Bilderberg 2014: Le immagini mai viste e le prove del golpe dei banchieri

Un reportage esclusivo realizzato da Francesco Amodeo, Salvo Mandarà, Alessandro Carluccio e max Gaetano in diretta da Copenaghen dove si è svolta la riunione del Bilderberg 2014.
120 potenti chiusi in un hotel di lusso per 3 giorni a decidere le sorti dei nostri governi e quindi delle nostre vite. Cecchini sui tetti, no fly zone, hotel blindato, poliziotti e militari ad ogni angolo eppure sui giornali nessuna notizia, in TV nessuna immagine. La storia si ripete ogni anno dal 1954 ma di questo Gruppo non si deve parlare. Nessun programma TV ha accettato di mandare in onda queste immagini con i 6 minuti che rompono il silenzio e svelano con prove incontrovertibili gli obiettivi di una delle organizzazioni più censurate del mondo.

Fonte: 

Annunci

Yatsenyuk, l’Uomo di Washington, Porterà l’Ucraina alla Rovina

Su Forbes, Kenneth Rapoza delinea la figura del nuovo primo ministro ucraino Yatsenyuk, voluto da Washington: il Mario Monti dell’Ucraina, un tecnocrate favorevole all’austerità, che come ormai è tristemente dimostrato porterà il paese sulla strada della rovina.

Il ministro ucraino ad interim, Arseniy “Yats” Yatsenyuk, potrebbe essere fatale per questa nazione disastrata.“Ricorderete la telefonata, trapelata e divenuta pubblica, tra l’ambasciatore ucraino e Victoria Nuland (Assistente Segretaria di Stato per gli affari europei), nella quale lei in pratica ha detto ‘vogliamo Yats al governo.’ A loro piace perché è pro-occidentale”, dice Vladimir Signorelli, presidente della società di ricerca in investimenti Bretton Woods Research LLC del New Jersey. “Yatsenyuk è quel tipo di tecnocrate di cui c’è bisogno se si vuole l’austerità, con una patina di professionalità”, ha detto Signorelli. “E’ il tipo di uomo che può andare a genio all’élite europea. Uno alla Mario Monti: non eletto e voglioso di obbedire agli ordini del FMI” ha dichiarato.

Mario Monti era un tecnocrate italiano centrista che ha fatto approvare un pacchetto di austerità comprendente aumenti delle tasse, riforma delle pensioni e misure per combattere l’evasione fiscale.

Per diverse settimane, l’Ucraina ha combattuto una battaglia politica interna tra ucraini filo-russi e filo-europei. Il conflitto è salito di livello in autunno quando il presidente ucraino Yanukovych ha deciso di optare per un accordo commerciale con Mosca anziché Bruxelles. La scorsa settimana, Yanukovych ha lasciato Kiev e si è diretto in una località imprecisata, si ritiene forse all’interno di una base navale russa.

Dopo che Yanukovych e l’opposizione politica avevano raggiunto un accordo per una transizione ordinata verso nuove elezioni, l’opposizione ha voltato velocemente le spalle all’accordo e si è impadronita di posizioni strategiche intorno a Kiev. Molti nella stampa occidentale dicono che il paese potrebbe dividersi.

Nonostante questi segnali inquietanti, l’ambasciatore ucraino Geoffrey Pyatt ha salutato la crisi come una “giornata storica”. La maggior parte dei media mainstream ha decisamente appoggiato la fazione anti- Yanukovych.

Il nuovo parlamento ucraino, di 450 seggi, giovedì scorso ha approvato la nomina dell’ex banchiere centrale Yatsenyuk con 371 voti favorevoli. Stranamente, all’inizio del mese scorso, il filo-occidentale Yats era una figura secondaria dell’opposizione, dietro a leader come l’ex pugile Viltali Klitschko e il capo del partito nazionalista Svoboda, Oleh Tyahnybok. Ma Yats ha gli amici giusti nei quartieri alti e anche se non ha un grande consenso elettorale, e non avrebbe alcuna possibilità di vincere un’elezione, egli è favorevole all’austerità suggerita dal FMI ed evidentemente lo è anche la maggioranza del parlamento.

