Clamoroso: gli USA stanno preparando il primo attacco nucleare contro Russia e Cina

Cina

Estratti dell’intervista di RT a Richard Cottrell, Rick Rozoff e Bruce Gagnon

RT: Clausole segrete della NATO stabiliscono che gli USA possono deporre i governi europei su ordine della Casa Bianca, e gli USA lo fanno. A suo tempo, Hans Otto svelò la lista di politici europei da eliminare, che fu successivamente confermata dalla polizia. I documenti stabilivano gli assassinii da attuare “nel caso X”, caso che potrebbe riferirsi, secondo lo studioso Dr. Daniele Ganser, a proteste di massa contro i governi appoggiati dagli USA, o a una vittoria elettorale di un partito genuinamente alternativo. Le istruzioni per queste operazioni erano conservate nel quartiere generale della NATO, a sud di Bruxelles.

Quando il parlamento europeo ha richiesto ufficialmente che la NATO interrompesse queste operazioni, conosciute con il nome in codice di Gladio, gli USA l’hanno semplicemente ignorato.
Richard Cottrell è stato membro del Parlamento Europeo, ed è l’autore dell’investigazione “Gladio, il pugnale della NATO nel cuore dell’Europa”, che riporta sia gli “assassinii morbidi” (la diffamazione di politici europei non allineati, attraverso i media, per renderli non eleggibili) che gli assassinii veri e propri di politici che nonostante tutto furono eletti.
-Richard, cosa sta succedendo?

Richard Cottrell: Gli Stati Uniti non tollerano governi che non siano favorevoli al regime. Prendiamo l’esempio di Syriza in Grecia, che ha appena vinto alle elezioni. Quello è un governo che non sarà tollerato dagli Stati Uniti d’America.

RT: Lei ha descritto un prototipo di “assassinio morbido”, quello del primo ministro britannico Harold Wilson, la cui blasfemia, agli occhi degli americani, era di favorire il disarmo nucleare.

Cottrell: Sì, è diventato un po’ più difficile usare, diciamo, mezzi violenti, quindi vedremo più spesso le tattiche usate contro Harold Wilson. E aumenteranno, vi dico perché: perché questo fine settimana le elezioni europee hanno formato un vasto blocco di anti-europeisti guidati dal Front National francese e da Nigel Farage, diventato dal nulla il leader del terzo partito britannico. Non si permetterà che questo continui, quindi ci saranno mosse come quelle contro Harold Wilson per rimuovere quei capi e quei partiti nei vari paesi.

RT: L’ex assistente-segretario generale dell’ONU Hans Sponeck ha rivelato che la NATO sta tentando di sovrastare e di fatto sostituire le Nazioni Unite. La sua nuova dottrina rifiuta il monopolio ONU dell’uso della forza, di cui si propone come ala militare. Il suo nuovo programma “Partner attraverso il globo” ha già incorporato Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Pakistan e Iraq. Con l’attesa adesione di stati come la Colombia ed El Salvador, la NATO sarà presente su tutti i continenti abitati. Le forze armate americane sono ora in più di 150 paesi. Il numero non ufficiale, che comprende le forze USA clandestine, è probabilmente molto più alto.

Da quando il Pentagono ha formato il Comando USA per l’Africa, ha ridotto il paese più sviluppato del continente all’anarchia, rovesciato la Costa d’Avorio e troncato la metà meridionale del Sudan, ricca di petrolio, per farne un nuovo stato. Solo due paesi e mezzo restano al di fuori del suo controllo militare.
Abbiamo con noi Rick Rozoff, eminente analista militare e direttore di “Fermate la NATO”. Cosa succederà alla gente quando gli ultimi paesi cadranno sotto il controllo degli USA?

Rick Rozoff: La risposta è schiavitù globale, e la vediamo manifestarsi in modi che non sono sempre evidenti, per esempio nei voti dell’assemblea generale dell’ONU, nell’ultimo anno e mezzo, sulla questione della Siria. Vediamo che gli USA, con vari mezzi -corruzione economica, ricatto diplomatico, sovversione, ma anche programmi militari bilaterali e multilaterali- sono stati capaci di assicurarsi in gran parte la sottomissione degli altri paesi. Non c’è indipendenza diplomatica e politica nelle nazioni, perché sono obbligate dagli Stati Uniti e, francamente, hanno paura delle ritorsioni economiche e militari qualora non si adeguassero ai diktat degli USA.

RT: L’ipocrisia di Obama forse non ha eguali nella storia. Mentre parla di mondo senza armi nucleari, ha gonfiato la spesa militare oltre i livelli della guerra fredda. Ha esteso la famigerata dottrina Bush di attacco atomico contro qualsiasi nazione, ignorando il diritto internazionale. Il termine ufficiale usato dalla sua amministrazione è “dominio a tutto spettro“, ovvero controllo di tutto e ovunque su mare, terra, aria e spazio. I documenti del Comando Spaziale USA puntano perfino a “negare ad altre nazioni l’uso dello spazio.”
L’analista militare William Engdahl scrive che “l’unica potenza rimasta” con la capacità di fermare ciò che il Pentagono chiama dominio a tutto spettro è la Russia. La crisi ucraina ha fornito il pretesto perfetto per esercitare il controllo militare USA nella regione.

