Brzezinski, il burattinaio della crisi ucraina

Chomsky l’ha definito «Signore del Nuovo ordine mondiale». È la mente della politica estera di Obama. Ha un’ossessione: rendere innocuo il Cremlino. [Franco Fracassi]


Brzezinski è la mente occulta della politica estera di Obama. Al Dipartimento di Stato la sua parola conta più di quella del segretario John Kerry.

Brzezinski è la mente occulta della politica estera di Obama. Al Dipartimento di Stato la sua parola conta più di quella del segretario John Kerry.

di Franco Fracassi

«È più facile ammazzare milioni di persone che controllarle». Così ragione la fredda mente ministro degli Esteri ombra di Barak Obama, dell’uomo che ha pianificato la crisi ucraina, facendola precipitare sul ciglio della guerra civile. Zbigniew Brzezinski è uno dei fondatori, insieme a David Rockefeller, della Commissione Trilaterale, è membro del Club Bilderberg e gran maestro della massoneria. È lui che ha pianificato l’invasione sovietica dell’Afghanistan, facendo cadere il Cremlino in una trappola. È lui che ha costruito il sindacato polacco Solidarnosc, portandolo ad avere un ruolo essenziale nella caduta del Muro di Berlino. È dalla sua mente che è nato il mito di Osama bin Laden e di Al Qaida. È lui che ha ideato il complesso sistema economico, politico, militare e mediatico che sta dietro le oltre venti rivoluzioni che hanno sconvolto il pianeta negli ultimi quattordici anni. «È il Signore del Nuovo ordine mondiale», l’ha definito Noam Chomsky.

Ha scritto il quotidiano britannico “The Guardian”: «Brzezinski sta facendo di tutto per impegnare la Russia e l’Europa in una guerra fredda che paralizzi le loro economie e la loro espansione. Secondo fonti interne al Dipartimento di Stato, il polacco non avrebbe alcun problema se la guerra si trasformasse da fredda a calda, se iniziassero a tuonare i cannoni. Per lui l’Ucraina non è che l’ennesimo teatro dove va in scena l’ennesimo tentativo di affondare le ambizioni egemoniche di Mosca. Chi se ne frega se poi qualche migliaio (o di più) di ucraini ci rimetterà la pelle, o se l’Europa resterà senza gas, o la Russia piomberà nel caos».


Brzezinski è membro del Club Bilderberg da più di trent’anni.

Brzezinski considera «l’Eurasia il perno della politica e dell’economia mondiale». In altre parole, sostiene che per dominare il pianeta bisogna controllare il vasto territorio che va dalla catena himalayana all’Europa orientale, passando per il Medio Oriente e il Mar Nero. Non è un caso che le guerre più devastanti, le rivoluzioni, i sommovimenti politici e il terrorismo degli ultimi trentacinque anni siano per lo più da circoscrivere in quell’area: l’Eurasia di Brzezinski.

«L’era tecnologica porterà a una società più controllata. Una società dominata da un’élite, estranea ai valori tradizionali. Presto sarà possibile effettuare una sorveglianza quasi continua su ogni cittadino, creando un gigantesco data base mondiale. Un data base che sarà in mano all’élite dominante». Il Brzezinski pensiero riassume pregevolmente lo scandalo datagate, originato dall’attività di spionaggio della National Security Agency. Il politologo polacco, però, non si riferisce al governo degli Stati Uniti, ma a un’élite. Per lui il potere non risiede dentro la Casa Bianca, bensì all’interno di esclusivi circoli politico-economico-militari. Che si riferisse al Bilderberg o alla Trilateral?


Brzezinski accanto a un giovane Osama bin Laden. È stato lui a creare il personaggio bin Laden. Molti, nel mondo dell’intelligence, sostengono che sia sempre lui ad aver creato al Qaida.

Nato a Varsavia nel 1928, Brzezinski è la mente della politica estera Usa da quando Nixon si è dimesso dalla Casa Bianca, e con lui ha abbandonato la scena Henry Kissinger. Il suo nemico numero uno era l’Unione Sovietica, per poi diventare, ossessivamente, la Russia. Il giornalista e scrittore Stephen Kinzer, uno dei maggiori esperti statunitensi di geopolitica ha scritto: «Dal crollo dell’Unione Sovietica, nel 1991, gli
Stati
Uniti
hanno instancabilmente perseguito una strategia di accerchiamento della Russia, proprio come hanno fatto con altri presunti “nemici” come Cina e Iran. Hanno portato nella Nato dodici Paesi dell’Europa centrale, tutti ex alleati di Mosca. Ora, le forze militari degli Stati Uniti sono ai confini della Russia. La crisi ucraina è in parte il risultato di un calcolo che sta plasmando la politica statunitense nei confronti di Mosca dai tempi della guerra fredda: ogni perdita della Russia equivale ad una vittoria americana, e qualsiasi fatto positivo per la Russia diventa automaticamente negativo per gli Stati Uniti. Si tratta di un approccio che intensifica il confronto, invece che allentarlo».

Ecco che cosa ha scritto Brzezinski della crisi ucraina: «L’Occidente dovrebbe subito dare legittimità al nuovo governo dell’Ucraina. L’incertezza sul suo status giuridico potrebbe tentare Putin a ripetere la sua farsa della Crimea. L’Occidente dovrebbe rendere esplicito che l’esercito ucraino può contare su aiuti occidentali immediati e diretti, in modo da rafforzare le sue capacità di difesa. Non si dovrebbe lasciare a Putin dubbio alcuno sul fatto che un attacco contro l’Ucraina comporterebbe un impegno bellico prolungato e costoso, e gli ucraini non dovrebbero temere in alcun modo di trovarsi abbandonati. Nel frattempo, le forze della Nato, in coerenza con il piano di emergenza dell’organizzazione, dovrebbero essere messe in allerta. Una dichiarazione di totale disponibilità a un immediato ponte aereo in Europa per le unità aviotrasportate statunitensi sarebbe politicamente e militarmente significativo. Se l’Occidente vuole evitare un conflitto non deve mostrare più alcuna ambiguità nei confronti della Russia riguardo alle conseguenze di un ulteriore uso della forza nel cuore dell’Europa».


Nel piano di Brzezinski la rivoluzione ucraina non è altro che un passo in più verso l’annientamento dell’Impero russo.

Ecco come si stanno traducendo in atti concreti queste affermazioni. Il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel, ha detto che il Pentagono incrementerà la formazione congiunta delle forze Nato in Polonia e intensificherà le pattuglie aeree dell’Alleanza nei Paesi baltici. Una fregata lanciamissili, la USS Taylor, sopo aver pattugliato l’area costiera russa durante le Olimpiadi di Sochi è ancora ancorata in Turchia, in un porto del Mar Nero. Funzionari turchi hanno confermato, al “Washington Post”, di aver autorizzato una nave da guerra della marina statunitense ad attraversare lo Stretto del Bosforo nel Mar Nero, diretta al largo delle acque ucraine. Secondo “Russia Today”, «Il cacciatorpediniere USS Truxton si sta dirigendo verso il Mar Nero».

Un’escalation militare iniziata con il massacro di piazza Maidan (cinquantacinque morti solo tra i manifestanti), punto di non ritorno della rivoluzione ucraina. Eccidio per cui è stato accusato l’ex presidente Viktor Yanukovich (su di lui rischia di scattare un mandato di cattura internazionale per crimini contro l’umanità) e i suoi complici a Mosca.


Manifestazione di militanti di Svoboda, il partito nazista ucraino che ha condotto militarmente la protesta di piazza Maidan. Oggi Svoboda può contare su quatro ministri nel nuovo governo. Il simbolo sulle bandiere è quello della divisione Ss Galizien.

In realtà, come Popoff ha già scritto, la responsabilità è da attribuire a qualcuno all’interno della galassia dei dimostranti. In base a un’indagine fatta personalmente dal ministro degli Esteri estone (Paese appartenente alla Nato e, certamente, da annoverare nella schiera dei detrattori di Putin) Urmas Paet, a uccidere manifestanti e poliziotti sarebbero stati gli stessi cecchini, tiratori scelti che appoggiavano la protesta di piazza Maidan. Si sospetta, addirittura, possa essersi trattato di mercenari statunitensi atterrati segretamente a Kiev una delle notti precedenti al massacro.

Paet ha raccontato tutta la storia al ministro degli Esteri dell’Unione Europea Catherine Ashtone. Ma nulla è accaduto, se non un goffo tentativo della diplomatica britannica di smentire la telefonata e i risultati dell’inchiesta. Costringendo, così, il governo estone a riaffermare le sue conclusioni in una nota ufficiale: «Il nostro ministro degli Esteri ha confermato che la registrazione della sua conversazione con il capo della politica estera dell’Unione europea corrisponde alla realtà. Urmas Paet ha detto che i cecchini, che hanno sparato contro i manifestanti e la polizia a Kiev, sono stati ingaggiati dai leader di Maidan. Durante la conversazione, Paet ha sottolineato che “cresce ulteriormente la convinzione che dietro i cecchini non c’era Yanukovich, ma un elemento della nuova coalizione”. Il ministero degli Affari Esteri ha anche rilasciato sul suo sito internet una dichiarazione, in cui afferma che la registrazione della conversazione telefonica intercettata tra Paet e Ashton è “autentica”».


Una giornalista parla dal quartier generale dei manifestanti di piazza Maidan. Dietro di lei una svastica. Una parte rilevanti di quella protesta ha una chiara matrice nazista. Per Brzezinski non ha importanza con chi ti allei, purché sia nemico del tuo nemico.

Cosa curiosa, il nuovo governo ucraino ha deciso di non avviare alcuna inchiesta ufficiale sul massacro di piazza Maidan, la più sanguinosa strage avvenuta nel Paese dalla fine della seconda guerra mondiale.

Per Brzezinski le dimostrazioni e le rivoluzioni sono una cosa positiva solo se rientrano all’interno di una strategia eterodiretta, e solo se controllabili. «Il movimento mondiale di resistenza è fuori controllo, ed è guidato da un attivismo populista che minaccia di far deragliare la transizione verso un nuovo ordine mondiale. A causa dei nuovi mass media instantanei, come la radio, la television e internet, si è risvegliata l’illusione diffusa della coscienza politica di massa. Questa resistenza populista sta dimostrando di essere difficile da sopprimere».


