamo l’esempio di Syriza in Grecia, che ha appena vinto alle elezioni. Quello è un governo che non sarà tollerato dagli Stati Uniti d’America.

RT: Lei ha descritto un prototipo di “assassinio morbido”, quello del primo ministro britannico Harold Wilson, la cui blasfemia, agli occhi degli americani, era di favorire il disarmo nucleare.

Cottrell: Sì, è diventato un po’ più difficile usare, diciamo, mezzi violenti, quindi vedremo più spesso le tattiche usate contro Harold Wilson. E aumenteranno, vi dico perché: perché questo fine settimana le elezioni europee hanno formato un vasto blocco di anti-europeisti guidati dal Front National francese e da Nigel Farage, diventato dal nulla il leader del terzo partito britannico. Non si permetterà che questo continui, quindi ci saranno mosse come quelle contro Harold Wilson per rimuovere quei capi e quei partiti nei vari paesi.

RT: L’ex assistente-segretario generale dell’ONU Hans Sponeck ha rivelato che la NATO sta tentando di sovrastare e di fatto sostituire le Nazioni Unite. La sua nuova dottrina rifiuta il monopolio ONU dell’uso della forza, di cui si propone come ala militare. Il suo nuovo programma “Partner attraverso il globo” ha già incorporato Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Pakistan e Iraq. Con l’attesa adesione di stati come la Colombia ed El Salvador, la NATO sarà presente su tutti i continenti abitati. Le forze armate americane sono ora in più di 150 paesi. Il numero non ufficiale, che comprende le forze USA clandestine, è probabilmente molto più alto.

Da quando il Pentagono ha formato il Comando USA per l’Africa, ha ridotto il paese più sviluppato del continente all’anarchia, rovesciato la Costa d’Avorio e troncato la metà meridionale del Sudan, ricca di petrolio, per farne un nuovo stato. Solo due paesi e mezzo restano al di fuori del suo controllo militare.
Abbiamo con noi Rick Rozoff, eminente analista militare e direttore di “Fermate la NATO”. Cosa succederà alla gente quando gli ultimi paesi cadranno sotto il controllo degli USA?

Rick Rozoff: La risposta è schiavitù globale, e la vediamo manifestarsi in modi che non sono sempre evidenti, per esempio nei voti dell’assemblea generale dell’ONU, nell’ultimo anno e mezzo, sulla questione della Siria. Vediamo che gli USA, con vari mezzi -corruzione economica, ricatto diplomatico, sovversione, ma anche programmi militari bilaterali e multilaterali- sono stati capaci di assicurarsi in gran parte la sottomissione degli altri paesi. Non c’è indipendenza diplomatica e politica nelle nazioni, perché sono obbligate dagli Stati Uniti e, francamente, hanno paura delle ritorsioni economiche e militari qualora non si adeguassero ai diktat degli USA.

RT: L’ipocrisia di Obama forse non ha eguali nella storia. Mentre parla di mondo senza armi nucleari, ha gonfiato la spesa militare oltre i livelli della guerra fredda. Ha esteso la famigerata dottrina Bush di attacco atomico contro qualsiasi nazione, ignorando il diritto internazionale. Il termine ufficiale usato dalla sua amministrazione è “dominio a tutto spettro“, ovvero controllo di tutto e ovunque su mare, terra, aria e spazio. I documenti del Comando Spaziale USA puntano perfino a “negare ad altre nazioni l’uso dello spazio.”
L’analista militare William Engdahl scrive che “l’unica potenza rimasta” con la capacità di fermare ciò che il Pentagono chiama dominio a tutto spettro è la Russia. La crisi ucraina ha fornito il pretesto perfetto per esercitare il controllo militare USA nella regione.