“Yatsenyuk ha sostenuto che anche noi dovremo fare quello che hanno fatto i Greci in casa propria” ha detto Signorelli. “Vuole seguire il modello economico Greco. Ma chi diavolo vuol seguire un modello simile?”

Anche oggi, Yatsenyuk ha promesso di implementare “misure molto impopolari” per stabilizzare le finanze del paese. Il governo ha detto che ha bisogno di 35 miliardi di dollari per sostenere il paese nei prossimi 2 anni. Le sue parole, in un servizio di Bloomberg di oggi, suggeriscono che egli è incline a implementare una campagna di austerità potenzialmente destabilizzante:

“Le casse del Tesoro sono vuote. Faremo di tutto per non fallire. Se otteniamo il sostegno finanziario dal FMI e dagli USA, ce la faremo. Mi accingo a diventare il primo ministro più impopolare nella storia del mio paese”, ha dichiarato. “Ma questa è l’unica soluzione. Non prometterò risultati eclatanti. La cosa più importante e urgente è stabilizzare la situazione.”

Ha detto anche: “vogliamo che la Russia abbia relazione eque e trasparenti con l’Ucraina. Vogliamo essere partner della Russia… crediamo fermamente che non interverrà militarmente in Ucraina.”

Sotto la crisi politica divide et impera che monta in Ucraina, ci sono i suoi problemi economici. La valuta ucraina, la hryvnia, è scesa del 16% da inizio anno rispetto al dollaro, un calo record.

Non è chiaro quali saranno le misure che Yatsenyuk porterà avanti, ma la strada è quella dell’austerità. Che comprende una combinazione di aumento della pressione fiscale, rialzo dei tassi di interesse e ulteriore deprezzamento della valuta.

Yanukovych aveva resistito alla richiesta del FMI di aumentare le tasse e svalutare la moneta.

Yatsenyuk non esiterà. Per gli economisti che pensano che l’austerità sia un disastro, l’Ucraina è sulla strada della rovina.

“E’ un film già visto negli anni ‘90, quello che il FMI ha fatto in Russia con Yeltsin. Lo faranno all’Ucraina,” ha detto Signorelli. “Ricordate Slobodan Milošević in Yugoslavia? Dopo che il FMI ha finito con la Yugoslavia, era solo questione di tempo prima che i movimenti separatisti prendessero piede,” ha detto. “Penso che le cose in Ucraina possano prendere una piega molto, molto brutta.”