L’idea di Brzezinski è di far sì che il mondo sia controllato da un’élite, grazie anche all’utilizzo spregiudicato della tecnologia e di internet.

Fonte: POPPOFF

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UN MONDO DI ESSERI INFERIORI DA STERMINARE

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/05/nuovo-ordine-mondiale-come-si-stermina.html

di Gianni Lannes

Malattie inventate in laboratorio e morte. La salute è ormai un lusso nel medioevo tecnologico del terzo millennio corrente. Mentre l’élite globale consolida bunker sotterranei, mangia cibi di prima qualità, e nasconde in casseforti artiche semi biologici; gli sparuti negazionisti – decisamente cretini – compresa gran parte della popolazione mondiale muore lentamente di avvelenamento da scie chimiche,  e per intossicazione da cibo industriale e perfino geneticamente modificato, ormai da decenni. L’imperativo è ovviamente categorico: la gente non deve sapere niente. Altrimenti farebbero una rivoluzione perfino nell’arretrata Italia imbottita di rimbambiti. Non a caso nel Belpaese è stata chiusa l’anno scorso la banca del seme naturale che aveva sede a Bari. Un tesoro naturale di biodiversità che il popolo italiano quando si sveglierà dal letargo rimpiangerà davvero. Monsanto docet!
Dunque ignoranza galoppante, stupidità contagiosa e avidità senza limiti. Ci sono imbecilli a pagamento o dementi nullafacenti che blaterano di complottismi. E i media sotto padrone pompano le bufale di regime, coadiuvati dagli esperti di turno e da luminari a parcella e poltrona inamovibile. E così le agenzie di intelligence alimentano la confusione, soprattto su internet. Il problema vero è la mistificazione della realtà in atto a danno dei popoli. Incredibile: le vittime si scannano tra di loro e applaudono pure; insomma sono più realiste del re.
Ingiustificate ed assurde misure di austerità destinate in gran parte ai poveracci vengono imposte su tutte le ex nazioni del mondo. Eventi meteorologici estremi diventano più micidiali e più frequenti delle guerre, mentre terremoti, eruzioni e cataclismi sono all’ordine del giorno nell’agenda militare a stelle e strisce, ma non solo.

 
Kissinger & Rockefeller

Il macellaio internazionale Henry Kissinger (uno dei padrini dell’organizzazione terroristica Bilderberg, nella quale militano anche – ma ai gradini inferiori – Enrico Letta e Mario Monti, solo per fare due nomi ), al quale è stato assegnato addirittura il  Nobel, ha elaborato un memorandum che riguarda la riduzione della popolazione mondiale come priorità per la salvaguardia delle politiche U.S.A. L’obiettivo di ridurre drasticamente la popolazione mondiale è in atto. anche mediante l’aerosolterapia bellica quotidiana a base di sostanze tossiche come alluminio e bario.  Il memorandum porta la data del 24 Aprile 1974 ed e’ intitolato “Le implicazioni riguardanti la crescita della popolazione mondiale per la sicurezza degli Stati Uniti d’America“.

National Security Study Memorandum 200: Implications of Worldwide Population Growth for U.S. Security and Overseas Interests:

http://pdf.usaid.gov/pdf_docs/PCAAB500.pdf

 

Kissinger propose gli esperimenti di eugenetica come priorità assoluta, poichè affermava che in futuro gli U.S.A avrebbero avuto sempre più bisogno di risorse e che quindi le unità di esseri viventi andavano ridotte per la salvaguardia dei popoli occidentali. Oggi tali politiche vengono portate avanti persino dal Club Roma, un ordine molto potente con sede in Italia che vede il suo massimo ispiratore in Aurelio Peccei.

Donald Rumsfield, ad esempio, si è sempre adoperato per la raccolta fondi mirata alla creazione di armi probite usate poi a scopi bellici. La fondazione Bill Gates invece, altra pedina del sistema – con il magnate Bill usurpatore di programmi informatici che gli hanno permesso di diventare ricco in termini esclusivamente economici – porta avanti una mastodontica campagna a favore di pericolose vaccinazioni.

 
Un passo indietro. Verso la fine degli anni ’50 lo zio Sam si pone il problema della sovrappopolazione. I tecnici di regime avanzarono le alternative I, II e III, sostenendo sia il rilascio di virus mortali che la guerra perpetua per ridurre la popolazione mondiale. La prima supposizione combacia perfettamente con gli interessi finanziari del sistema di potere dominante sul globo terrestre.

 Un esempio eclatante. Il clan Rockefeller è proprietario di metà dell’industria farmaceutica statunitense, che raccoglie ingenti somme di denaro per  sviluppare e diffondere farmaci per “combattere” i prossimi virus mortali di laboratorio da diffondere nell’ignara popolazione.
Nel 1969 il Comitato Church del Senato scoprì che il dipartimento della Difesa USA (DoD) aveva chiesto un bilancio di decine di milioni di dollari dei contribuenti, per un programma per accelerare lo sviluppo di nuovi virus che prendessero di mira e distruggessero il sistema immunitario umano. I funzionari del dipartimento della Difesa testimoniarono al Congresso che avevano in programma di produrre «un agente biologico sintetico, un agente che non esiste in natura e per cui non potrebbe essere acquisita nessuna immunità naturale… ancor più importante è che potrebbe essere refrattario ai processi immunologici e terapeutici da cui dipendiamo per mantenere la nostra relativa libertà dalle malattie infettive».
L’House Bill 5090 ha autorizzato i fondi e l’MK-NAOMI è stata gestita a Fort Detrick, nel Maryland. Da questa ricerca è stato generato artificialmente il virus dell’AIDS usato contro gli elementi indesiderabili della popolazione. I primi virus dell’AIDS furono somministrati attraverso una massiccia campagna di vaccini contro il vaiolo in Africa centrale e meridionale, da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1977. Per la cronaca: l’OMS è una costola dell’Onu che ha sede a New York su un  terreno di proprietà di David Rockefeller.
Un anno dopo apparvero sui maggiori quotidiani statunitensi notizie che sollecitarono dei “promiscui volontari maschi gay” di prendere parte a uno studio sul vaccino contro l’epatite B. Il programma mirava agli omosessuali maschi di età tra i 20 e 40 anni di New York, Los Angeles, Chicago, St. Louis e San Francisco. Fu somministrato dai Centri per il Controllo delle Malattie statunitensi.
San Francisco fu un obiettivo di numerosi esperimenti della CIA, a causa della sua elevata popolazione di cittadini non allineati politicamente e gay, che gli Illuminati vedevano e considerano tuttora come indesiderabili. Secondo i dati ufficiali a San Francisco vi era uno i più alti tassi di cancro del Paese. Per anni il Malation, per primo sviluppato dai nazisti, fu spruzzato sulla città da elicotteri dell’Air Evergreen, ossia della CIA.  I Bilderbergs,   ordinarono al DoD d’introdurre il virus dell’AIDS.
I Bilderbergers sono parte integrante del Club di Roma, fondato in una tenuta dei Rockefeller presso Bellagio, in Italia. Non a caso uno studio risalente al 1968 del Club di Roma propugnava l’abbassamento del tasso di natalità e l’aumento del tasso di mortalità. Il fondatore dell’esclusivo sodalizio, Aurelio Peccei, fece una raccomandazione top-secret per introdurre un microbo che attaccasse il sistema auto-immunitario, e quindi sviluppare un vaccino profilattico per l’elite mondiale.   Un mese dopo, nel 1968, il Club di Roma accolse le tesi di Paul Ehrlich che pubblicò The Population Bomb. Il libro accennava a un piano di spopolamento draconiano. A pagina diciassette Ehrlich scrive:
«Il problema si sarebbe potuto evitare con il controllo della popolazione… in modo che una ‘soluzione mortale’ non doveva esserci».
I Bilderbergers erano dietro la politica di spopolamento di Haig-Kissinger, forza motrice del dipartimento di Stato e controllata dal Consiglio di Sicurezza Nazionale. Pressioni furono applicate sui Paesi del terzo mondo per ridurre le proprie popolazioni. Coloro che non lo rispettarono videro l’aiuto statunitense trattenuto o furono soggetti al Piano Rosa di guerra a bassa intensità contro obiettivi civili, soprattutto donne in età fertile. In Africa carestia e guerre furono incoraggiate.
Nel 1975, un anno dopo aver frequentato una  conferenza del Club di Roma sul tema, il segretario di Stato Henry Kissinger fondò l’Ufficio degli Affari sulla Popolazione (OPA). L’ufficiale dell’OPA latinoamericana, Thomas Ferguson, vuotò il sacco sulla sua agenda quando dichiarò: «C’è un unico tema dietro tutto il nostro lavoro, dobbiamo ridurre la popolazione. O lo facciamo a modo nostro, attraverso metodi pulite e morbidi, o avremo il tipo di disordine che abbiamo in El Salvador, o in Iran o a Beirut… Una popolazione fuori controllo  richiede un governo autoritario, anche il fascismo, per ridurla… I professionisti non sono interessati a ridurre la popolazione per motivi umanitari… Le guerre civili sono un po’ estenuanti nel ridurre una popolazione. Il modo più rapido per ridurre la popolazione è con la fame, come in Africa.  Entriamo in un Paese e diciamo questo è il vostro dannato piano di sviluppo, buttatelo e iniziate a guardare la vostra popolazione… se non lo fate… allora avrete un El Salvador o un Iran, o peggio, una Cambogia».
Ferguson disse di El Salvador: «Per fare quello che il dipartimento di Stato ritiene un adeguato controllo della popolazione, la guerra civile (gestita dalla CIA), avrebbe dovuto essere notevolmente ampliata. Si dovevano trascinare i maschi nella lotta e uccidere un numero significativo di donne fertili, in età fertile. State uccidendo un piccolo numero di maschi e di femmine non fertili, non basta… Se la guerra continua per 30-40 anni, si potrebbe realizzare qualcosa. Purtroppo, non abbiamo troppi casi di questo tipo da studiare».
Nel 1961, i funzionari dell’amministrazione Kennedy, McGeorge Bundy, Robert McNamara e Dean Rusk, tutti membri del CFR e del Bilderberger, crearono un team di studio. Il gruppo si era riunito a Iron Mountain, un enorme rifugio antiatomico sotterraneo presso Hudson, New York, dove si trova il think tank del CFR, l’Istituto Hudson. Il bunker contiene uffici ridondanti, in caso di attacco nucleare, di Exxon Mobil, Royal Dutch/Shell e di JP Morgan Chase. Una copia delle discussioni del gruppo, noto come Rapporto da Iron Mountain, fu fatta trapelare da un partecipante e fu pubblicata nel 1967 da Dial Press. Gli autori del rapporto vedevano la guerra necessaria e desiderabile, affermando testualmente:

«La guerra stessa è il sistema sociale di base, nel quale le altre modalità secondarie dell’organizzazione sociale confliggono o  cospirano. (La guerra è) la principale forza dell’organizzazione… lo stabilizzatore economico fondamentale delle società moderne.” Il gruppo temeva che attraverso “la leadership ambigua“, la “classe dirigente amministrativa” possa perdere la capacità di “razionalizzare una guerra desiderata“, che porti alla “effettiva destabilizzazione delle istituzioni militari». E ancora: «…al sistema della guerra non può responsabilmente essere consentito di scomparire… sappiamo esattamente ciò che abbiamo intenzione di mettere al suo posto… La possibilità di una guerra fornisce il senso della necessità esterna, senza cui nessun governo può rimanere a lungo al potere… L’autorità di base di uno Stato moderno sul proprio popolo risiede nei suoi poteri di guerra.  La guerra serve come ultima grande salvaguardia contro l’eliminazione delle classi necessarie».