Dieci giorni fa, l’amministrazione ha testato il suo sistema di Guerre Stellari per l’Europa orientale, che verrà ora dispiegato a partire dalla Romania. Obama dichiara che il suo sistema è la versione “più forte, più intelligente e più veloce” del primo programma di Guerre Stellari di Ronald Reagan.
Il piano prevede che, dopo un attacco nucleare USA alla Russia, la difesa missilistica NATO in Europa orientale spazzi via ogni tentativo di risposta. La NSNBC scrive: “Si può ben capire che la Russia interpreta lo spiegamento lungo i suoi confini del programma NATO di Guerre Stellari come una dichiarazione non ufficiale di guerra.”
Analisti aerospaziali hanno riportato a Global Research che il Comando Spaziale USA sta pianificando un attacco nucleare sulla Russia, così come sulla Cina, nel 2016.
Abbiamo con noi Bruce Gagnon, della Rete Globale contro le Armi nello Spazio. Cosa sappiamo dei piani per l’attacco?

Bruce Gagnon: Al momento sta venendo pianificato. Il Comando Spaziale USA sta compiendo esercitazioni per la possibilità di sferrare  un primo attacco, e questo è l’elemento chiave. Sono progetti di primo attacco, e i cosiddetti sistemi missilistici di difesa sono elementi chiave del progetto di primo attacco statunitense. L’idea è di colpire la Cina o la Russia con un primo colpo e poi, quando queste tentano di lanciare la ritorsione nucleare, usare i sistemi “di difesa” per intercettarla, in modo tale che, dopo che la prima spada viene conficcata nel cuore della Cina o della Russia, lo scudo missilistico eliminerebbe ogni risposta. Non ha niente a che fare con la difesa, niente a che fare con la libertà o la democrazia, o con tutte queste parole che vengono sempre usate per mascherare le vere intenzioni: è solo per il dominio a tutto spettro.

RT: Diversi decenni fa, il primo programma di Guerre Stellari ha dovuto fronteggiare un intenso dibattito pubblico. Oggi, gli USA sono controllati da appena 6 media mainstream, tutti completamente subordinati alla Casa Bianca. Il risultato è un silenzio orwelliano sulla questione forse più pericolosa del momento.

Fonte:  Global Research

Traduzione: Anacronista

Fonte: Informare X Resistere

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VENTI DI GUERRA IN COREA – UNA CRISI “CONFEZIONATA”

DI ERIC MARGOLIS 

lewrockwell.com

 

 

 

 

 