IL (BLOW) JOBS ACT NON RISOLVERA’ UN BEL NULLA

Trovo veramente disdicevole l’ipocrisia del presidente Napolitano che giudica “intollerabile” il livello di disoccupazione raggiunto nel nostro Paese, dal momento che, come tutti hanno capito, la disoccupazione è esplosa proprio in conseguenza delle politiche di austerità imposte da Monti e Letta su chiaro mandato dello stesso Napolitano. Trovo altrettanto nauseante l’enfasi con la quale il neopremier Matteo Renzi pone l’accento sull’indispensabilità di approvare in tempi rapidi il cosiddetto (blow) Jobs Act, ennesima truffa destinata in prospettiva ad aggravare ulteriormente il fenomeno disoccupazione. Del progetto di riforma in questione si è capito poco, e quel poco che si è capito fa letteralmente venire la nausea. Ebbene, al netto delle sottigliezze buone per confondere le acque, è bene ricordare che esistono fondamentalmente due distinte filosofie che sovraintendono il modo di approcciarsi al tema “occupazione”. La prima, che definiremmo di impostazione neoclassica, insegna che il mercato è capace da solo di trovare il suo punto di equilibrio, quindi, in presenza di elevata disoccupazione, l’unica cosa saggia da fare consiste nel ridurre salari e diritti. Il lavoro, considerato una merce al pari di tutte le altre, deve anch’esso sottostare alla dura legge della domanda e dell’offerta. La seconda, di matrice keynesiana, spiega al contrario come il livello di disoccupazione generale dipenda da un deficit di domanda effettiva. Perciò, nella misura in cui il privato non riesca da solo ad assorbire tutta la forza lavoro disponibile, spetterà ai pubblici poteri garantire quel surplus di spesa a debito necessario per raggiungere un equilibrio di piena e dignitosa occupazione. La prima delle due tesi, ovvero quella classica, ha monopolizzato il dibattito economico, accademico e politico dalla rivoluzione industriale fino all’avvento di Keynes. Per comprendere quale tipo di società produca in concreto il trionfo di una simile impostazione concettuale, consiglio a tutti la lettura de I Miserabili di Victor Hugo. In seguito alla terribile crisi del 1929, proprio con l’obiettivo di limitare gli effetti distorsivi tipici di un mercato lasciato a briglie sciolte, cominciano finalmente a farsi strada ipotesi alternative. Il keynesismo, che trova la sua più fedele e nobile applicazione nel New Deal rooseveltiano, permea il mondo occidentale dal dopoguerra fino agli anni ’80, consentendo alla generazione dei nostri padri e dei nostri nonni di vivere all’interno di società opulente, dinamiche, inclusive, nonché guidate da un anelito di uguaglianza e di giustizia sociale. I vecchi negrieri ottocenteschi, quelli che trovavano normale che i bambini lavorassero in fabbrica con turni massacranti e paghe da fame, hanno ora riconquistato la guida dei processi globali. Il Jobs Act di Renzi, influenzato dal neoliberista Ichino, rappresenta l’ennesimo frutto avvelenato prodotto dall’albero maligno. Intriso di quella teologia neoliberale già sperimentata dai vari Treu, Biagi e Fornero, la nuova proposta di riforma si pone su un piano di assoluta continuità con il recente e fallimentare passato. Se il lavoro manca, questo il succo del ragionamento, è colpa della burocrazia e delle troppe regole che rendono complicato o sconveniente assumere. Da qui l’ossessione per l’art. 18 e per la compressione salariale funzionale al finto mito della “competitività”. Questa lettura delle cose, interiorizzata anche dal buffone fiorentino di stanza a Palazzo Chigi, è assolutamente falsa. Il lavoro manca perché non c’è domanda. I consumi crollano, le imprese non vendono e, non vendendo, conseguentemente licenziano anziché assumere. La soluzione giusta per rimettere in piedi l’economia italiana sarebbe quella di predisporre il New Deal del nuovo millennio. Un mastodontico piano volto alla realizzazione di infrastrutture, materiali e immateriali, finanziato in deficit dallo Stato alla faccia di Merkel, Draghi, Olli Rehn, Barroso, Van Rompuy e compagnia cantante. Ma Renzi, già entrato nella sfera di influenza dei soliti Venerabili reazionari, non farà nulla di tutto questo. Reciterà viceversa con zelo il compitino che altri hanno scritto per lui, completando nei fatti il tragitto avviato dai suoi predecessori Monti e Letta. Tanto, per piangere lacrime di coccodrillo c’è sempre tempo. Perfino Schulz e Napolitano, protagonisti consapevoli della devastazione europea, denunciano infatti a parole le politiche ammazza-popoli da essi stessi preparate, avallate e imposte. In tanti, evidentemente, pur di non perdere il potere preferiscono smarrire la decenza.