 Il Rapporto da Iron Mountain continua a proporre un ruolo adeguato alle classi inferiori, dando credito alle istituzioni militari nel fornire «elementi antisociali con un ruolo accettabile nella struttura sociale. Il più giovane e il più pericoloso di questi gruppi sociali ostili furono  tenuti sotto controllo dal sistema di coscrizione… Un possibile sostituto del controllo dei potenziali nemici della società è la reintroduzione, in forma coerente tramite la moderna tecnologia e il processo politico, della schiavitù… Lo sviluppo di una sofisticata forma di schiavitù può essere un prerequisito assoluto per il controllo sociale in un mondo in pace».
I criminali di Iron Mountain erano anche entusiasti all’idea della schiavitù, indicata come altra sostituzione socioeconomica alla guerra: un programma completo di benessere sociale, un gigantesco programma spaziale finalizzato ad obiettivi irraggiungibili, un regime permanente di controllo delle armi, un’onnipresente polizia globale (Nato Eurogendfor) e “forza di pace”, massiccio inquinamento ambientale globale che richiederebbe una enorme lavoro per sanarlo, sport sanguinari socialmente orientati e un programma globale d’eugenetica. Il genocidio iracheno è stato un banco di prova dove le forze armate anglo-americane hanno sperimentato sulla popolazione civile armamenti di ultima generazione.
Il genocidio iracheno per mano armata di Washington. Le stime sulle vittime irachene durante la guerra del Golfo furono variabili, ma comunque sottostimate. Alcune organizzazioni come Greenpeace (finanziata dai Rockefeller) posero i morti intorno al milione di persone, soprattutto bambini. E’ stata una guerra in cui i media hanno negato qualsiasi informazione su una scala mai vista prima Victor Filatov, giornalista russo di Sovetskaja Rossija, nella Baghdad del dopoguerra scrisse: «Di quali ulteriori spargimenti di sangue sentono la necessità questi barbari del 20° secolo? Ho pensato che gli statunitensi fossero cambiati dopo il Vietnam… ma no, non cambiano mai. Rimangono fedeli a se stessi».

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=kissinger

Cittadini spiati: è peggio di come sapevamo

Cittadini spiati: è peggio di come sapevamo

Recentemente, abbiamo appreso che la NSA riceveva tutti i dati relativi a chiamate telefoniche dei clienti di Verizon, per un periodo di tre mesi che ha avuto inizio ad Aprile.

Stiamo parlando di “tutto tranne il contenuto della telefonata”: chi ha chiamato chi, dove si trovavano le persone al telefono, quanto è durata la chiamata. Tutto ciò per milioni di persone, sia americani che stranieri. Questi “metadati” permettono al governo di tracciare, durante questo periodo, i movimenti di chiunque, e di costruire un quadro molto dettagliato e preciso di chi ha parlato con chi. Si tratta esattamente degli stessi dati che il Dipartimento di Giustizia ha raccolto sui giornalisti della Associated Press.

The Guardian ha diffuso queste rivelazioni dopo aver ricevuto la copia di un memo riservato, presumibilmente da un informatore anonimo. Noi non sappiamo se le altre compagnie telefoniche hanno consegnato anche i loro dati alla NSA. Noi non sappiamo se la NSA ha chiesto i dati a Verizon episodicamente o se ha rinnovato queste richieste su base continuativa; l’ordine è partito pochi giorni dopo che gli autori degli attentati di Boston sono stati catturati dalla polizia.

Ci sono molte cose che noi non sappiamo a proposito di come il governo ci spia, ma alcune cose le sappiamo. Noi sappiamo che l’FBI ha prodotto decine di migliaia di ultra-segrete “National Security letters” per raccogliere ogni sorta di informazione sulle persone – noi riteniamo milioni di persone – e che ha abusato nello spiare gli utenti dei servizi di cloud-computing. Noi sappiamo che essi possono raccogliere una vastissima congerie di dati personali da Internet senza bisogno di alcun mandato. Sappiamo inoltre che l’FBI, per gli ultimi venti anni, ha continuato a intercettare i dati delle comunicazioni di telefonia cellulare – ad eccezione del contenuto delle telefonate – senza mandato, e che può usare il microfono di alcuni tipi di cellulari come cimice, quando gli apparati sono spenti, presumibilmente solo tramite l’emanazione di un mandato.

Noi sappiamo che la NSA ha numerosi programmi di sorveglianza “domestica” e di data-mining con nomi in codice come Trailblazer, Stellar Wind, e Ragtime, e che usa deliberatamente nomi in codice diversi per indicare programmi in realtà molto simili tra loro, al fine di ostacolare eventuali attività di controllo e di nascondere quello che sta veramente accadendo. Noi sappiamo che la NSA sta costruendo un enorme data center nello Utah, per immagazzinare tutti questi dati, e che sta predisponendo reti ancora più veloci per consentirne la trasmissione e l’elaborazione. Noi sappiamo che lo US Cyber Command impiega 4.000 persone.

Noi sappiamo che il Dipartimento di Sicurezza Nazionale sta anch’esso raccogliendo una enorme quantità di dati su persone, e che gli uffici di polizia locali stanno predisponendo “fusion centers” per raccogliere e analizzare questi dati, e che stanno insabbiando e nascondendo le notizie sui propri fallimenti in questi progetti. Tutto ciò fa parte di un ampio programma di militarizzazione delle forze di polizia.

Ricordate il 2003, quando il Congresso non approvò il finanziamento di un programma decisamente inquietante, denominato “Total Information Awareness”? Bene: il TIA non è morto; ha semplicemente cambiato nome ed è stato suddiviso in più programmi più piccoli.

Noi sappiamo che le grandi corporations stanno portando avanti un enorme quantità di lavoro di spionaggio per conto del governo.

E noi sappiamo tutto questo non grazie all’onestà ed alla sincerità del governo, ma principalmente grazie a tre canali non ufficiali di comunicazione: suggerimenti emersi inavvertitamente, o esplicite ammissioni fatte da funzionari governativi nel corso di audizioni o deposizioni in aule di giustizia, da informazioni ricavate da documenti governativi ottenuti grazie alle procedure del Freedom of Information Act, nonché da confidenti inseriti in strutture del governo.

Ci sono ancora moltissime cose che noi non conosciamo, e spesso quello che conosciamo è superato. Conosciamo un bel po’ del programma della NSA Echelon grazie a un’investigazione dell’Unione Europea condotta nel 2000, così come sappiamo del piano del Dipartimento di Sicurezza Nazionale dal 2002 definito Total Information Awareness, ma conosciamo molto meno circa il modo in cui questi programmi si sono alla fine evoluti. Possiamo fare delle inferenze in merito alle nuove installazioni che la NSA sta costruendo nello Utah, basandoci su stime di informazioni che provengono da diverse fonti, come il costo della potenza di calcolo, o i requisiti dei sistemi di alimentazione elettrica degli edifici in corso di costruzione, ma si tratta, bene che vada, di tirare a indovinare. Per la maggior parte di tutto questo, siamo completamente al buio.

E questo è un male.

Il governo degli Stati Uniti si sta sbronzando di segretezza. Classifica come segrete sempre più informazioni come mai in passato. E noi veniamo a sapere, ogni giorno di più, che il nostro governo regolarmente classifica dei fatti o delle informazioni come segreti, non perché questi fatti o queste informazioni debbano realmente essere tenuti segreti, ma perché la loro diffusione creerebbe scandalo e imbarazzo.

Sapere in che modo il governo ci spia è importante. Non solo perché la maggior parte di queste attività è illegale – o, a voler essere proprio caritatevoli, perché si basa su una interpretazione romanzata della legge – ma perché noi abbiamo il diritto di sapere. Il presupposto di una democrazia che funzioni in modo appropriato è una cittadinanza informata, e la trasparenza e il principio di responsabilità sono parte essenziale di ciò. Questo significa sapere cosa il nostro governo sta facendo a noi, nel nostro nome e per nostro conto. Questo significa sapere che il governo sta operando entro i limiti della legge. Diversamente, vivremo in uno a stato di polizia.

Noi abbiamo bisogno di informatori e obiettori.

Diffondere segreti senza essere perseguiti è difficile. È quasi impossibile mantenere la privacy nell’era di Internet. Wikileaks sembra ancora essere una piattaforma sicura – Bradley Manning non è stato catturato a causa di difetti tecnologici, ma perché qualcuno di cui si fidava lo ha tradito – ma il governo USA sembra essere riuscito a distruggerla come piattaforma. Nessuno degli spin-off di Wikileaks sembra ancora aver raggiunto un grado di sviluppo sufficiente a raccoglierne l’eredità. Il «New Yorker» recentemente ha presentato presentato la sua piattaforma Strongbox per la gestione di informazioni di provenienza riservata; è una piattaforma nuova ma sembra ben progettata. «Wired» recentemente ha fornito una serie di buoni suggerimenti su come diffondere informazioni riservate alla stampa per telefono, e-mail, o per posta. Il “National Whistleblowers Center” ha una pagina dedicata agli informatori in materie inerenti la sicurezza nazionale ed i loro diritti.