Dieci giorni fa, l’amministrazione ha testato il suo sistema di Guerre Stellari per l’Europa orientale, che verrà ora dispiegato a partire dalla Romania. Obama dichiara che il suo sistema è la versione “più forte, più intelligente e più veloce” del primo programma di Guerre Stellari di Ronald Reagan.
Il piano prevede che, dopo un attacco nucleare USA alla Russia, la difesa missilistica NATO in Europa orientale spazzi via ogni tentativo di risposta. La NSNBC scrive: “Si può ben capire che la Russia interpreta lo spiegamento lungo i suoi confini del programma NATO di Guerre Stellari come una dichiarazione non ufficiale di guerra.”
Analisti aerospaziali hanno riportato a Global Research che il Comando Spaziale USA sta pianificando un attacco nucleare sulla Russia, così come sulla Cina, nel 2016.
Abbiamo con noi Bruce Gagnon, della Rete Globale contro le Armi nello Spazio. Cosa sappiamo dei piani per l’attacco?

Bruce Gagnon: Al momento sta venendo pianificato. Il Comando Spaziale USA sta compiendo esercitazioni per la possibilità di sferrare  un primo attacco, e questo è l’elemento chiave. Sono progetti di primo attacco, e i cosiddetti sistemi missilistici di difesa sono elementi chiave del progetto di primo attacco statunitense. L’idea è di colpire la Cina o la Russia con un primo colpo e poi, quando queste tentano di lanciare la ritorsione nucleare, usare i sistemi “di difesa” per intercettarla, in modo tale che, dopo che la prima spada viene conficcata nel cuore della Cina o della Russia, lo scudo missilistico eliminerebbe ogni risposta. Non ha niente a che fare con la difesa, niente a che fare con la libertà o la democrazia, o con tutte queste parole che vengono sempre usate per mascherare le vere intenzioni: è solo per il dominio a tutto spettro.

RT: Diversi decenni fa, il primo programma di Guerre Stellari ha dovuto fronteggiare un intenso dibattito pubblico. Oggi, gli USA sono controllati da appena 6 media mainstream, tutti completamente subordinati alla Casa Bianca. Il risultato è un silenzio orwelliano sulla questione forse più pericolosa del momento.

Fonte:  Global Research

Traduzione: Anacronista

Fonte: Informare X Resistere

Annunci

TG1: la soluzione per combattere i tumori? Il microchip! VIDEO

Nessuno mette in dubbio che la tecnologia possa avere applicazioni positive per l’uomo e la salute. Ma non siamo così ingenui da non vedere ciò che ci circonda: ogni scoperta scientifica è stata finanziata e/o utilizzata dai soliti ignoti per trarne profitto a discapito del benessere dell’umanità.

Da anni la propaganda sta spingendo la massa a credere nei possibili benefici di un microchip sottocutaneo da impiantare a tutti i cittadini. Ora è venuto il turno dei tumori. Dopo decenni di studi e miliardi di finanziamenti, ecco l’imprevedibile “soluzione”…

Fonte: http://www.losai.eu/tg1-la-soluzione-per-combattere-i-tumori-il-microchip-video/

C’è bisogno di un risveglio collettivo!

Come mai l’essere umano, che si reputa superiore a tutto e a tutti, se ne sta lì e non fa nulla, quando vengono commesse atroci ingiustizie di fronte ai suoi occhi? Perché decantiamo la nostra costituzione come una delle più belle e non facciamo niente quando viene distrutta praticamente ogni giorno, a vantaggio dei più forti e ingiusti? Perché l’essere umano è così codardo? Ci sono stati esseri umano che si sono ribellati a ingiustizie – create sempre dall’essere umano – e nonostante questo, hanno perso o la libertà o la vita… ma comunque loro si sono alzati, hanno detto “basta!” e hanno agito. L’essere umano è capace di tanto… ma per colpa del sistema creato da quest’ultimo siamo diventati pecore. Pecore. Che hanno paura del governo di lupi – che noi stessi abbiamo permesso loro di costruire – che li governa. La forza dell’ordine non capisce che sta servendo il padrone sbagliato, la gente subisce senza ribattere, e così continuerà se non facciamo qualcosa… Viviamo sotto totale dittatura e sorveglianza da governi che non hanno a cuore il benessere dei suoi elettori, ma solo il loro. Ma la gente proprio non vuole capire… si fa infinocchiare dalla TV e stampa di regime e per loro è tutto “OK”. Sarà tutto “OK” quando vi leveranno il vostro futuro? Solo quando sarà tardi vi alzerete dalle vostre poltrone e sedie e farete qualcosa?
Gente, qui c’è bisogno di un’azione collettiva! Credete che pochi soggetti, tutti portavoce dei vostri diritti, scollegati come sono e soli, penseranno a voi? Non ce la fanno, lì fuori da soli contro un sistema corrotto. Hanno bisogno di voi!