Francesco Maria Toscano

Fonte: Vox Veritas

DIMISSIONI DI LETTA E SUBENTRO DI RENZI: ITALIA SEMPRE PIU’ ETERODIRETTA DALL’ESTERO

di Gianni Lannes

La casta dei parassiti che ha rovinato l’Italia non schioda, grazie anche all’inesistenza di un’opinione pubblica con peso politico, nonché di un giornalismo indipendente. La farsa dell’ammucchiata partitocratica scade in tragedia: “Non si vota più”: sentenzia l’illegittimo stanziato nel Quirinale. Lesi ancora una volta, anzi definitivamente, i diritti costituzionali del popolo sovrano. Letta doveva durare 18 mesi e poi elezioni. Invece ora piazzano sulla poltrona di Palazzo Chigi, tale Renzi che nessuno ha votato, per mantenerlo fino al 2018. 
Risultato finale: tre primi ministri extraparlamentari (Monti, Letta, Renzi) sfornati dal cilindro dell’abusivo capo dello Stato pro tempore, elezioni con legge truccata per approdare infine al nulla che avanza, e nega la realtà delle scie chimiche. La nomina dell’ultimo arrivato, nemmeno eletto dalle urne, bensì da un bingo interno del Pd, importato dallo zio Sam e spacciato per democrazia, non passa dal parlamento ormai definitivamente esautorato.E così nel Belpaese, senza alcuna reale opposizione politica – autonoma, indipendente, preparata, determinata – dilaga il servilismo, la miopia acuta, l’intolleranza e il conformismo.
Ecco lo specchio dell’Italietta delle banane sempre più telecomandata dai sionisti angloamericani. In una parola: regime dittatoriale da spazzare via con una rivoluzione, per conquistare finalmente libertà e indipendenza. Pensiero e azione: il cambiamento è prima di tutto interiore, sepolto dentro di noi.
 

 

SPARITO L’ORO ITALIANO: LA RISERVA AURIFERA DELLA NOSTRA PATRIA NON E’ PIU’ IN ITALIA?

Giorgio Napolitano & Henry Kissinger

di Gianni Lannes

Apriamo il dibattito pubblico, allarghiamo il respiro collettivo. Questa volta parliamo di cose serie, non più di signoraggio e strozzinaggio delle banche, della Bce, del Fondo monetario internazionale. Per carità, quisquilie! D’accordo? Però, certi esperti, certi economisti, certi tuttologi fanno pena quando deviano l’attenzione collettiva delle minoranze attive del Belpaese (tipo Mosler) e manipolano il discorso verso temi fuorvianti ed insignificanti!

Dopo la fregatura europea dell’euro c’è di peggio. Dove sono effettivamente le 2451,1 tonnellate di oro italiano? In via Nazionale a Roma, oppure in Gran Bretagna, Svizzera, Germania e Stati Uniti d’America? Chi ha controllato? In che percentuale le nostre riserve sono conservate all’estero? Esiste un registro? I lingotti sono segnati da numeri seriali?

Henry Kissinger & David Rockefeller

Parliamo chiaro, come sempre. Altro che privatizzazione della banca d’Italia, già di fatto acquisita e controllata da banche private ormai da anni. Il nodo cruciale è un altro.
Gli Stati Uniti d’America hanno sottratto all’Italia l’oro, ossia la nostra riserva aurifera. L’interrogazione parlamentare numero 4/14567 a risposta scritta, presentata da Fabio Rampello e Marco Marsilio il 19 gennaio 2012 al governo Monti non ha mai avuto una risposta. Perché? E per quale motivo, poiché non esiste una ragione giuridica, la banca d’Italia, attualmente non ha neppure la disponibilità della quantità residuale di oro custodita a Palazzo Koch, controllata invece dalla Bce?
Esatto, le domande senza prezzo al primo ministro pro tempore Enrico Letta (affiliato alle organizzazioni terroristiche Bilderberg e Trilateral insieme a Mario Monti e tanti altri politicanti tricolori) sono le seguenti: il tesoro italiano è stato trafugato, pardon, trasferito all’estero? Perché l’oro d’Italia non ha più fatto ritorno in patria? A quale titolo gli Stati Uniti d’America (FED)  se ne sono appropriati? Chi lo ha ceduto?
Mi auguro di essere in errore: ma allora il governo Letta faccia vedere in diretta al popolo sovrano usando le telecamere della Rai (servizio una volta tanto pubblico) il tesoro tricolore, alla presenza di giornalisti realmente indipendenti.
Cos’altro ha celato nel 1992 l’operazione Britannia, a parte la svendita del patrimonio tricolore e il coinvolgimento dei boiardi italiodioti che hanno fatto fulminea carriera, oltre all’eliminazione degli insostituibili magistrati (scogli insormontabili se non con l’uccisione) Falcone e Borsellino?
Allora, mister Giorgio Napolitano, adesso come la mettiamo? Le riserve auree appartengono al popolo italiano ma non alla banca d’Italia né tantomeno alla Bce e alla Fed.
All’Italia occorre un Governo libero e indipendente designato da un vero mandato popolare, non un governicchio allestito con un golpe; soprattutto ci vorrebbero autentici governanti non figuranti dell’ultim’ora.