Le due Coree in lotta fra di loro e gli Stati Uniti potrebbero andare incontro ad una vera e propria guerra, almeno che Pyongyang e Washington non smettano di provocarsi a vicenda.
La settimana scorsa due bombardieri Stealth US B-2 con a bordo armi nucleari sono partiti in volo diretto dall’America alla Corea del Sud e subito dopo hanno fatto rientro. Questi aerei “invisibili” possono trasportare la bomba GBU-43/B MOAB, che pesa ben 13 tonnellate e 600 kg e che, secondo alcuni, è in grado di fare un “buco” nel cemento armato fino ad una profondità di 70 mt, rappresentando così una pesantissima minaccia per gli impianti nucleari sotterranei e per le principali centrali di comando della Corea del Nord.
Nei primi giorni del mese i bombardieri della US B-52 hanno organizzato delle simulazioni di attacchi aerei a sorpresa nei cieli della Corea del Sud, calcolando anche i tempi di volo necessari dalla Corea del Nord, riportando così alla memoria i massicci e devastanti bombardamenti a tappeto compiuti dagli US ai danni della Corea del Nord durante la Guerra di Corea nel 1950. I giochi di guerra di USA, Australia e Sud Corea effettuati in Marzo sono stati progettati come preparazione ad un’eventuale guerra contro il Nord. I media americani non hanno tenuto conto di queste esercitazioni provocatorie; anzi, come sempre, la Corea del Nord si sarebbe invece armata e avrebbe insensatamente minacciato di attaccare gli Usa con missili di lunga gittata di cui non è ancora in possesso.
Dopo tanti anni, siamo ormai abituati a sentir parlare di queste presunte minacce e prove di forza da parte della Corea del Nord. Tuttavia i suoi recenti e riusciti test nucleari, nonché le ricerche su missili di lunga gittata hanno cominciato a dare forza alle minacce da parte di Pyongyang. Il nuovo leader nord-coreano Kim Yong-un è stato appena eletto e già gli Usa, il Giappone e la Corea del Sud hanno iniziato a metterlo alla prova.
Ancor più importante, il trattato di difesa stipulato tra USA e Corea del Sud obbligherebbe Washington ad un intervento militare nel caso in cui dovesse scoppiare una guerra tra la Corea del Sud e la Corea del Nord. E, viste le attuali tensioni, uno scontro al confine della zona demilitarizzata (DMZ), sia aereo che navale, o eventuali raids da parte delle forze speciali nord coreane, composte da 110 mila uomini, basterebbero a portare le due Coree ad una guerra vera e propria.
La Corea del Nord ha ripetutamente minacciato di radere al suolo parte della capitale della Corea del Sud, Seoul, con l’utilizzo di 11000 pezzi di artiglieria pesante e con batterie missilistiche nascoste in grotte lungo la DMZ. I commando nord-coreani e le batterie missilistiche hanno il compito di attaccare tutte le basi aeree US e i quartier generali di comando della Corea del Sud; e anche le 28500 truppe americane, di base nella Corea del Sud, rientrerebbero fra gli obiettivi principali.
I missili a media gittata nord-coreani sono invece puntati verso la basi americane del Giappone continentale, Okinawa e Guam. Il robusto esercito della Corea del Nord, composto da 1 milione e centomila uomini, è pronto ad attaccare il Sud, mentre l’imponente forza aerea statunitense, infine, dovrebbe smorzare un simile attacco, ma ciò comporterebbe lo spostamento degli aerei da combattimento statunitensi dal Golfo e dall’Afghanistan; ma a questo bisogna aggiungere che le riserve missilistiche e la disponibilità di bombe dell’aviazione americana scarseggiano in maniera preoccupante e anche le attrezzature e gli equipaggiamenti mostrano evidenti segni di logoramento.
Gli USA sono ormai abituati a muovere guerra contro piccole nazioni la cui pericolosità viene esageratamente “gonfiata”, vedi il caso della Grenada, della Somalia, dell’Iraq o della Libia; l’ultima vera guerra combattuta dagli USA, quella del Vietnam, si è rivelata una disfatta clamorosa per l’esercito americano. Ma la Corea del Nord non è l’Iraq o la Libia: la marina e l’aeronautica militari nord-coreane verrebbero rapidamente distrutte dalle forze aeree americane e sud-coreane pochi giorni dopo l’inizio del conflitto. Tuttavia, avere la meglio su un esercito solidissimo come quello nord-coreano sarebbe una sfida molto ardua nel caso in cui quest’ultimo giocasse la partita sulla difensiva. Le previsioni del Pentagono sono abbastanza chiare: l’invasione della Corea del Nord costerebbe agli Stati Uniti almeno 250000 perdite; pertanto gli USA sarebbero chiaramente tentati di fare uso di armi nucleari tattiche. Dal canto suo la Corea del Nord promette di bombardare il Giappone con armi nucleari se gli USA ricorreranno al nucleare, e a questo si aggiungerebbe anche la minaccia di un intervento da parte della Cina.
Per gli Stati Uniti sarebbe invece molto più saggio fare un passo indietro e rinunciare all’idea di un conflitto, cercando quindi di ridurre al massimo le tensioni con la Corea del Nord. Il Ministero del tesoro americano, letteralmente a secco di risorse, non può ancora permettersi un’altra guerra, avendo già bruciato 2000 miliardi di dollari per la guerra contro l’Iraq e l’Afghanistan; le forze armate americane, impantanate in Medio Oriente ed Afghanistan, non sono assolutamente in grado di poter sostenere una guerra vera e propria in Corea, senza contare che il solo spostamento di artiglieria e mezzi corazzati sul posto richiederebbe dei mesi. Per Washington sarebbe dunque il caso di allentare invece che rafforzare le ferree sanzioni contro la Corea del Nord. L’obiettivo di Pyongyang è in realtà quello di giungere ad un Accordo di non-aggressione con gli Stati Uniti, a favore di dirette e normali relazioni con questi ultimi. Ma Washington invece non vuole saperne, nonostante si trovi spesso a trattare con regimi a dir poco ripugnanti, ed i Neocons americani sono determinati nel loro scopo di rovesciare il regime nord-coreano, nel timore che quest’ultimo possa inviare armi più moderne ai nemici di Israele in Medio Oriente.
Intanto, le forze militari nella penisola coreana sono costantemente in stato d’allerta e con il dito sul grilletto; i B-2 americani in volo vicino alla Corea del Nord sembrano quasi preludere un imminente attacco. La diplomazia dal canto suo, e non i generali dell’esercito, dovrebbe fare la sua parte, tentando di superare una crisi in gran parte “confezionata”.