EUROPA: SOTTO DITTATURA U.S.A.

di Gianni Lannes
Ci sarà una guerra: lo attesta la direttiva per il 2013 del ministro della Difesa italiana (pagina 10, punti 29, 30 e 31). Una guerra totale nel Vecchio continente a controllo totalitario del padrone assoluto yankee. Forse, la guerra è già iniziata, almeno a livello ambientale, con la geo-ingegneria segreta che altera la qualità della vita per centinaia di milioni di persone.
 
Bari – chemtrails – foto Gianni Lannes (tutti diritti riservati)

Te n’avvedi dal clima bellico che si respira nelle città europee, dal vento autoritario che soffia in ogni angolo, dalla restrizione sulle nostre libertà e sui nostri defunti diritti, compreso il corollario di tribunali e corti (alle voci: inflazione, proliferazione, moltiplicazione che li elide vicendevolmente).

La crisi dei diritti sociali solca tutto l’Occidente mentre muore l’etica della responsabilità, in una società venata di cinismo e indifferenza verso l’altro.

La libertà è un proclama formale se non è sostanziata dall’effettivo esercizio e godimento. Tale è soprattutto il Trattato internazionale di Lisbona che svelando le ipocrisie dei governanti per conto terzi, di fatto ha abrogato le Costituzioni europee, lasciandole formalmente in vigore, ma solo sulla carta, ossia svuotate dal di dentro, e conseguenzialmente azzerando la sovranità nazionale.

E questo la dice lunga sull’ignoranza generale di gran parte degli europei, offuscati da un imponente edificio normativo che consente ad oscuri burocrati di dettare legge perfino sulle nostre condizioni di vita (sempre peggiori), incluso il nostro cibo e respiro.

Al copioso elenco di diritti cartacei – promessi solennemente dalle normative – fa da contrappeso il catalogo dei diritti negati con il trionfo dell’ingiustizia. Pensate all’Italia: culla del diritto e tomba della giustizia.

La democrazia è in declino, forse è già morta e sepolta. Addirittura il confronto dialettico in ambito politico si è ormai ridotto a slogan patetici (la finta opposizione grullesca dai toni spregiudicatamente padronali), a spot televisivi, a manipolazioni evidenti dei fatti cruciali.

Non abbiamo più anticorpi per combattere le pulsioni autoritarie della presunta modernità e siamo schiavi del profitto economico.

Ogni luogo in cui si consuma la nostra vita collettiva tende a trasformarsi in una gabbia a cielo aperto, ma pur sempre prigione ancora più ampia e invisibile.
 
Pochissimi parassiti che succhiano illecitamente linfa vitale a tutti gli altri, mentre aumenta a dismisura la povertà spirituale e materiale. Nonostante la potenziale ricchezza e varietà dell’Europa, prolificano le vecchie e nuove povertà, le diseguaglianze sociali ed economiche. Cresce a dismisura l’incertezza del futuro per i giovani, i non garantiti per antonomasia, a cui è negata anche la possibilità di sognare.

Non abbiamo più radici. Sotto la spinta di standardizzazione del nuovo ordine mondiale (NWO) le comunità si stanno disintegrando: abbiamo smarrito l’appartenenza ad una famiglia, ad un gruppo sociale, ad un paese, ad un territorio, ad un destino. E’ in atto una regressione antropologica del modo di vivere e sentire, prontamente avvertita negli anni ’60 dal poeta Pier Pasolini (assassinato brutalmente per le sue scoperte sull’oro nero).

Capacità d’ascolto e solidarietà sociale sono parole prive di senso nella realtà: una deserto di ideali e valori collettivi dove ognuno cerca individualmente annaspando a scapito dell’altro, di evitare il peggio.

Prevale il pensiero unico, preconfezionato dal sistema di potere che non ricorre – se non in estrema istanza – a strumenti brutalmente repressivi contro chi si oppone in campo aperto.

Il processo di selezione dei fatti sbattuti in faccia all’opinione pubblica delimitano l’angusto perimetro della realtà artificiale: è proprio questa la lente deformante dei mass media.

 
In fondo i sistemi di dominio della contemporaneità viaggiano attraverso le modalità di percezione della realtà (falsa ed artefatta) che plasmano costantemente le nostre convinzioni e producono in noi aggressività, violenza e nevrosi  (poi alimentate dagli psicofarmaci, vale a dire droghe legalizzate).
L’Europa non ha alcuna autonomia politica né interna né internazionale. Dietro tutto c’è un élite di lobbies e di tecnocrati, invisibile, ma ben salda al comando delle nostre vite “prive di valore”. Non a caso il sistema imperante ci considera e tratta come passivi telespettatori e consumatori.

 
Non dimenticatelo mai: la formazione dell’uomo totalitario anticipa e precede la formazione e l’instaurazione del regime totalitario. Ed ora attenti anche all’ultima insidia per gli umani: microchip sottocutaneo e codice a barre.