 

 

 

 

Il grande inganno dell’evasione fiscale; ecco cosa dovete sapere (e divulgare)

A cura di Alessandro Raffa per Nocensura.com

LA FACCIA TOSTA DI QUESTO PERSONAGGIO E’ ALLUCINANTE!!! MA IL PROBLEMA VERO, è CHE MOLTI GLI CREDONO PURE…
La realtà è che in un momento come questo ci sono commercianti e piccoli imprenditori che sopravvivono solo grazie all’evasione fiscale, e che se non eludessero al fisco qualche centinaia di euro, sarebbero costretti a CHIUDERE, ingrassando le fila dei disoccupati e SMETTENDO TOTALMENTE DI VERSARE CONTRIBUTI ALLO STATO;

Inoltre consideriamo che se una persona evade 100€ e li impiega, per esempio, mettendo 50€ di benzina e 50€ di spesa, una parte di questi soldi rientra comunque nelle casse dello stato al passaggio successivo, con le accise benzina e l’IVA sugli acquisti… COSA CHE NON AVVIENE PER LA GRANDE EVASIONE, LA “FUGA” DEI CAPITALI VERSO I PARADISI FISCALI, dai 98 MILIARDI EVASI DALLE LOBBY DELLE SLOT AI 2 MILIARDI ELUSI E SCOPERTI IN QUESTI GIORNI DALLA “PALAZZINARA” CHE PER OLTRE 10 ANNI HA “NASCOSTO” 1243 IMMOBILI AL FISCO;

SIAMO IN TREPIDANTE ATTESA DI SAPERE QUANTO DOVRA’ PAGARE QUESTA SIGNORA PER REGOLARIZZARE LA SUA POSIZIONE; purtroppo in casi come questo, solitamente anziché fargli pagare TUTTO + penali/interessi/multe molto spesso l’evasore se la cava con MENO DI QUANTO AVREBBE DOVUTO PAGARE…

Ricordiamo – UN ESEMPIO TRA TANTI – la storia di Valentino Rossi; inizialmente gli furono richiesti 112 milioni di euro (vedi: http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/sport/valentino-evasione/valentino-denunciato/valentino-denunciato.html) DOPO L’ACCORDO, NE HA DOVUTI PAGARE SOLO 20 (vedi: http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/sport/valentino-evasione/fisco-rossi/fisco-rossi.html)

IN PRATICA AI RICCHI CONVIENE EVADERE E ASPETTARE CHE IL FISCO VADA A BUSSARGLI, PER ACCORDARSI IN SEGUITO!!!!!

LO STATO IN QUESTO MODO NON SOLO ‘AGEVOLA’ MA PERSINO ‘INCENTIVA’ LA GRANDE ELUSIONE FISCALE!!!

Ai politici piace prendere spunto dagli USA per molti aspetti, ma per quanto concerne l’evasione fiscale no, visto che in America chi non paga le tasse per grandi cifre e viene scoperto oltre a rischiare il carcere, pagherà MOLTO PIU’ del dovuto; per esempio il campione di boxe Mike Tyson ne sa qualcosa…

MA IN ITALIA PREFERISCONO METTERE IN SCENA “COLPI DI TEATRO” COME I CONTROLLI A TAPPETO (per 1 giorno…) FATTI A CORTINA D’AMPEZZO E ALTRE SCENEGGIATE SIMILI.

QUANTO VALE LA ”GRANDE EVASIONE” ?