Eric Margolis è autore di War at the Top of the World e dell’ultimo libro American Raj: Liberation or domination?: Resolving the Conflict Between the West and the Muslim World. Visita il suo sito
Fonte: http://lewrockwell.com
Link: http://lewrockwell.com/margolis/margolis334.html
Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di MARCO OSSINO

Fonte: http://www.altrainformazione.it/wp/2013/04/04/venti-di-guerra-in-corea-una-crisi-confezionata/

Cosa sta succedendo in Corea del Nord

Pyongyang minaccia di colpire gli Usa con un attacco nucleare. E il Pentagono è pronto a dislocare sistemi difesa antimissile nel Pacifico. Facciamo un punto.

04 aprile 2013

La Corea del Nord è “un pericolo chiaro e reale”. Con queste parole il segretario della difesa americano Chuck Hagel ha commentato l’annuncio di Pyongyang di essere pronta a sferzare un attacco nucleare contro gli Usa. “Il momento dell’esplosione si sta avvicinando velocemente”, ha fatto sapere l’esercito nordcoreano pronto ad attaccare gli Usa con “armi nucleari più piccole, leggere e diversificate”. L’agenzia Kcna ha inoltre fatto sapere, scrive la Cnn, che “la responsabilità per questa grave situazione appartiene interamente all’amministrazione Usa e ai guerrafondai desiderosi di invadere la sovranità della Dpkr (Democratic People’s Republic of Korea, nda) e di abbattere il suo dignitoso sistema sociale con logiche brigantesche”. Ma cosa sta succedendo esattamente in Corea del Nord? Eccone un breve riassunto, per punti.

L’escalation delle tensioni asiatiche
Tutto è cominciato, in tempi recenti, con il lancio del razzo dello scorso dicembre da parte della Corea del Nord. Rivendicato dal regime di Kim Jong Un solo come il tentativo di mettere in orbita un satellite, per gli Usa la mossa di Pyongyang era piuttosto un modo di provare la tecnologia missilistica. Lo scorso febbraio era arrivato il tanto annunciato test nucleare, il terzo nella storia della Nord Corea. A marzo è stata quindi la volta dei voli di addestramento dei B-52 prima e quindi dei bombardieri B-2 americani nei cieli sudcoreani, “una provocazione imperdonabile” a detta di Pyongyang, che infatti avrebbe risposto pochi giorni dopo dichiarando l’entrata in uno stato di guerra con Seul e di essere pronta a riaccendere il reattore nucleare di Yongbyon.

Le ultime mosse di Pyongyang
Secondo gli ultimi aggiornamenti, la Corea del Nord avrebbe posizionato sulla costa orientale un missile di media gittata ( Musudan), in grado di coprire tutta la Corea del Sud e il Giappone e di percorrere i circa 3000 chilometri che lo separano dall’isola di Guam, territorio americano nell’oceano Pacifico. Qualcosa in più, quindi, di un semplice esercizio di retorica bellicosa da parte della Nord Corea. In più, Pyongyang continua a bloccare l’accesso alla zona industriale condivisa (territorio nordcoreano dove lavorano molte aziende del sud) di Kaesong, da alcuni vista come l’ultimo simbolo della cooperazione tra le due Coree.