 DIRETTIVA MINISTERIALE IN MERITO ALLA POLITICA MILITARE PER L’ANNO 2013:

http://www.difesa.it/Il_Ministro/Uffici_diretta_collaborazione/Documents/direttiva_ministeriale_2013.pdf

http://www.difesa.it/Primo_Piano/Documents/2013/gennaio%202013/Direttiva%20Ministeriale_ENG.pdf

Sotto dittatura i popoli europei:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/09/sotto-dittatura-i-popoli-europei.html

Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/05/europa-sotto-dittatura-usa.html

UE: La guerra alla libertà dei Media

Per indebolire i Media alternativi indipendenti online, l’UE si appresta a “regolamentare” i motori di ricerca Internet
La guerra alla libertà dei Media

 

Nathan Allonby
Tradotto da  Anna Moffa

 

Un nuovo rapporto della Commissione europea raccomanda la regolamentazione delle notizie in internet, attraverso la modificazione dei motori di ricerca per controllare l’accesso ai “luoghi della cospirazione”, la creazione di agenzie stampa europee governative e la formazione di nuovi“quadri di giornalisti professionisti … per … scienza, tecnologia, finanza o  medicina “.

Il rapporto sollecita anche i politici europei e i leader delle istituzioni europee a tenere conferenze stampa regolarmente, ad emergere dalle ombre e a  prendere il centro della scena come veri leader europei. Questo segna l’inizio di una nuova era per l’Unione europea, e per il suo controllo sui media. Se state leggendo questo negli Stati Uniti o in Canada, siate consapevoli del fatto che ciò che succede in Europa potrebbe accadere anche in America del Nord, a causa dell’ Area di cooperazione euro-atlantica. Si tratta di un processo di convergenza attraverso il quale l’Europa e il Nord America adotteranno politiche simili su “libertà”, giustizia e sicurezza, da attuare entro il 2014, cosa che sembra si possa applicare alle ultime proposte sui media.
 