Far trapelare segreti è anche molto pericoloso. L’amministrazione Obama si è imbarcata in una vera e propria guerra ai whistle-blowers, perseguendoli sia legalmente che mediante atti di intimidazione, spingendosi più in là di quanto si fosse spinta qualunque altra precedente amministrazione. Mark Klein, Thomas Drake e William Binney sono tutti stati perseguiti per aver esposto i dettagli tecnici del nostro stato di sorveglianza. Bradley Manning è stato trattato crudelmente ed in modo inumano – e probabilmente anche torturato – per aver diffuso segreti del Dipartimento di Stato.

Le azioni condotte dall’amministrazione Obama contro Associated Press, la persecuzione di Julian Assange, e la causa, senza precedenti, contro Bradley Manning, accusato di aver «aiutato il nemico», dimostrano quanto essa è disposta a spingersi ancora in avanti nell’intimidazione degli informatori – e dei giornalisti che parlano con loro.

Ma diffondere i segreti è vitale, e non solo con riferimento alle attività di spionaggio poste in essere dal governo. È necessario per un buon governo, e affinché noi tutti siamo protetti dagli abusi del potere.

Recentemente, abbiamo appreso che la NSA riceveva tutti i dati relativi a chiamate telefoniche dei clienti di Verizon, per un periodo di tre mesi che ha avuto inizio ad Aprile.

Stiamo parlando di “tutto tranne il contenuto della telefonata”: chi ha chiamato chi, dove si trovavano le persone al telefono, quanto è durata la chiamata. Tutto ciò per milioni di persone, sia americani che stranieri. Questi “metadati” permettono al governo di tracciare, durante questo periodo, i movimenti di chiunque, e di costruire un quadro molto dettagliato e preciso di chi ha parlato con chi. Si tratta esattamente degli stessi dati che il Dipartimento di Giustizia ha raccolto sui giornalisti della Associated Press.

The Guardian ha diffuso queste rivelazioni dopo aver ricevuto la copia di un memo riservato, presumibilmente da un informatore anonimo. Noi non sappiamo se le altre compagnie telefoniche hanno consegnato anche i loro dati alla NSA. Noi non sappiamo se la NSA ha chiesto i dati a Verizon episodicamente o se ha rinnovato queste richieste su base continuativa; l’ordine è partito pochi giorni dopo che gli autori degli attentati di Boston sono stati catturati dalla polizia.

Ci sono molte cose che noi non sappiamo a proposito di come il governo ci spia, ma alcune cose le sappiamo. Noi sappiamo che l’FBI ha prodotto decine di migliaia di ultra-segrete “National Security letters” per raccogliere ogni sorta di informazione sulle persone – noi riteniamo milioni di persone – e che ha abusato nello spiare gli utenti dei servizi di cloud-computing. Noi sappiamo che essi possono raccogliere una vastissima congerie di dati personali da Internet senza bisogno di alcun mandato. Sappiamo inoltre che l’FBI, per gli ultimi venti anni, ha continuato a intercettare i dati delle comunicazioni di telefonia cellulare – ad eccezione del contenuto delle telefonate – senza mandato, e che può usare il microfono di alcuni tipi di cellulari come cimice, quando gli apparati sono spenti, presumibilmente solo tramite l’emanazione di un mandato.

Noi sappiamo che la NSA ha numerosi programmi di sorveglianza “domestica” e di data-mining con nomi in codice come Trailblazer, Stellar Wind, e Ragtime, e che usa deliberatamente nomi in codice diversi per indicare programmi in realtà molto simili tra loro, al fine di ostacolare eventuali attività di controllo e di nascondere quello che sta veramente accadendo. Noi sappiamo che la NSA sta costruendo un enorme data center nello Utah, per immagazzinare tutti questi dati, e che sta predisponendo reti ancora più veloci per consentirne la trasmissione e l’elaborazione. Noi sappiamo che lo US Cyber Command impiega 4.000 persone.

Noi sappiamo che il Dipartimento di Sicurezza Nazionale sta anch’esso raccogliendo una enorme quantità di dati su persone, e che gli uffici di polizia locali stanno predisponendo “fusion centers” per raccogliere e analizzare questi dati, e che stanno insabbiando e nascondendo le notizie sui propri fallimenti in questi progetti. Tutto ciò fa parte di un ampio programma di militarizzazione delle forze di polizia.

Ricordate il 2003, quando il Congresso non approvò il finanziamento di un programma decisamente inquietante, denominato “Total Information Awareness”? Bene: il TIA non è morto; ha semplicemente cambiato nome ed è stato suddiviso in più programmi più piccoli.

Noi sappiamo che le grandi corporations stanno portando avanti un enorme quantità di lavoro di spionaggio per conto del governo.

E noi sappiamo tutto questo non grazie all’onestà ed alla sincerità del governo, ma principalmente grazie a tre canali non ufficiali di comunicazione: suggerimenti emersi inavvertitamente, o esplicite ammissioni fatte da funzionari governativi nel corso di audizioni o deposizioni in aule di giustizia, da informazioni ricavate da documenti governativi ottenuti grazie alle procedure del Freedom of Information Act, nonché da confidenti inseriti in strutture del governo.

Ci sono ancora moltissime cose che noi non conosciamo, e spesso quello che conosciamo è superato. Conosciamo un bel po’ del programma della NSA Echelon grazie a un’investigazione dell’Unione Europea condotta nel 2000, così come sappiamo del piano del Dipartimento di Sicurezza Nazionale dal 2002 definito Total Information Awareness, ma conosciamo molto meno circa il modo in cui questi programmi si sono alla fine evoluti. Possiamo fare delle inferenze in merito alle nuove installazioni che la NSA sta costruendo nello Utah, basandoci su stime di informazioni che provengono da diverse fonti, come il costo della potenza di calcolo, o i requisiti dei sistemi di alimentazione elettrica degli edifici in corso di costruzione, ma si tratta, bene che vada, di tirare a indovinare. Per la maggior parte di tutto questo, siamo completamente al buio.

E questo è un male.

Il governo degli Stati Uniti si sta sbronzando di segretezza. Classifica come segrete sempre più informazioni come mai in passato. E noi veniamo a sapere, ogni giorno di più, che il nostro governo regolarmente classifica dei fatti o delle informazioni come segreti, non perché questi fatti o queste informazioni debbano realmente essere tenuti segreti, ma perché la loro diffusione creerebbe scandalo e imbarazzo.

Sapere in che modo il governo ci spia è importante. Non solo perché la maggior parte di queste attività è illegale – o, a voler essere proprio caritatevoli, perché si basa su una interpretazione romanzata della legge – ma perché noi abbiamo il diritto di sapere. Il presupposto di una democrazia che funzioni in modo appropriato è una cittadinanza informata, e la trasparenza e il principio di responsabilità sono parte essenziale di ciò. Questo significa sapere cosa il nostro governo sta facendo a noi, nel nostro nome e per nostro conto. Questo significa sapere che il governo sta operando entro i limiti della legge. Diversamente, vivremo in uno a stato di polizia.

Noi abbiamo bisogno di informatori e obiettori.

Diffondere segreti senza essere perseguiti è difficile. È quasi impossibile mantenere la privacy nell’era di Internet. Wikileaks sembra ancora essere una piattaforma sicura – Bradley Manning non è stato catturato a causa di difetti tecnologici, ma perché qualcuno di cui si fidava lo ha tradito – ma il governo USA sembra essere riuscito a distruggerla come piattaforma. Nessuno degli spin-off di Wikileaks sembra ancora aver raggiunto un grado di sviluppo sufficiente a raccoglierne l’eredità. Il «New Yorker» recentemente ha presentato presentato la sua piattaforma Strongbox per la gestione di informazioni di provenienza riservata; è una piattaforma nuova ma sembra ben progettata. «Wired» recentemente ha fornito una serie di buoni suggerimenti su come diffondere informazioni riservate alla stampa per telefono, e-mail, o per posta. Il “National Whistleblowers Center” ha una pagina dedicata agli informatori in materie inerenti la sicurezza nazionale ed i loro diritti.

Far trapelare segreti è anche molto pericoloso. L’amministrazione Obama si è imbarcata in una vera e propria guerra ai whistle-blowers, perseguendoli sia legalmente che mediante atti di intimidazione, spingendosi più in là di quanto si fosse spinta qualunque altra precedente amministrazione. Mark Klein, Thomas Drake e William Binney sono tutti stati perseguiti per aver esposto i dettagli tecnici del nostro stato di sorveglianza. Bradley Manning è stato trattato crudelmente ed in modo inumano – e probabilmente anche torturato – per aver diffuso segreti del Dipartimento di Stato.

Le azioni condotte dall’amministrazione Obama contro Associated Press, la persecuzione di Julian Assange, e la causa, senza precedenti, contro Bradley Manning, accusato di aver «aiutato il nemico», dimostrano quanto essa è disposta a spingersi ancora in avanti nell’intimidazione degli informatori – e dei giornalisti che parlano con loro.

Ma diffondere i segreti è vitale, e non solo con riferimento alle attività di spionaggio poste in essere dal governo. È necessario per un buon governo, e affinché noi tutti siamo protetti dagli abusi del potere.

Noi abbiamo bisogno di conoscere i dettagli della reale estensione delle capacità operative di spionaggio dell’FBI. Noi non sappiamo quali informazioni siano ormai in modo abituale raccolte sui comuni cittadini americani, quali ulteriori informazioni siano ancora raccolte su quelli che fanno parte delle diverse liste di osservati speciali, e quali giustificazioni legali siano invocate dall’FBI per le sue azioni. Noi non sappiamo quali siano i prossimi piani dell’FBI per le future attività di raccolta dei dati. Noi non sappiamo quali scandali o azioni illegali – passate e presenti – siano attualmente insabbiati.