Le mire della Corea del Nord: sono reali?
Nei giorni scorsi il regime di Kim Jong Un aveva fatto sapere di essere pronto a colpire in successione Guam, le Hawaii fino a spingersi sulla terraferma americana. Per alcuni analisti la Corea del Nord sarebbe piuttosto lontana dal possedere la tecnologia per testate nucleari in grado di spingersi tanto in là, e le minacce di Pyongyang avrebbero soprattutto lo scopo di servire da collante per l’autorità del paese, scrive la Cnn. Meno retoriche e più minacciose sarebbero invece le paure derivanti da attacchi con armi convenzionali in possesso della Nord Corea.

La risposta Usa alle minacce
Gli Usa però non stanno a guardare. Dimostrando di prendere molto sul serio le minacce di Pyongyang sarebbero infatti pronti a dislocare nell’isola di Guam un sistema di difesa antimissile. Si tratterebbe del Terminal High Altitude Area Defense System (Thaad), composto da un lanciatore, missili intercettori e un radar per le operazioni di monitoraggio, secondo quanto fa sapere la Bbc. Una mossa precauzionale, l’ha chiamata il Pentagono, che si dice pronto a difendere “il territorio Usa, i nostri alleati e gli interessi nazionali”.

http://daily.wired.it/news/politica/2013/04/04/nord-corea-attacco-usa-nucleare-7834.html

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IL MISSILE COREANO DI DICEMBRE
http://daily.wired.it/news/tech/2012/12/13/fuori-controllo-satellite-nord-corea-65257.html

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Corea del Nord: «Via libera ad un attacco nucleare contro gli Stati Uniti »
La minaccia in un comunicato dello Stato maggiore dell’Esercito popolare coreano. Gli Usa: basta minacce

Arriva l’ultima minaccia e a questo punto la tensione potrebbe provocare proprio quello che nessuno sembrava volere. L’esercito nordcoreano ha ricevuto il definitivo via libera per uno «spietato» attacco nucleare contro gli Stati Uniti: lo ha reso noto un comunicato dello Stato maggiore dell’Esercito popolare coreano pubblicato dall’agenzia ufficiale di Pyongyang, Kcna. Nella nota si riferisce che l’esercito nordcoreano informa gli Stati Uniti che le minacce americane «saranno annientate da mezzi di attacco nucleare più efficaci, piccoli, leggeri e diversificati». «La spietata operazione delle nostre forze armate rivoluzionarie a questo riguardo ha superato l’esame e la ratifica finale».

«MISSILE PRONTO SULLA COSTA EST» – Per dar corpo alle minacce, la Corea del Nord avrebbe trasportato sulla costa orientale un missile a medio raggio. Lo riferisce l’agenzia sudcoreana Yonhap, citando fonti del governo di Seul. «Le autorità d’intelligence sudcoreane e Usa hanno rilevato segnali secondo cui la Corea del Nord ha dispiegato un oggetto visto come un missile di media gittata sulla sua costa orientale», ha riferito una delle fonti. Dalle analisi fatte potrebbe trattarsi di un vettore Musudan, capace di coprire 4.000 chilometri e quindi di raggiungere la base Usa di Guam.

CASA BIANCA: BASTA MINACCE – La Corea del Nord ha quindi «formalmente» informato la Casa Bianca e il Pentagono di una potenziale azione nucleare. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando la coreana KCNA, secondo al quale «nessuno può dire se una guerra esploderà o no in Corea e se esploderà oggi o domani». Da parte sua la Casa Bianca, attraverso la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Caitlin Hayden, chiede alla Corea del Nord di smetterla con le minacce «provocatorie» e di «conformarsi agli obblighi internazionali».