SOLO i 98 miliardi delle slot machine valgono quanto le ultime 4 manovre finanziarie; sarebbero stati una grande boccata d’ossigeno per le casse dell’erario, una cifra che vale ben 1.637,50€ per ogni cittadino, bambini e anziani compresi [(98.250.000.000 diviso 60.000.000 di abitanti) se invece dividiamo la somma per il numero dei contribuenti – 38 milioni – la cifra si attesta a 2585,52€ ciascuno]

In una situazione in cui lo Stato è in difficoltà persino per trovare 400 milioni di euro per finanziare la cassa integrazione, REGALARE quella cifra a chi ha EVASO IL FISCO è PURA FOLLIA!!!!! (inoltre non è l’unico regalo fatto alle lobby, anche se è il più sostanzioso: http://www.nocensura.com/2012/06/ecco-tutti-i-regali-alle-lobby-delle.html)

IL TESORETTO DEI GRANDI EVASORI IN SVIZZERA MAI RECUPERATO:

Nel 2011 diverse nazioni europee tra cui Germania, GB e Austria, hanno siglato accordi con la Svizzera per fare un “prelievo forzoso” sui conti correnti occulti in Svizzera dei loro cittadini; il nostro paese avrebbe potuto recuperare un “tesoretto” – anzi, un vero e proprio TESORO – di CIRCA 50 MILIARDI DI EURO (vedi: http://www.nocensura.com/2012/05/monti-potrebbe-facilmente-incassare-50.html) ma IL GOVERNO MONTI, che era a caccia di soldi, RINUNCIO’ IGNOBILMENTE A QUESTA POSSIBILITA’, che è stata più volte annunciata (cosa che ha portato molti correntisti a trasferire immediatamente i propri soldi in altri paradisi fiscali più “sicuri”…) e poi NON NE HANNO FATTO DI NIENTE, anche se nel giro di pochi mesi la somma che era possibile recuperare è vertiginosamente diminuita; una misura di questo tipo doveva essere fatta IMMEDIATAMENTE, insieme alle altre nazioni che hanno fatto questa scelta, rendendo la manovra nota solo a cose fatte. CON QUEI 50 MILIARDI IL GOVERNO MONTI AVREBBE POTUTO TROVARE BUONA PARTE DEI FINANZIAMENTI CHE HA RASTRELLATO CON MISURE LACRIME E SANGUE, IMPOVERENDO MILIONI DI ITALIANI, FACENDO CHIUDERE L’ATTIVITA’ O COMUNQUE PERDERE IL LAVORO A CENTINAIA DI MIGLIAIA DI ITALIANI, MANDANDONE IN FALLIMENTO DECINE DI MIGLIAIA, FACENDONE SUICIDARE SVARIATE CENTINAIA.

Politici & media nel frattempo predicavano la necessarietà delle misure lacrime e sangue, “dobbiamo (dovete) fare sacrifici, non ci sono altre possibilità” dicevano. E qualcuno gli credeva pure, tanto che il massone bilderberghino-trilateralista ha preso persino il 10% dei voti! Assurdo e allucinante, se conoscete qualcuno che difendeva l’operato del governo Monti, fategli leggere questo articolo, ma sicuramente qualcuno troverà il modo per giustificare anche questo!

POTREI CONTINUARE CON L’ELENCO DEI MAXI-SPRECHI INDEGNI E DEI REGALI ALLE LOBBY AMICHE PER ORE, senza considerare gli 80-90 MILIARDI annui che paghiamo di INTERESSI SUL DEBITO PUBBLICO frutto di una politica monetaria TRUFFALDINA gestita dai banchieri privati; la BCE crea il denaro dal NULLA e lo presta alle banche private ad un tasso che attualmente è dello 0.25% (in passato è stato dello 0.75% e 0.50%) e queste lo prestano alle nazioni (ovvero investono sui titoli di stato) PRETENDENDO UN TASSO DI INTERESSE DEL 4-5 PERSINO DEL 6% NEL PERIODO IN CUI LO SPREAD ERA SULLA SOGLIA DEI 500 PUNTI; QUESTA è LA VERA, UNICA CAUSA DELLA CRISI, O QUANTOMENO LA MAGGIORE: NEGLI ULTIMI 30 ANNI ABBIAMO PAGATO BEN 3.100 MILIARDI A CAUSA DI QUESTO “GIOCHINO” (vedi: http://www.nocensura.com/2013/07/litalia-in-20-anni-ha-pagato-3100.html) UNA CIFRA SUFFICIENTE NON SOLO AD ESTINGUERE IL DEBITO PUBBLICO TRUFFA, MA AVANZEREBBERO ANCHE PIU’ DI 1.000 MILIARDI DI EURO, oltre al fatto che gli 80/90 miliardi di euro annui che versiamo di interessi, sarebbero sufficienti per innalzare le pensioni minime – magari integrando le entrate con una sforbiciata alle mega-maxi pensioni, che arrivano fino a oltre 90.000€ mensili – e finanziare il “reddito di cittadinanza” per sostenere chi perde o non trova un posto di lavoro.