Noi abbiamo anche bisogno di sapere quali dati siano raccolti dalla NSA, sia nel territorio americano che a livello internazionale. Noi non sappiamo in quale misura la NSA raccolga i dati clandestinamente, o in che misura si basi su accordi con le varie grandi aziende. Noi non sappiamo quanto il “password cracking” sia utilizzato per accedere a dati cifrati, e quanto la NSA utilizzi le vulnerabilità dei sistemi informatici per accedere a informazioni protette. Noi non sappiamo se la NSA inserisca deliberatamente delle backdoor nei sistemi che vuole monitorare, con o senza l’autorizzazione dei produttori dei sistemi di comunicazione.

E noi abbiamo bisogno di sapere in dettaglio che tipo di analisi fanno queste organizzazioni. Noi non sappiamo cosa viene intercettato rapidamente al punto di raccolta dei dati, cosa viene archiviato per essere analizzato in un secondo momento, e per quanto tempo questi dati vengono tenuti in archivio. Noi non sappiamo che tipo di attività di profilazione vengano eseguite sui vari database, quanto sia massivo il livello dell’analisi dei dati ripresi dai droni e dai sistemi di videosorveglianza, quanto vengono spinte le procedure di analisi comportamentale, o quanto estensivamente vengano tracciate le attività degli amici o dei familiari delle persone che si trovano sulle loro liste dei monitorati speciali.

Noi non sappiamo quanto grande sia diventato l’apparato di sorveglianza degli Stati Uniti oggi, sia in termini di denaro speso, che di persone impiegate, né quante persone siano oggi sorvegliate e quanti dati siano raccolti. Le moderne tecnologie rendono oggi possibile monitorare in modo esteso sempre più gente – le recenti rivelazioni che riguardano la NSA dimostrano che essa potrebbe facilmente sorvegliare “chiunque” – rispetto a quanto sia mai stato fatto manualmente.

Quel che fanno coloro che fanno trapelare i segreti è la risposta morale a un’attività immorale posta in essere da chi è al potere. Quello che conta, qui, è quali siano i programmi e i metodi usati dal governo, non i dati dei singoli individui.

Mi rendo conto che sto chiedendo a uomini e donne di affrontare il rischio di un comportamento pericoloso e illegale. Fatelo con cura e con la massima sicurezza possibile, ma – e sto parlando proprio con voi che lavorate su uno di questi programmi segreti e probabilmente illegali – fatelo.

Se vedete qualcosa, dite qualcosa. Ci sono molte persone negli Stati Uniti che vi ammireranno e vi apprezzeranno.

Fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=387433984698290&set=a.249590151816008.50771.249588228482867&type=1

UE: La guerra alla libertà dei Media

Per indebolire i Media alternativi indipendenti online, l’UE si appresta a “regolamentare” i motori di ricerca Internet
La guerra alla libertà dei Media

 

Nathan Allonby
Tradotto da  Anna Moffa

 

Un nuovo rapporto della Commissione europea raccomanda la regolamentazione delle notizie in internet, attraverso la modificazione dei motori di ricerca per controllare l’accesso ai “luoghi della cospirazione”, la creazione di agenzie stampa europee governative e la formazione di nuovi“quadri di giornalisti professionisti … per … scienza, tecnologia, finanza o  medicina “.

Il rapporto sollecita anche i politici europei e i leader delle istituzioni europee a tenere conferenze stampa regolarmente, ad emergere dalle ombre e a  prendere il centro della scena come veri leader europei. Questo segna l’inizio di una nuova era per l’Unione europea, e per il suo controllo sui media. Se state leggendo questo negli Stati Uniti o in Canada, siate consapevoli del fatto che ciò che succede in Europa potrebbe accadere anche in America del Nord, a causa dell’ Area di cooperazione euro-atlantica. Si tratta di un processo di convergenza attraverso il quale l’Europa e il Nord America adotteranno politiche simili su “libertà”, giustizia e sicurezza, da attuare entro il 2014, cosa che sembra si possa applicare alle ultime proposte sui media.
 