Il rapporto ( mezzi di informazione liberi e pluralistici per sostenere la democrazia europea ) è stato pubblicato questo mese da un Gruppo di Alto Livello (GAL), istituito dalla Commissione europea, e che includeva l’ex presidente della Lettonia e un ex ministro della giustizia tedesco. Il criterio alla base di questo rapporto è stato in una costante fase di elaborazione per qualche tempo. Gli obiettivi descritti nel 2011 includevano: – la possibilità di “riconquistare” la libertà  di stampa, con particolare riferimento ad alcuni paesi specifici, tra cui Ungheria, Francia, Italia, Romania e Bulgaria, per aumentare i servizi d’informazione dell’Unione europea, e regolamentare i media internet e i social media come Twitter e Facebook. L’ultimo di questi obiettivi ha ricevuto attenzione da parte dell’UE dopo i disordini di Londra. (Cfr. La stampa in Europa: la libertà  e il pluralismo a rischio | EurActiv )
Alcuni dei punti chiave del rapporto sono i seguenti:
  • L’UE chiede l’autorità  legale (“competenza”) per regolare la stampa e i media d’informazione.
  • In questo contesto, la relazione non offre alcuna definizione di ciò che costituisce “giornalismo” e di ciò che sarà  regolato, ma raccomanda piuttosto “il dibattito tra tutte le parti interessate su … orientamento per i giudici”.
  • Una gran parte della relazione riguarda i mezzi di comunicazione, internet e i nuovi motori di ricerca. Si propone l’inclusione dei motori di ricerca nella regolamentazione dei media.
  • La relazione approva in particolare i commenti di  Cass Sunstein su  internet ed estremismo. La relazione del GAL dice che “Cass Sunstein, ad esempio, solleva preoccupazioni sul fatto che Internet consentirà  alle persone di essere meno impegnate nella società, viste le capacità  crescenti di filtraggio personalizzato e la presenza decrescente di … giornali … indubbiamente un impatto potenzialmente negativo sulla democrazia … possiamo arrivare a leggere e sentire quello che vogliamo, e nient’altro che quello che vogliamo. La preoccupazione è che le … persone dimentichino che le alternative esistono e diventino così  incapsulate in posizioni rigide da ostacolare la costruzione del consenso nella società.” Il rapporto continua, “l’isolamento e la frammentazione dell’informazione, insieme all’incapacità  di controllare e valutare le fonti, possono avere un impatto negativo sulla democrazia“.
  • Per far fronte a questo, si propone l’inclusione dei motori di ricerca nella regolamentazione dei media. Si evidenzia che i motori di ricerca hanno un notevole impatto sul contenuto visualizzato e sull’importanza con la quale viene presentato: – “Il nuovo ambiente mediatico aumenta l’importanza dei ‘gate-keepers‘, intermediari digitali che sono la via di accesso ad Internet (ad esempio, i motori di ricerca e i social network) … Per questi attori, solo l’UE ha la capacità effettiva di regolarli
  • I siti che riproducono articoli (“aggregatori di notizie” e “intermediari digitali”) potrebbero essere oggetto di nuove restrizioni per imporre un contenuto equilibrato. Il rapporto afferma che “gli intermediari digitali, come i motori di ricerca, aggregatori di notizie, social network … dovrebbero essere inclusi nel monitoraggio del settore. Il ruolo sempre più rilevante che essi esercitano nel migliorare o limitare il pluralismo dei media deve essere preso in considerazione, soprattutto quando iniziano a produrre contenuti. Tuttavia, bisogna fare attenzione a distinguere tra i media che pubblicano lavoro direttamente, e servizi che consentono agli utenti di ripubblicare o linkare il lavoro di altre persone. “
  • Si propone una sovvenzione a sostegno del giornalismo responsabile, del giornalismo che soddisfa determinati criteri – “Ci dovrebbe essere razionalizzazione e coordinamento del sostegno e del finanziamenti per un giornalismo di qualità”.
  • Il rapporto suggerisce che ci dovrebbero essere borse di studio per la formazione di giornalisti investigativi – “al fine di costruire quadri di giornalisti professionisti competenti per operare nel giornalismo investigativo, borse giornalistiche dovrebbero essere offerte [presso le] Università  e i centri di ricerca …  finanziate dalla UE. Le borse di studio … sarebbero particolarmente utili per il giornalismo investigativo, o per addestrare i giornalisti alla mediazione tra temi complessi quali la scienza, la tecnologia, la finanza o la medicina e il grande pubblico. “
  • Il rapporto suggerisce che “l’alfabetizzazione mediatica dovrebbe essere insegnata nelle scuole a partire dal liceo. Il ruolo che i media svolgono in una democrazia funzionante dovrebbe essere attentamente esaminato nel quadro dei piani di studio nazionali“.
  • “Il GAL fa riferimento alla fondazione del Centro per il Pluralismo e la Libertà dei Media a Firenze nel dicembre 2011, incaricato di dare vita a studi politici e documenti” e “al finanziamento di progetti di ricerca come MEDIADEM (politiche europee in materia di media: valorizzazione e recupero di mezzi di informazione liberi e indipendenti nei sistemi democratici contemporanei) “
  • L’Agenzia europea per i diritti fondamentali viene presentata come uno dei principali attori della strategia.
  • L’UE diventaterebbe una presenza regolare nei telegiornali. Si suggerisce che “gli attori politici dell’Unione europea hanno una speciale responsabilità  nell’attivazione di … copertura stampa europea. I presidenti delle istituzioni dell’Unione europea dovrebbero organizzare regolarmente interviste con … i media nazionali in tutta l’UE. “
  • Si suggerisce inoltre che “i finanziamenti per le reti multimediali europee transnazionali (inclusi gli elementi quali oneri per i costi di traduzione, di viaggio e di coordinamento) dovrebbero essere una componente essenziale della politica europea sui media. Il sostegno ai giornalisti specializzati in tematiche transnazionali dovrebbe essere incluso in tali finanziamenti. “
Su quanto pubblicato sopra si potrebbero fare le seguenti osservazioni e commenti:
  • Molti sono sorpresi che il primo ministro David Cameron e il governo del Regno Unito si siano rifiutati di creare un nuovo regolamento per la stampa in risposta alla relazione Leveson. Forse perché erano già in attesa della relazione del Gruppo ad Alto Livello e di un piano d’azione coordinato a livello europeo? Sembra che il governo britannico stia promuovendo i controlli sui social media a causa dei disordini estivi del 2011. Il pubblico britannico si è abituato al riciclaggio della politica, laddove il governo britannico spinge l’UE a introdurre misure impopolari, e accusa di questo qualcun altro.
  • Le proposte di controllo sui motori di ricerca devono essere considerate sintomatiche. Le proposte controllerebbero l’accesso alle informazioni, piuttosto che i media semplicemente.