CHI ATTRIBUISCE ALLA PICCOLA EVASIONE FISCALE I PROBLEMI DEL PAESE è UN BUGIARDO, MENTE SAPENDO DI MENTIRE (questo vale per i politici, che al di là dei proclami sanno bene come stanno le cose; tra i cittadini invece c’è una parte di ignoranti che gli crede, e questi è nostro dovere aiutarli a comprendere come stanno davvero le cose.

LA VERA EVASIONE, quella DELETERIA E DANNOSA è QUELLA DELLE GRANDI LOBBIES, CHE SOTTRAGGONO AL FISCO GRANDI CAPITALI E LI OCCULTANO NEI PARADISI FISCALI SOTTRAENDOLI ALL’ECONOMIA DEL PAESE.

E’ importante cercare di “svegliare” coloro che ancora oggi credono a queste fandonie; divulgate al massimo questo articolo, pubblicatelo nelle vostre pagine/gruppi/blog e nei vostri profili, invitando alla lettura i vostri amici. Se avete la possibilità, stampatelo e distruibuitelo ai vostri amici, nelle sale d’attesa, nei bar, nei vostri negozi.

CERCHIAMO DI CONTRASTARE LA DISINFORMAZIONE DEL SISTEMA, SEMPRE PIU’ DITTATORIALE E SENZA SCRUPOLI… loro hanno MILIARDI, hanno decine di migliaia di giornalisti al loro servizio, hanno il monopolio televisivo, se non ci rimbocchiamo le maniche noi cittadini, le cose non cambieranno MAI; nonostante da questo punto di vista negli ultimi anni ci siano stati dei miglioramenti, c’è ancora molto da fare, e una fetta consistente di popolazione, in primis gli anziani, non si informa sul web, unica fonte di VERA INFORMAZIONE, nonostante anche qui le principali fonti di informazione siano gestite dai “signori del tubo catodico” e della carta stampata…

Alessandro Raffa per Nocensura.com

Fonte: http://www.nocensura.com/2014/01/il-grande-inganno-dellevasione-fiscale.html 

Ripreso da: http://informatitalia.blogspot.it/2014/01/il-grande-inganno-dellevasione-fiscale.html

“ALDO MORO DOVEVA MORIRE”. COSI’ AVEVANO STABILITO I CRIMINALI DEL GOVERNO USA, HENRY KISSINGER IN TESTA

 

 
il cadavere di Aldo Moro in via Caetani a Roma (9 maggio 1978)