Il rapporto ( mezzi di informazione liberi e pluralistici per sostenere la democrazia europea ) è stato pubblicato questo mese da un Gruppo di Alto Livello (GAL), istituito dalla Commissione europea, e che includeva l’ex presidente della Lettonia e un ex ministro della giustizia tedesco. Il criterio alla base di questo rapporto è stato in una costante fase di elaborazione per qualche tempo. Gli obiettivi descritti nel 2011 includevano: – la possibilità di “riconquistare” la libertà  di stampa, con particolare riferimento ad alcuni paesi specifici, tra cui Ungheria, Francia, Italia, Romania e Bulgaria, per aumentare i servizi d’informazione dell’Unione europea, e regolamentare i media internet e i social media come Twitter e Facebook. L’ultimo di questi obiettivi ha ricevuto attenzione da parte dell’UE dopo i disordini di Londra. (Cfr. La stampa in Europa: la libertà  e il pluralismo a rischio | EurActiv )
Alcuni dei punti chiave del rapporto sono i seguenti:
  • L’UE chiede l’autorità  legale (“competenza”) per regolare la stampa e i media d’informazione.
  • In questo contesto, la relazione non offre alcuna definizione di ciò che costituisce “giornalismo” e di ciò che sarà  regolato, ma raccomanda piuttosto “il dibattito tra tutte le parti interessate su … orientamento per i giudici”.
  • Una gran parte della relazione riguarda i mezzi di comunicazione, internet e i nuovi motori di ricerca. Si propone l’inclusione dei motori di ricerca nella regolamentazione dei media.
  • La relazione approva in particolare i commenti di  Cass Sunstein su  internet ed estremismo. La relazione del GAL dice che “Cass Sunstein, ad esempio, solleva preoccupazioni sul fatto che Internet consentirà  alle persone di essere meno impegnate nella società, viste le capacità  crescenti di filtraggio personalizzato e la presenza decrescente di … giornali … indubbiamente un impatto potenzialmente negativo sulla democrazia … possiamo arrivare a leggere e sentire quello che vogliamo, e nient’altro che quello che vogliamo. La preoccupazione è che le … persone dimentichino che le alternative esistono e diventino così  incapsulate in posizioni rigide da ostacolare la costruzione del consenso nella società.” Il rapporto continua, “l’isolamento e la frammentazione dell’informazione, insieme all’incapacità  di controllare e valutare le fonti, possono avere un impatto negativo sulla democrazia“.
  • Per far fronte a questo, si propone l’inclusione dei motori di ricerca nella regolamentazione dei media. Si evidenzia che i motori di ricerca hanno un notevole impatto sul contenuto visualizzato e sull’importanza con la quale viene presentato: – “Il nuovo ambiente mediatico aumenta l’importanza dei ‘gate-keepers‘, intermediari digitali che sono la via di accesso ad Internet (ad esempio, i motori di ricerca e i social network) … Per questi attori, solo l’UE ha la capacità effettiva di regolarli
  • I siti che riproducono articoli (“aggregatori di notizie” e “intermediari digitali”) potrebbero essere oggetto di nuove restrizioni per imporre un contenuto equilibrato. Il rapporto afferma che “gli intermediari digitali, come i motori di ricerca, aggregatori di notizie, social network … dovrebbero essere inclusi nel monitoraggio del settore. Il ruolo sempre più rilevante che essi esercitano nel migliorare o limitare il pluralismo dei media deve essere preso in considerazione, soprattutto quando iniziano a produrre contenuti. Tuttavia, bisogna fare attenzione a distinguere tra i media che pubblicano lavoro direttamente, e servizi che consentono agli utenti di ripubblicare o linkare il lavoro di altre persone. “
  • Si propone una sovvenzione a sostegno del giornalismo responsabile, del giornalismo che soddisfa determinati criteri – “Ci dovrebbe essere razionalizzazione e coordinamento del sostegno e del finanziamenti per un giornalismo di qualità”.
  • Il rapporto suggerisce che ci dovrebbero essere borse di studio per la formazione di giornalisti investigativi – “al fine di costruire quadri di giornalisti professionisti competenti per operare nel giornalismo investigativo, borse giornalistiche dovrebbero essere offerte [presso le] Università  e i centri di ricerca …  finanziate dalla UE. Le borse di studio … sarebbero particolarmente utili per il giornalismo investigativo, o per addestrare i giornalisti alla mediazione tra temi complessi quali la scienza, la tecnologia, la finanza o la medicina e il grande pubblico. “
  • Il rapporto suggerisce che “l’alfabetizzazione mediatica dovrebbe essere insegnata nelle scuole a partire dal liceo. Il ruolo che i media svolgono in una democrazia funzionante dovrebbe essere attentamente esaminato nel quadro dei piani di studio nazionali“.
  • “Il GAL fa riferimento alla fondazione del Centro per il Pluralismo e la Libertà dei Media a Firenze nel dicembre 2011, incaricato di dare vita a studi politici e documenti” e “al finanziamento di progetti di ricerca come MEDIADEM (politiche europee in materia di media: valorizzazione e recupero di mezzi di informazione liberi e indipendenti nei sistemi democratici contemporanei) “
  • L’Agenzia europea per i diritti fondamentali viene presentata come uno dei principali attori della strategia.
  • L’UE diventaterebbe una presenza regolare nei telegiornali. Si suggerisce che “gli attori politici dell’Unione europea hanno una speciale responsabilità  nell’attivazione di … copertura stampa europea. I presidenti delle istituzioni dell’Unione europea dovrebbero organizzare regolarmente interviste con … i media nazionali in tutta l’UE. “
  • Si suggerisce inoltre che “i finanziamenti per le reti multimediali europee transnazionali (inclusi gli elementi quali oneri per i costi di traduzione, di viaggio e di coordinamento) dovrebbero essere una componente essenziale della politica europea sui media. Il sostegno ai giornalisti specializzati in tematiche transnazionali dovrebbe essere incluso in tali finanziamenti. “
Su quanto pubblicato sopra si potrebbero fare le seguenti osservazioni e commenti:
  • Molti sono sorpresi che il primo ministro David Cameron e il governo del Regno Unito si siano rifiutati di creare un nuovo regolamento per la stampa in risposta alla relazione Leveson. Forse perché erano già in attesa della relazione del Gruppo ad Alto Livello e di un piano d’azione coordinato a livello europeo? Sembra che il governo britannico stia promuovendo i controlli sui social media a causa dei disordini estivi del 2011. Il pubblico britannico si è abituato al riciclaggio della politica, laddove il governo britannico spinge l’UE a introdurre misure impopolari, e accusa di questo qualcun altro.
  • Le proposte di controllo sui motori di ricerca devono essere considerate sintomatiche. Le proposte controllerebbero l’accesso alle informazioni, piuttosto che i media semplicemente.
  • La tecnologia per modificare i risultati di ricerca è già molto sofisticata, essendo stata perfezionata in Cina per oltre un decennio. Google ha recentemente abbandonato le funzioni anti-censura del suo motore di ricerca – secondo alcuni a causa della pressione del governo cinese, che aveva ridotto l’accesso ai servizi di Google. Nel frattempo i controlli cinesi su internet sono diventati notevolmente più sofisticati, per esempio, con la capacità  di rilevare e tagliare le connessioni quando sono in funzione Tor, Onion, crittografia o le reti Virtual Privacy Networks (VPNs).
  • Rispetto alla “costruzione del consenso nella società”, anche se la relazione europea del GAL dice “Chiaramente non è possibile costringere le persone ad utilizzare i media che non vogliono”, allo stesso modo nulla nella relazione sembra escludere la restrizione dell’accesso a determinati materiali o punti di vista.
  • Le raccomandazioni europee del GAL dovrebbero essere viste come proposte, sia nell’Unione europea che nel Regno Unito, di memorizzare le ricerche su Internet e i siti web visitati. La Direttiva sulla conservazione dei dati nel settore delle telecomunicazioni dell’UE attualmente è in fase di revisione e il Parlamento europeo ha votato nel 2010 perché fosse estesa alla registrazione di tutte le ricerche su Internet.
  • La relazione del GAL è una descrizione sommaria di principi generali, i cui dettagli non sono ancora disponibili.
  • La presente relazione segna l’annuncio pubblico di una guerra a lungo termine contro la libertà dei media che è stata pianificata accuratamente, almeno dal 2011.
  • Questo è solo l’inizio. Il finanziamento del nuovo Centro per il pluralismo e la libertà dei mediae dei progetti di ricerca come MEDIADEM creerà  un settore per generare nuove proposte e nuove normative.
  • L’UE è destinata a diventare un elemento costante nelle nostre notizie, con la creazione, negli Stati membri dell’UE, di nuove agenzie di stampa, canali multimediali e giornalisti finanziati e addestrati dall’UE, che riporteranno un nuovo modello di narrazione europea “transnazionale”, per dare risalto all’Unione europea e alle sue istituzioni. I politici dell’UE e i leader delle istituzioni dell’Unione europea saranno presenti nei telegiornali regolarmente.
  • Sembra che l’Unione europea sia destinata ad uscire  dalle ombre per prendere il centro della scena nelle notizie politiche, come vero governo politico dell’Europa.
  • Per interessante contrasto, l’Unione europea si è mossa per ridurre la trasparenza interna e l’accesso ai documenti , come le bozze di legge. Si vedranno più cose, ma meno contenuti.
  • Le proposte di “pluralismo” ed equilibrio sembrano in grado di incidere in misura significativa su molti siti internet di notizie alternative.
  • I siti che includono una miscela di notizie “aggregate” (link da altri siti o articoli riprodotti da altri siti) e contenuti originali – forse la maggior parte dei siti di notizie alternative – sembrano rientrare nel quadro di nuove proposte in materia di controlli per una copertura equilibrata.
  • La menzione dei tribunali ha un suono sinistro. La Corte di Giustizia Europea (CGE) ha svolto un ruolo significativo nel promuovere la portata e i poteri dell’UE, e in effetti si comporta come un importante organo legislativo a sé stante.
  • Il rapporto non menziona il significativo allontanamento del pubblico dalle notizie mainstream dei media tradizionali, come TV e giornali, che sembra riflettere una diffusa insoddisfazione per il tipo di copertura delle notizie e per i contenuti che cercano di promuovere.
  • La proposta di sovvenzionare tali notizie riflette il fatto che il pubblico proprio non se la beve.
  • Anche se non viene dichiarato, forse è per questo che la relazione si propone di ri-educare il pubblico, a partire dalla scuola.
  • C’è un evidente conflitto tra un autentico pluralismo nei mezzi di comunicazione e l’obiettivo di“costruzione del consenso nella società”. La relazione del GAL riguarda quest’ultimo. Benvenuti in una nuova forma di “pluralismo” – un pluralismo  regolamentato, armonizzato e politicamente-ortodosso.
  • Storicamente, i controlli sulla stampa hanno sempre soppresso le critiche ai governi, non hanno mai aumentato l’equilibrio.
  • La copertura mediatica mainstream in generale è fortemente di parte – filo-governativa, in termini di quantità  di copertura e rilievo, rispetto a punti di vista opposti.
  • Sarebbe ingenuo pensare che i nuovi requisiti per una copertura equilibrata ridurrebbero in qualche modo l’inclinazione a favore dei governi negli articoli. Per esempio, dobbiamo aspettarci che la preoccupazione del rapporto riguardo al fatto che “le persone dimentichino che le alternative esistono e diventino così  incapsulate in posizioni rigide intende sollecitare una maggiore copertura di punti di vista alternativi critici dell’establishment? Questo significa verosimilmente che la menzione degli eventi del 9-11 dovrebbe in futuro essere bilanciata menzionando che una parte significativa della popolazione contesta la versione ufficiale? I rapporti sulle nuove misure di sicurezza anti-terrorismo sarebbero bilanciati dalla segnalazione che la maggioranza della popolazione non è d’accordo sulla loro giustificazione? La segnalazione del dibattito in Parlamento sarebbe bilanciata dalla menzione che alcune questioni sono bandite dalla discussione, o che sia il governo che l’opposizione sono guidati da Bilderbergers che sostengono simili punti di vista fino allo stremo e sostengono politiche simili?
  • Un equilibrio bilanciato non è praticato dai media mainstream – per esempio, non hanno presentato la versione dei fatti dal punto di vista del governo di Gheddafi in Libia o di Assad in Siria, nonostante ci fossero delle ragionevoli giustificazioni per farlo. Gli articoli nel periodo precedente alle invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq non erano equilibrati, con notevoli rapporti grossolanamente falsi, come le fantasie sulle grotte di bin-Laden a Tora Bora. Tuttavia, non è questo il tipo di rapporti che i governi stanno cercando di cambiare.
  • La creazione di nuovi “quadri di giornalisti professionisti … per … la scienza, la tecnologia, la finanza o la medicina”, suggerisce che si tratta di settori chiave in cui la Commissione Europea non è contenta della presentazione o vuole prendere il controllo del dibattito. Pensate alla medicina alternativa, alle colture GM, al riscaldamento globale, all’energia nucleare e alla crisi bancaria, per citarne alcuni. Si tratta di settori in cui i media alternativi hanno avuto un impatto significativo.

Come dobbiamo rispondere a questo?

La cosa più importante è non restare passivi – queste sono ancora solo proposte e devono ancora essere formalmente accettate dalla Commissione europea. Questo è il momento della protesta e dell’opposizione. Vale la pensa di osservare gli sviluppi nel Regno Unito  perchè si ritiene che al  Regno Unito sarà offerta la conduzione della cyber-sicurezza e del controllo in Europa. C’è una schiacciante disapprovazione pubblica delle proposte di sorveglianza internet – la consultazione parlamentare sulla legislazione ha ricevuto 19.000 e-mail contro, 0 a favore. Tuttavia, anche se la normativa potrebbe essere bloccata (temporaneamente), non lo sarà l’investimento multi-miliardiario nel programma di sorveglianza su internet. Sembra che l’approccio del governo alla democrazia abbia raggiunto lo stadio “Allora, come hai intenzione di fermarci?” Hanno capito che l’opposizione può essere rumorosa, ma è anche disorganizzata e non ha una strategia contro l’applicazione senza il consenso pubblico.

Un solo fattore che il governo può aver trascurato è che la strategia per la sorveglianza su internet del governo Britannico  richiede un partenariato pubblico-privato e la collaborazione attiva degli operatori commerciali come i fornitori di motori di ricerca (ad esempio Google) e le reti sociali. Anche se il governo non può essere influenzato dall’opinione pubblica, sembra estremamente probabile che le organizzazioni commerciali sarebbero profondamente colpite dalla cattiva pubblicità  e dalle vendite in calo. La pressione coordinata dei consumatori potrebbe facilmente fornire un’importante battuta d’arresto ai piani del governo, e probabilmente creare le premesse per una completa ritirata – se solo l’opposizione potesse essere coordinata. Sfortunatamente, questo aspetto dell’analisi del governo è corretto – l’opposizione dell’opinione pubblica è disorganizzata e in gran parte inefficace.

Questo è dovuto principalmente alla passività  e alla compiacenza. In aggiunta ad una precedente indagine sull’introduzione di carte di identità  in tutto il mondo, l’autore di questo articolo spiega anche l’opposizione a tali regimi, nazione per nazione. Anche se l’introduzione di questi sistemi è stato organizzato e coordinato a livello globale, l’opposizione si è rivelata disorganizzata e raramente organizzata anche a livello nazionale – il versante globalista ha quasi completato la sua prima vittoria, il pubblico non si è ancora svegliato. Nonostante l’articolo venga letto da centinaia di migliaia di persone e sia stato tradotto in diverse lingue, solo una manciata di persone ha risposto all’invito a contattare l’autore. Questo riflette il livello di passività  che ha ostacolato l’organizzazione di una vera opposizione.

Se mai ci sarà una qualsiasi opposizione, questo è il momento di stabilire un contatto con gli altri, per far partire un’opposizione transnazionale . Dobbiamo costruire ponti reali tra persone – un contatto umano diretto, faccia a faccia, per quanto possibile – prima che l’UE inizi a monitorare, regolare e chiudere l’accesso a Internet. Allo stato attuale, è relativamente facile leggere e pubblicare articoli, trovare e collegarsi con persone che sono in disaccordo con l’agenda mainstream, globalista – presto, questo potrebbe essere molto più difficile, quando non potremo più comunicare facilmente.

Questo è anche il momento di scaricare e salvare le informazioni da internet, conoscenze particolarmente utili in merito a temi quali la medicina alternativa, la scienza e la vera storia della nostra società . Memorizzare in modo permanente, su disco o meglio ancora sulla carta. Facciamo in modo che non ce li portino via.