SISTEMA DI DIFESA – Intanto il Pentagono ha confermato la notizia del dispiegamento di un avanzato sistema di difesa anti missile nella sua base militare di Guam, in seguito alle minacce della Corea del Nord. Una decisione, spiega un comunicato del dipartimento americano della Difesa, presa come «mossa precauzionale per rafforzare le nostre postazioni di difesa regionale contro la minaccia di missili balistici nordcoreani». Il Pentagono ha spiegato che nelle prossime settimane verranno dispiegati a Guam missili del sistema Terminal High Altitude Area Defense (Thaad), per proteggere la base militare da eventuali missili nordcoreani a breve e medio raggio. «Gli Stati Uniti – si legge ancora nel comunicato- rimangono vigilanti di fronte alle provocazioni della Corea del Nord e sono pronti a difendere il territorio americano, i nostri alleati e i nostri interessi nazionali». In precedenza, il segretario americano alla Difesa Chuck Hagel aveva detto di prendere «sul serio» le minacce della Corea del Nord ed esortato Pyongyang a metter fine alla sua «pericolosa retorica». Intervenuto alla National Defence University a Washington, Hagel aveva dichiarato che gli Stati Uniti hanno intrapreso passi misurati e ragionevoli di fronte alle minacce di Pyongyang. Ma aveva poi aggiunto che può essere pericoloso sbagliarsi sulla serietà delle minacce altrui: «Basta un solo sbaglio e non voglio essere il segretario alla Difesa che una volta si sbagliò».

WSJ: USA VERSO LA «FRENATA – La Casa Bianca, dopo aver mostrato la sua potenza militare alla Corea del Nord, avrebbe in realtà rivisto i suoi piani e deciso di accantonare, almeno momentaneamente, l’atteggiamento aggressivo nel timore che questo provochi inavvertitamente una crisi ancora più profonda. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un esponente dell’amministrazione secondo il quale «il timore è quello di rafforzare la prospettiva di possibili incomprensioni e che questo possa tradursi in errori di valutazione». Gli Stati Uniti non ritengono che la Corea del Nord abbia piani imminenti di azioni militari in risposta alle esercitazioni ma la preoccupazione e che possa, se presa in contropiede, fare qualcosa di affrettato. La decisione di frenare rispetto all’attuazione di quello che è chiamato il playbook, il copione, sarebbe stata presa nelle ultime ore. Le mosse successive previste nel «copione» sarebbero state per il momento sospese, anche se l’amministrazione non esclude di mostrare la forza in futuro.

«KAESONG, VIA I SUDCOREANI» – Intanto, la Corea del Nord ha ribadito la minaccia di chiudere la zona industriale di Kaesong se la Corea del Sud continuerà a «insultare». Seul e «i suoi mezzi di comunicazione si rifiutano di abbandonare i loro modi conflittuali e continuano a dire che noi non abbiamo il coraggio di fare nulla su Kaesong, perché è una fonte di denaro», ha rilanciato l’agenzia Kcna, citando il Comitato del Nord per la riunificazione pacifica. Poco prima, l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap aveva annunciato che la Corea del Nord aveva ordinato a tutti i dipendenti sudcoreani di lasciare il complesso industriale entro il 10 aprile. Il sito, uno dei simboli dei tentativi di riavvicinamento tra i due Peasi, si trova nel territorio nordcoreano, a 10 km dal confine. Il ministero della Riunificazione sudcoreano aveva smentito la chiusura, ma intanto Kaesong è ferma per il secondo giorno consecutivo.

Redazione Online3 aprile 2013 (modifica il 4 aprile 2013)

http://www.corriere.it/esteri/13_aprile_03/attacco-nucleare-minaccia-corea-nord-usa_60e39a80-9c98-11e2-aac9-bc82fb60f3c7.shtml

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Pyongyang: «Via libera ad attacco atomico contro gli Usa»
Rcd

http://video.corriere.it/corea-nord-via-libera-ad-attacco-nucleare-contro-usa/84b21e34-9ceb-11e2-a96c-45d048d6d7eb

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Fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=435368236551804&set=a.239970426091587.58856.173278516094112&type=1