di Gianni Lannes

Il presidente Aldo Moro: l’ultimo statista italiano, è stato barbaramente assassinato per aver rivelato i segreti della Nato. Così avevano decretato i criminali del Governo di Washington, con il beneplacito del governo eterodiretto di Cossiga e del mafioso Andreotti.
Henry Kissinger – affiliato come Enrico Letta, Mario Monti, Romano Prodi (quello nel 1978 della seduta spiritica) e tanti altri politicanti tricolore all’organizzazione terroristica Bilderberg Group – aveva minacciato di morte proprio Moro. I riscontri sono emersi nei processi e nella testimonianza del portavoce dell’uomo politico italiano, Corrado Guerzoni, nonché della moglie dello stesso Moro.
 Recentemente Giovanni Minoli ha intervistato Steve Pieczenik, inviato dalla Casa Bianca in Italia nel ‘78 per fare da consulente al governo Cossiga, in realtà liquidare Moro. Dal minuto 18:35 un delirio da criminale senza limiti che comanda e ricatta i politici italiani e decreta che: «Aldo Moro doveva morire».
Su queste diario internautico avevo anticipato questa notizia già alcuni mesi fa:
Adesso la Procura della Repubblica di Roma ha incaricato la Digos di acquisire la cassetta dell’intervista di Giovanni Minoli a Steve Pieczenik, esperto di terrorismo, al microfono di Giovanni Minoli sull’esecuzione di Aldo Moro decretata ufficialmente del Dipartimento di Stato Usa nel 1978. Pieczenik ha indirizzato e gestito l’azione delle autorità italiane (ovvero del presidente del consiglio Francesco Cossiga, il depistatore finale della strage di Ustica) con le Br (telecomandate da Cia e Mossad) nella vicenda poi culminata con l’omicidio a sangue freddo di Aldo Moro. Quei brigatisti sono stati tutti graziati. E i politicanti promossi sul campo: Cossiga è diventato presidente della Repubblica; e Prodi ne ha fatta di strada da allora, rovinando l’Italia. Romano Prodi dovrebbe essere interrogato, anzi torchiato dai magistrati e rivelare cosa c’era dietro il giochetto della seduta spiritica per individuare la prigione di Moro (ubicazione ben nota al governo Cossiga). Carriere in riscossione?
 
Napolitano e  Kissinger
Più ai giorni nostri il presidente pro tempore della Repubblica, tale Giorgio Napolitano ha ricevuto proprio Henry Kissinger e con lui ha partecipato ad un convegno organizzato dall’Aspen Italia (finanziata dal clan massonico Rockefeller), succursale a stelle e strisce di cui Letta Enrico è stato vice presidente fino alla recente promozione a Palazzo Chigi, pur non essendo stato indicato dal popolo sovrano.
L’inquilino pro tempore del Quirinale (Napolitano) tutto spesato dal popolo sovrano e lavoratore italiano, oltre alla trattativa Stato & Mafia (la stessa cosa) ovvero alle 4 bobine di telefonate intercorse tra lui e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino (rinviato a giudizio dalla Procura di Palermo), dovrebbe spiegare al popolo sovrano anche le ragioni per ricevere in pompa magna il criminale internazionale Kissinger, che aveva decretato l’omicidio di Moro e la strage della sua scorta. Per non dimenticare tutti i crimini impuniti di Kissinger in Sudamerica, a partire dall’assassinio di Salvador Allende. Dopodiché dimettersi immediatamente. In Parlamento c’è una forza politica in grado di costringere Napolitano a tanto? Il Movimento 5 Stelle batta per davvero un colpo finale.
Per la cronaca: ancora oggi, dopo 35 anni dalla strage di via Fani e dall’esecuzione di Moro, la documentazione è inspiegabilmente sottoposta a segreto di Stato, nonostante la legge abbia stabilito il limite temporale di 30 anni. Insomma, lo Stato, o meglio i manovratori occulti e palesi che hanno occupato le istituzioni per conto straniero, aggira le sue stesse leggi. Una vergogna intollerabile.
Post scriptum

Aldo Moro fu abbandonato al suo destino dalla Democrazia Cristiana di Andreotti e dal Partito Comunista di Berlinguer.

Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa mandato a morire a Palermo, è stato assassinato unitamente a sua moglie perché a conoscenza del vero movente dell’omicidio Moro.  
Mister Napolitano lei come ha potuto ricevere a nome del popolo italiano un simile macellaio come Kissinger? 
 
Eurogendfor: la polizia militare europea sotto il controllo e agli ordini della Nato. Pochi se ne sono accorti. La manovra prevede la disarticolazione in atto dell’Arma dei carabinieri e della Polizia di Stato. Vale a dire: due forze armate ancora indipendenti e non ancora sotto il controllo e le direttive del Patto Atlantico.  I servizi segreti italiani (Aisi e Aise) sono da sempre controllati dalle agenzie di intelligence dello zio Sam.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=EUROGENDFOR 

Cui prodest?