Questo è il momento di creare un internet alternativo, che non possano controllare. Tre filoni principali sono stati citati in articoli recenti: –

Vale anche la pena di attuare misure anti-sorveglianza, come descritto in – Tecniche per evitare la sorveglianza e la Censura
Non sappiamo quanto tempo abbiamo – Cerchiamo di non sprecarlo.

 


Per concessione di Tlaxcala
Fonte: http://www.globalresearch.ca/the-war-on-media-freedom-undermining-the-independent-alternative-online-media-eu-to-manipulate-internet-search-engines/5321104
Data dell’articolo originale: 30/01/2013
URL dell’articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=9474

Fonte: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=9474

GOVERNANCE MONDIALE NEL 2013

DI NICHOLAS WEST
È incredibile che parlare di un governo mondiale in molti circoli sia ancora considerato un argomento complottista. Fortunatamente, il risveglio politico mondiale a cui si riferiva l’ arci-globalista Zbigniev Brzezinski (1) sta fornendo sempre più giustificazioni per un uso del linguaggio globalista.
Uno spererebbe che una iniziativa relativamente nuova del Council on Foreign Relations, che si sta espandendo, possa mettere a tacere ogni voce riguardo il desiderio di formare un governo globale che presumibilmente ponga fine ai problemi del mondo.
L’ iniziativa chiamata Council of Councils (2) è stata presentata ad una recente tavola rotonda dove si discuteva dei principali problemi del mondo e dove si riteneva necessaria una cooperazione multilaterale. Le discussioni e le raccomandazioni rilasciate da questa convention di esperti sono importanti da tenere a mente la prossima volta che vi bollano come complottisti. Il titolo della tavola rotonda era: Sfide per un Governo Globale nel 2013.
Proprio come abbiamo già visto da altri think tank come il Project For A New American Century, The Royal Society (3), Brookings Institute (4), ed altri, le loro idee sono diventate realtà con una frequenza che non è una coincidenza, così dovremmo prestare molta attenzione a quello che dicono. 
L’ iniziativa del Council of Councils fu annunciata nel marzo del 2012 e identifica chiaramente una strategia per la formazione di alleanze attraverso una serie problemi comuni stabiliti dal CFR. Importante da notare che sin dall’ inizio il CFR si è dichiarato come non schierato, ed è qui che vengono ingannati i neofiti. Non schierato suona come una cosa positiva, che va oltre le solite divisioni politiche, suona come indipendente e alla oggettiva ricerca della verità.
Comunque, quando si capisce che nelle loro parole, “i membri fondatori del Council of Councils comprendono istituzioni leader del diciannovesimo secolo, a cui ha seguito il Group of Twenty (G20)”, si comincia ad avere un accenno che la loro versione di non schierato significa che sono flessibili all’ uso di qualsiasi linguaggio politico sia loro utile per raggiungere i loro risultati che vanno oltre ogni concetto di nazionalismo.
Il partito del CFR è un Partito Unico Mondiale 
Ci sono state molte previsioni per il 2013 (5): politiche, economiche (6) e ambientali. Queste previsioni fanno un grande passo verso la conferma quando leggiamo gli scritti dei think tank di elite: loro ci dicono esplicitamente qual è il piano. Le conferenze stesse illustrano molto di quello che ci possiamo aspettare dall’ agenda globalista per il 2013, e sembra allinearsi perfettamente con gli eventi che punterebbe in favore di un sistema unico mondiale dal controllo centralizzato.
Dal sito del CFR
CONFERENZE
conferenza regionale di Mosca del Council of Councils (7) 12-13 dicembre 2012
Il 12 e 13 dicembre 2012 il CFR si raduna per la seconda conferenza regionale del Council of Councils: “Russia, Europa e il futuro della Global Governance”
i partecipanti discuteranno questi quattro temi principali
-la presidenza della Russia per il G20
-la crisi dell’ Eurozona e l’ economia mondiale
-la Siria e la funzione del Consiglio di Sicurezza UN
-cybersicurezza e riforme istituzionali
agenda della conferenza regionale di Mosca del Council of Councils (8)
documenti della conferenza: Prospettive per la presidenza della Russia al G20 (9)
conferenza regionale a Singapore del Council of Councils (10)
30-31 ottobre 2012
Il 30 e 31 ottobre 2012 il CFR si raduna per la prima conferenza regionale del Council of Councils: “L’ Asia ad un punto di svolta: priorità principali per il ventunesimo secolo”
i partecipanti discuteranno questi cinque temi principali
-stabilizzare il sistema finanziario mondiale
-far avanzare la liberalizzazione del commercio
-rafforzare la sicurezza marittima e la libertà di navigazione
-valutare le proliferazione di minacce in Asia
-il futuro dell’ Asian Security Cooperation
report dei relatori per il Council of Councils Asia Regional Conference (11)
agenda della Council of Councils Asia Regional Conference (12)
Conferenza Inaugurale del Council of Councils (13)
12-13 marzo 2012
Il CFR si raduna per la conferenza inaugurale del Council of Councils il 12 e 13 marzo a Washington, DC. I partecipanti affronteranno quattro temi principali
-lo stato generale della governance mondiale e cooperazione multilaterale
-lo status della non-proliferazione nucleare (focus sull’ Iran)
-il futuro del dollaro come moneta di riserva mondiale
-i criteri per gli interventi umanitari, sulla scia del cambio di regime in Libia, e del perdurare della crisi in Siria
I documenti qua sopra sono di pesante lettura, come minimo, ma fanno eco a quello che vediamo continuamente svolgersi sul palcoscenico mondiale al punto tale che possono essere intesi come un modello.
I temi qua sopra possono essere riassunti in queste 5 direttive:
1- gestire il collasso dell’ economia mondiale e il declino del dollaro come moneta di riserva mondiale (stabilizzare il sistema finanziario mondiale)
2- gestire gli “interventi umanitari” tramite una rappresentanza delle Nazioni Unite (mantenendo la narrazione del violento dittatore, necessaria per un cambio di regime)
3- gestire l’ Eurasia, i.e. L’ influenza economica della Cina e l’ influenza politica della Russia (liberalizzazione del commercio in Asia e la presidenza della Russia al G20)
4- gestire il nucleare negli “stati canaglia” (Corea del Nord e Iran, “proliferazione”)
5- gestire internet (cybersicurezza e relative istituzioni)
Per capire come operano i manager della crisi come il CFR, dobbiamo guardare le loro false premesse. Ogni singolo punto citato come necessario di una riforma è stato creato in anticipo, così da poter tenere conferenze e proporre una vasta gamma di soluzioni.
Collasso Economico: Think Tank come il CFR vorrebbero farci credere che la crisi economica che stiamo affrontando sia semplicemente accaduta, forse per cattive politiche o scarse regolamentazioni in alcuni paesi. Comunque, il collasso economico che abbiamo visto è la diretta conseguenza del consolidamento del sistema bancario mondiale in 6 mega-banche che ora sono al di sopra della legge. Un governo mondiale accrescerà solo questo problema, passando dal consolidamento per arrivare ad un sistema bancario mondiale spadroneggiato dalle stesse entità che hanno saccheggiato il pianeta. Inoltre gli sforzi sembrano concentrati per imporre un sistema bancario privato in ogni paese per controllare la moneta. Le banche centrali sono il vero obbiettivo delle guerre imperialiste dell’ Occidente (14).
Interventi Umanitari: si possono usare tutti gli eufemismi del mondo, ma non esiste una bomba d’ amore; eppure questo è quello che si propone ogni volta. Soprattutto il CFR cita questi interventi dopo la distruzione e lo smantellamento della Libia – prima era il paese economicamente e socialmente più ricco del Nord Africa e ora è in frantumi e lasciato nelle mani di una compagnia di genocidi (15). La Siria è ora in procinto di essere salvata dalla campagna di bombardamenti della NATO, dai rifornimenti di armi verso i terroristi di Al-Qaeda dell’ opposizione, e dalle campagne di propaganda che hanno lo scopo di convincere la comunità mondiale – ancora una volta – che armi di distruzione di massa sono state usate dall’ attuale regime contro il suo stesso popolo. E anche questo regime probabilmente cadrà, seguito da genocidi settari (16).
Destabilizzazione del Medio Oriente: Questa è la versione pesante che si traduce in una vera e propria dichiarazione di guerra. Le guerre in Medio Oriente sono iniziate sempre con una menzogna, ed ogni azione in seguito è stata ad appannaggio della minaccia delle armi di distruzione di massa. C’ è un’ adesione di facciata pagata per “la povera gente oppressa da (riempite voi)”, ma abbiamo visto la morte di più di un milione di civili iracheni, civili afghani, e l’ aumento di vittime civili per l’ attacco di droni in tutto il Medio Oriente e in Africa. Le opprimenti sanzioni imposte all’ Iran (17) sono il primo focolaio di una vera e propria guerra che potrebbe tradursi in milioni e milioni di vittime. Questa crescente destabilizzazione è integrata nel sistema globalista, non certo qualcosa che vogliono evitare.
Riorganizzazione Geopolitica: Questa potrebbe anche essere chiamata egemonia globale. Da tutto questo caos scaturirà ordine, secondo think tank come il CFR. L’ eliminazione dei “paesi canaglia” è il cuore dell’ agenda globalista, che ricerca l’ unificazione nelle mani di poche e potenti regioni.
Nel 1974 Brzezinski rispose alla domanda: Che cos’ è il Nuovo Ordine Mondiale?
Dobbiamo cambiare il sistema internazionale per un sistema globale in cui nuove forze attive e creative – sviluppate recentemente – dovrebbero essere integrate.
Questo è stato usato con grandi risultati dagli Stati Uniti per iniziare guerre dove regimi “terroristi” potevano essere sovvertiti o smantellati, e le loro bandiere (risorse) catturate. Allo stesso modo, le guerre finanziarie creano il bisogno di riorganizzazione. Come dichiarato nella Prospettive per la presidenza della Russia al G20 (18):
In generale, gli autori vorrebbero vedere il G20 emergere dall’ essere un semplice comitato di crisi per diventare un gruppo direttivo duraturo per l’ economia mondiale…
Un approccio più spietato a chi arriva a partecipare ai tavoli importanti e il numero di presentazioni formali fatte durante gli incontri sarebbe un altro importante contributo alla Russia per tornare alle origini. (il grassetto è mio)
Ci sono infatti molte pedine sulla Grande Scacchiera, ma sembra essere un’ urgenza fare del 2013 un anno di trasformazione nel “Grande Gioco” (19) che potrebbe portare allo scenario di una Terza Guerra Mondiale come definitivo consolidamento sia politico che economico.
Controllo di Internet: La Cina ha appena implementato la registrazione nominale (20) per gli utenti di internet. Se questa imposizione può essere fatta su oltre un miliardo di persone, come faranno gli Stati Uniti a resistere? Comunque gli Stati Uniti non sono abituati ad un sistema gestito centralmente così esplicito come la Cina, avranno quindi bisogno di false flag che terrorizzino per implementare queste politiche draconiane. È già tutto scritto, l’ annuncio di virus sponsorizzati dallo stato (21) come lo Stuxnet e la sua progenie, così come il terribile avvertimento proveniente dalla McAfee riguardo un quasi certo Progetto Blitzkrieg (22), che dovrebbe essere realizzato nel 2013 con lo scopo di colpire le istituzioni finanziarie.
Conclusioni 
L’ agenda per una governance globale esiste e lo spostamento verso un governo mondiale è in esecuzione. Le soluzioni discusse alle conferenze del think tank coprono diverse discipline, geopolitica, scienza, salute, economia e comunicazioni. Sono tutti inizi per una fusione in un’ agenda globale di controllo centralizzato. Questa fusione si sta manifestando a ritmo accelerato, in coppia con il rapido risveglio dell’ umanità alla sua condizione di schiavitù. Siamo, come il titolo di un libro di Brzezinski del 1970, Between of Two Ages (Tra due Epoche) (23). È l’ epoca dei meccanismi di controllo di potere impazziti e bloccati in una battaglia di ere con lo spirito di quelli che rifiutano di essere controllati totalmente.
Il 2013 sembra essere la soglia dove scopriremo quale forza avrà lo slancio per decidere del futuro.
Postfazione
Qui ci sono alcuni estratti presi da un recensore su Amazon.com di Between Two Ages, con i commenti del recensore (tra parentesi) ed i miei (grassetto); dovrebbero illustrare che o Brzezinski è un legittimo profeta, oppure è stato strumentale all’ orchestrazione di un think tank di quello che abbiamo visto accadere.
Between Two Ages è stato pubblicato nel 1970
“L’ era tecnotronica richiede l’ apparizione graduale di una società più controllata. Tale società dovrebbe essere dominata da un’ elite libera dai valori tradizionali. Presto sarà possibile far valere una sorveglianza quasi completa su ogni cittadino e mantenere file aggiornati con gran parte delle informazioni personali del cittadino. Questi file saranno oggetto di recupero istantaneo da parte delle autorità” (Eccellente previsione anche se adesso è un po’ peggio) – Intercettazioni senza mandato sono state approvate per altri 5 anni (24), togliendo ogni vincolo alla nuova struttura della NSA (25) che aprirà a settembre 2013. 
“In una società tecnotronica la tendenza sembrerebbe essere di aggregazione del sostegno individuale di milioni di cittadini non coordinati, facilmente alla portata di personalità carismatiche e attraenti che sfruttino le ultime tecniche di comunicazione per manipolare le emozioni e controllare la ragione”. (Fox CNN Facebook?) – I social media ed il controllo effettuato efficacemente dalla privatizzazione della libertà di parola. La recente chiusura di Facebook per i dissidenti politici (26) è solo un accenno di come questo meccanismo d’ aggregazione possa diventare uno strumento di repressione governativa. 
“Oggi siamo di nuovo testimoni dell’ emergere di una elite transnazionale… [I cui] legami oltrepassano i confini nazionali… È probabile che tra non molto le elite della maggior parte dei paesi avanzati saranno estremamente internazionaliste o globaliste nello spirito e nelle prospettive… Lo stato-nazione sta gradualmente cedendo la sua sovranità… Ulteriori progressi richiederanno maggiori sacrifici americani. Dovranno essere fatti maggiori sforzi per modellare una nuova struttura monetaria, con qualche rischio per l’ attuale posizione relativamente favorevole dell’ America.” – Precisamente quello che si cerca di trovare nelle Sfide per un Governo Globale nel 2013, come indicato prima.
Interessante a pagina 57 “Dal 2018, la tecnologia permetterà ai leader delle nazioni principali, diverse tecniche per condurre guerre segrete, dove solo il minimo necessario delle forze di sicurezza verranno utilizzate. Una nazione può attaccare un rivale di nascosto con mezzi batteriologici, indebolendo accuratamente la popolazione (anche se con un minimo di morti) prima di prenderne il possesso con le proprie forze armate. In alternativa, tecniche di modificazione del clima potrebbero essere utilizzate per produrre lunghi periodi di siccità o tempeste…” (Il mondo non è già andato oltre?) – Sì è andato oltre: il “minimo necessario delle forze di sicurezza” lo vediamo nella guerra con i droni. Basta guardare agli scenari di guerra del 2017 (27), la General Atomics ha progettato una nuova generazione di Predator C Avenger proprio per ridurre le unità umane. Oh, e questi useranno un “raggio della morte” – anche questo lo trovate a pagina 57. Le modifiche climatiche in uno scenario di guerra sono riportate esplicitamente nel report del 1996 della Air Force: Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather by 2025 (28).
altre fonti per questo articolo:
Nicholas West