  • La tecnologia per modificare i risultati di ricerca è già molto sofisticata, essendo stata perfezionata in Cina per oltre un decennio. Google ha recentemente abbandonato le funzioni anti-censura del suo motore di ricerca – secondo alcuni a causa della pressione del governo cinese, che aveva ridotto l’accesso ai servizi di Google. Nel frattempo i controlli cinesi su internet sono diventati notevolmente più sofisticati, per esempio, con la capacità  di rilevare e tagliare le connessioni quando sono in funzione Tor, Onion, crittografia o le reti Virtual Privacy Networks (VPNs).
  • Rispetto alla “costruzione del consenso nella società”, anche se la relazione europea del GAL dice “Chiaramente non è possibile costringere le persone ad utilizzare i media che non vogliono”, allo stesso modo nulla nella relazione sembra escludere la restrizione dell’accesso a determinati materiali o punti di vista.
  • Le raccomandazioni europee del GAL dovrebbero essere viste come proposte, sia nell’Unione europea che nel Regno Unito, di memorizzare le ricerche su Internet e i siti web visitati. La Direttiva sulla conservazione dei dati nel settore delle telecomunicazioni dell’UE attualmente è in fase di revisione e il Parlamento europeo ha votato nel 2010 perché fosse estesa alla registrazione di tutte le ricerche su Internet.
  • La relazione del GAL è una descrizione sommaria di principi generali, i cui dettagli non sono ancora disponibili.
  • La presente relazione segna l’annuncio pubblico di una guerra a lungo termine contro la libertà dei media che è stata pianificata accuratamente, almeno dal 2011.
  • Questo è solo l’inizio. Il finanziamento del nuovo Centro per il pluralismo e la libertà dei mediae dei progetti di ricerca come MEDIADEM creerà  un settore per generare nuove proposte e nuove normative.
  • L’UE è destinata a diventare un elemento costante nelle nostre notizie, con la creazione, negli Stati membri dell’UE, di nuove agenzie di stampa, canali multimediali e giornalisti finanziati e addestrati dall’UE, che riporteranno un nuovo modello di narrazione europea “transnazionale”, per dare risalto all’Unione europea e alle sue istituzioni. I politici dell’UE e i leader delle istituzioni dell’Unione europea saranno presenti nei telegiornali regolarmente.
  • Sembra che l’Unione europea sia destinata ad uscire  dalle ombre per prendere il centro della scena nelle notizie politiche, come vero governo politico dell’Europa.
  • Per interessante contrasto, l’Unione europea si è mossa per ridurre la trasparenza interna e l’accesso ai documenti , come le bozze di legge. Si vedranno più cose, ma meno contenuti.
  • Le proposte di “pluralismo” ed equilibrio sembrano in grado di incidere in misura significativa su molti siti internet di notizie alternative.
  • I siti che includono una miscela di notizie “aggregate” (link da altri siti o articoli riprodotti da altri siti) e contenuti originali – forse la maggior parte dei siti di notizie alternative – sembrano rientrare nel quadro di nuove proposte in materia di controlli per una copertura equilibrata.
  • La menzione dei tribunali ha un suono sinistro. La Corte di Giustizia Europea (CGE) ha svolto un ruolo significativo nel promuovere la portata e i poteri dell’UE, e in effetti si comporta come un importante organo legislativo a sé stante.
  • Il rapporto non menziona il significativo allontanamento del pubblico dalle notizie mainstream dei media tradizionali, come TV e giornali, che sembra riflettere una diffusa insoddisfazione per il tipo di copertura delle notizie e per i contenuti che cercano di promuovere.
  • La proposta di sovvenzionare tali notizie riflette il fatto che il pubblico proprio non se la beve.
  • Anche se non viene dichiarato, forse è per questo che la relazione si propone di ri-educare il pubblico, a partire dalla scuola.
  • C’è un evidente conflitto tra un autentico pluralismo nei mezzi di comunicazione e l’obiettivo di“costruzione del consenso nella società”. La relazione del GAL riguarda quest’ultimo. Benvenuti in una nuova forma di “pluralismo” – un pluralismo  regolamentato, armonizzato e politicamente-ortodosso.
  • Storicamente, i controlli sulla stampa hanno sempre soppresso le critiche ai governi, non hanno mai aumentato l’equilibrio.
  • La copertura mediatica mainstream in generale è fortemente di parte – filo-governativa, in termini di quantità  di copertura e rilievo, rispetto a punti di vista opposti.
  • Sarebbe ingenuo pensare che i nuovi requisiti per una copertura equilibrata ridurrebbero in qualche modo l’inclinazione a favore dei governi negli articoli. Per esempio, dobbiamo aspettarci che la preoccupazione del rapporto riguardo al fatto che “le persone dimentichino che le alternative esistono e diventino così  incapsulate in posizioni rigide intende sollecitare una maggiore copertura di punti di vista alternativi critici dell’establishment? Questo significa verosimilmente che la menzione degli eventi del 9-11 dovrebbe in futuro essere bilanciata menzionando che una parte significativa della popolazione contesta la versione ufficiale? I rapporti sulle nuove misure di sicurezza anti-terrorismo sarebbero bilanciati dalla segnalazione che la maggioranza della popolazione non è d’accordo sulla loro giustificazione? La segnalazione del dibattito in Parlamento sarebbe bilanciata dalla menzione che alcune questioni sono bandite dalla discussione, o che sia il governo che l’opposizione sono guidati da Bilderbergers che sostengono simili punti di vista fino allo stremo e sostengono politiche simili?
  • Un equilibrio bilanciato non è praticato dai media mainstream – per esempio, non hanno presentato la versione dei fatti dal punto di vista del governo di Gheddafi in Libia o di Assad in Siria, nonostante ci fossero delle ragionevoli giustificazioni per farlo. Gli articoli nel periodo precedente alle invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq non erano equilibrati, con notevoli rapporti grossolanamente falsi, come le fantasie sulle grotte di bin-Laden a Tora Bora. Tuttavia, non è questo il tipo di rapporti che i governi stanno cercando di cambiare.
  • La creazione di nuovi “quadri di giornalisti professionisti … per … la scienza, la tecnologia, la finanza o la medicina”, suggerisce che si tratta di settori chiave in cui la Commissione Europea non è contenta della presentazione o vuole prendere il controllo del dibattito. Pensate alla medicina alternativa, alle colture GM, al riscaldamento globale, all’energia nucleare e alla crisi bancaria, per citarne alcuni. Si tratta di settori in cui i media alternativi hanno avuto un impatto significativo.

Come dobbiamo rispondere a questo?

La cosa più importante è non restare passivi – queste sono ancora solo proposte e devono ancora essere formalmente accettate dalla Commissione europea. Questo è il momento della protesta e dell’opposizione. Vale la pensa di osservare gli sviluppi nel Regno Unito  perchè si ritiene che al  Regno Unito sarà offerta la conduzione della cyber-sicurezza e del controllo in Europa. C’è una schiacciante disapprovazione pubblica delle proposte di sorveglianza internet – la consultazione parlamentare sulla legislazione ha ricevuto 19.000 e-mail contro, 0 a favore. Tuttavia, anche se la normativa potrebbe essere bloccata (temporaneamente), non lo sarà l’investimento multi-miliardiario nel programma di sorveglianza su internet. Sembra che l’approccio del governo alla democrazia abbia raggiunto lo stadio “Allora, come hai intenzione di fermarci?” Hanno capito che l’opposizione può essere rumorosa, ma è anche disorganizzata e non ha una strategia contro l’applicazione senza il consenso pubblico.

Un solo fattore che il governo può aver trascurato è che la strategia per la sorveglianza su internet del governo Britannico  richiede un partenariato pubblico-privato e la collaborazione attiva degli operatori commerciali come i fornitori di motori di ricerca (ad esempio Google) e le reti sociali. Anche se il governo non può essere influenzato dall’opinione pubblica, sembra estremamente probabile che le organizzazioni commerciali sarebbero profondamente colpite dalla cattiva pubblicità  e dalle vendite in calo. La pressione coordinata dei consumatori potrebbe facilmente fornire un’importante battuta d’arresto ai piani del governo, e probabilmente creare le premesse per una completa ritirata – se solo l’opposizione potesse essere coordinata. Sfortunatamente, questo aspetto dell’analisi del governo è corretto – l’opposizione dell’opinione pubblica è disorganizzata e in gran parte inefficace.

Questo è dovuto principalmente alla passività  e alla compiacenza. In aggiunta ad una precedente indagine sull’introduzione di carte di identità  in tutto il mondo, l’autore di questo articolo spiega anche l’opposizione a tali regimi, nazione per nazione. Anche se l’introduzione di questi sistemi è stato organizzato e coordinato a livello globale, l’opposizione si è rivelata disorganizzata e raramente organizzata anche a livello nazionale – il versante globalista ha quasi completato la sua prima vittoria, il pubblico non si è ancora svegliato. Nonostante l’articolo venga letto da centinaia di migliaia di persone e sia stato tradotto in diverse lingue, solo una manciata di persone ha risposto all’invito a contattare l’autore. Questo riflette il livello di passività  che ha ostacolato l’organizzazione di una vera opposizione.

Se mai ci sarà una qualsiasi opposizione, questo è il momento di stabilire un contatto con gli altri, per far partire un’opposizione transnazionale . Dobbiamo costruire ponti reali tra persone – un contatto umano diretto, faccia a faccia, per quanto possibile – prima che l’UE inizi a monitorare, regolare e chiudere l’accesso a Internet. Allo stato attuale, è relativamente facile leggere e pubblicare articoli, trovare e collegarsi con persone che sono in disaccordo con l’agenda mainstream, globalista – presto, questo potrebbe essere molto più difficile, quando non potremo più comunicare facilmente.

Questo è anche il momento di scaricare e salvare le informazioni da internet, conoscenze particolarmente utili in merito a temi quali la medicina alternativa, la scienza e la vera storia della nostra società . Memorizzare in modo permanente, su disco o meglio ancora sulla carta. Facciamo in modo che non ce li portino via.

Questo è il momento di creare un internet alternativo, che non possano controllare. Tre filoni principali sono stati citati in articoli recenti: –

Vale anche la pena di attuare misure anti-sorveglianza, come descritto in – Tecniche per evitare la sorveglianza e la Censura
Non sappiamo quanto tempo abbiamo – Cerchiamo di non sprecarlo.

 


Per concessione di Tlaxcala
Fonte: http://www.globalresearch.ca/the-war-on-media-freedom-undermining-the-independent-alternative-online-media-eu-to-manipulate-internet-search-engines/5321104
Data dell’articolo originale: 30/01/2013
URL dell’articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=9474

Fonte: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=9474

LIBERIAMO L’ITALIA

di Gianni Lannes
Se la sovranità appartiene di diritto legale al popolo sovrano, se il denaro è dei cittadini, perché allora le banche (istituzioni private) prestano i quattrini speculando con il signoraggio? In primo luogo la BCE di mister Draghi Mario (uno dei traditori della patria), servitori di due e più padroni.
Il nodo cruciale da sciogliere è sotto gli occhi: l’Italia è notoriamente ostaggio della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e appunto della rinomata ditta criminale BCE.
Il punto è classico: chi controlla i controllori al vertice? Nessuna anima viva. Dopo i Trattati di Maastricht e di Lisbona, i Parlamenti nazionali sono stati definitivamente esautorati e le Costituzioni sospese. Ergo: con queste regole antidemocratiche nessun mago può ristabilire la legalità e restituire la sovranità perduta. Chi millanta tali possibilità mente spudoratamente. Inoltre, è da ingenui, se non da cretini o servi nel caso peggiore, chiedere al potere per conto terzi (ossia delegato dall’estero) di riformarsi. Non è sanando qualche spreco istituzionale che si rimette in sesto un Paese, ma azzerando il debito pubblico (superiore a 2 mila miliardi di euro), frutto di una colossale truffa e di una gigantesca speculazione finanziaria a danno del popolo italiano e dei popoli europei (ma non solo). Occorrono misure drastiche.

Una dittatura si abbatte: punto e basta, senza troppe chiacchiere. E noi italiani siamo privi oltre che di sovranità anche di libertà.

C’è un problema ormai insopportabile, incancrenito: la massoneria, infiltratasi da tempo immemorabile anche nel Vaticano. Un miscuglio nebuloso di sette segrete che tramano nell’ombra da troppo tempo impunemente. Sarebbe ora di smascherarne tutti i componenti ed i caporioni, per poi spazzarli via definitivamente (in senso legale ovviamente). Questi individui demoniaci vogliono instaurare un nuovo ordine mondiale sulla pelle di gran parte dell’umanità. Il punto di partenza potrebbe essere l’inchiesta giudiziaria del magistrato Agostino Cordova, decollata dalla Calabria e poi passata di mano ad altri magistrati per via della competenza territoriale, ed infine incredibilmente archiviata.
Domanda facile: perché in Italia non si rimuovono i segreti istituzionali e della NATO?  
Uno Stato che agisce all’insegna dello spreco e della liquidazione forzata delle fonti di reddito proprie ma soprattutto dei suoi cittadini, va liquidato senza tanti giri di parole per garantire democrazia, liberta e giustizia sociale.
Vige il motto: divide et impera. Breve riflessione a margine: la pratica dell’odio e della paura rende le masse sempre più manipolabili. E’ l’ora di unire, non dividere le forze buone in campo, senza più abbagli grulleschi. Non abbiamo bisogno di comici vip che incassano fior di milioni con le loro stravaganze e si danno pure delle arie da montati. L’Italia non è uno Stato di diritto, ma un sistema forte e prepotente di apparati e consorterie in finta concorrenza, grazie alla nostra passività e disattenzione.

Hic et nunc. Liberiamoci di queste catene e restituiamo dignità al nostro Paese. Abbiamo l’obbligo verso i giovani e le future generazioni, di fare qualcosa di concreto e positivo. In una parola: il bene comune.

Britannia, unità navale di proprietà della regina Elisabetta Windsor, al vertice della massoneria inglese


Britannia: do you remember? Vediamo un pò se al pensionato d’oro, anzi di platino, Giuliano Amato (papabile prossimo presidente della Repubblica) torna la memoria. E’ stato lui, uno di quelli che ha maggiormente contribuito a tradire l’Italia dopo il famigerato incontro del Britannia.
 
Ragionier Grillo ha qualcosa da dire a proposito dell’incontro segreto da lei tenuto nel 2008 con l’ambasciatore USA, Ronald Spogli? Nel suo esclusivo interesse, si attendono esaurienti spiegazioni. Altrimenti, il suo ostinato silenzio sarà eloquente anche per ciechi, sordi e grullini, pardon grillini.
 
EIR:

Fonte: Su La Testa! di Gianni Lannes

Arriva il chip RFID

Si parla del chip RFID, quello che vogliono impiantare su qualsiasi persona nel mondo. Basta pensare che negli USA dal 2013 per gli statunitensi sarà obbligatorio. E in Italia, dal 2014 sta arrivando la Carta d’identità unificata, che conterrà la carta di identità elettronica e tessera sanitaria. Il documento elettronico, dotato di un microchip, conterrà tutte le informazioni anagrafiche e sanitarie dei cittadini. E da lì si passerà direttamente al chip sottocutaneo RFID. Pure negli USA sono partiti con un documento unico per poi passare al chip sottocutaneo!

A cosa servirà? Ad assoggettare l’intera umanità sotto controllo…

Facciamo un esempio:
Esci dagli schemi, rompi le regole. Loro che fanno (chi sta al potere, ovvio)? Spengono il chip che hai sottopelle, negandoti qualsiasi diritto…
Perché tutto passerà da questo chip: la tua identità, i tuoi diritti, i tuoi soldi, tutto! E senza cosa farai? NIENTE!
Gente… SVEGLIATEVI!