Nicholas West
Fonte: http://www.activistpost.com
Link: http://www.activistpost.com/2012/12/council-on-foreign-relations-plan.html#more

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di REIO
NOTE
1) http://www.youtube.com/watch?v=bHknL5z8f6k
2) http://www.cfr.org/projects/world/council-of-councils/pr1592
3) http://www.activistpost.com/2012/02/elite-think-tanks-neuroscience-and.html
4) http://www.activistpost.com/2011/05/which-path-to-persia-redux.html
5) http://www.activistpost.com/2012/12/10-predictions-for-2013.html
6) http://theeconomiccollapseblog.com/archives/16-things-about-2013-that-are-really-going-to-stink
7) http://www.cfr.org/projects/world/the-council-of-councils-moscow-regional-conference/pr1630
8) http://www.cfr.org/content/publications/attachments/CoC-Moscow-Regional-Conference-Agenda.pdf
9) http://www.cfr.org/content/publications/attachments/CoC-Moscow-Memos-Web.pdf
10) http://www.cfr.org/projects/world/the-council-of-councils-singapore-regional-conference/pr1626
11) http://www.cfr.org/content/publications/attachments/CoC-Rapporteurs-Report-FINAL.pdf
12) http://www.cfr.org/content/publications/attachments/Council-of-Councils-Asia-Regional-Conference-Agenda.pdf
13) http://www.cfr.org/projects/world/the-council-of-councils-inaugural-conference/pr1593
14) http://www.activistpost.com/2012/09/state-owned-central-banks-are-real.html
15) http://www.activistpost.com/2012/04/natos-slow-genocide-in-libya-syria-is.html
16) http://www.activistpost.com/2012/12/syrian-military-militants-using.html
17) http://www.activistpost.com/2010/06/obama-doctrine-congress-just-declared.html
18) http://www.cfr.org/content/publications/attachments/CoC-Moscow-Memos-Web.pdf
19) http://www.globalresearch.ca/the-great-game-and-the-conquest-of-eurasia-towards-a-world-war-iii-scenario/22140
20)news.yahoo.com/china-requires-internet-users-register-names-141101231–finance.html
21) http://www.activistpost.com/2012/05/no-doubt-new-cyber-attack-on-middle.html
22) http://blogs.mcafee.com/mcafee-labs/new-labs-report-analyzing-project-blitzkrieg
23) http://www.amazon.com/Between-Two-Ages-Zbigniew-Brzezinski/dp/0140043144?ie=UTF8&tag=permacultucom-20&link_code=btl&camp=213689&creative=392969
24) http://www.activistpost.com/2012/12/congress-disgracefully-approves-fisa.html
25) http://www.activistpost.com/2012/12/stellar-wind-whistleblower-reveals-more.html
26) http://www.washingtonsblog.com/2012/12/facebook-purges-political-activists.html
27) http://www.activistpost.com/2012/12/war-2017-next-generation-drones-ensure.html
28)csat.au.af.mil/2025/volume3/vol3ch15.pdf

– See more at: http://www.altrainformazione.it/wp/2013/01/07/il-piano-del-council-on-foreign-relations-per-una-governance-mondiale-nel-2013/#sthash.0pqHQyVF.dpuf

Se Facebook mi ruba la “faccia”

Dal sito Face.com viene segnalato che “Siamo stati acquisiti da Facebook”. Bene, direte voi. No, dico io.

Non voglio che la mia faccia venga riconosciuta da un riconoscimento facciale automatico! Dove va la nostra privacy? Dritta nel cesso! Già prima avevo disattivato i tag dal mio profilo, ma se questa cosa va avanti, nessuno potrà evitare di avere i proprio tag su qualsiasi foto caricata su Facebook.

In futuro quest’applicazione potrà venir usata per riconoscerci ovunque. Verremo catalogati come si fa con le foto segnaletiche… chi vi dice che Facebook terrà i nostri dati al sicuro, invece di venderli al miglior offerente? Il tagging con il riconoscimento facciale può esser divertente per tanti, ma è un’arma a doppio tagli per altri, che rischiano la loro libertà combattendo per i nostri diritti.

Non so più a cosa/chi credere

Leggo molto. Anzi, parecchio. Cerco sempre di aggiornarmi su tutte le questioni più importanti del momento, come la cronaca, l’economia, notizie dell’euro-zona e le cose che la maggior parte dei media più importanti nascondono. E oggi sono incappata in un blog che smerda un quotidiano e un blog che seguo spesso. Bé, che c’è qualcosa di marcio in questi, non lo credevo possibile. Come dire… avete presente quando vi crolla un mito? Mi è successo questo stamani. Ma non è cosa negativa, anzi, è alquanto positiva. Perché c’è gente che si sforza di far notare quel marcio che la maggior parte della gente non vede e lo fa gratis, senza guadagnarci un quattrino.

Io sono per la verità a tutti i costi, non importa se buona o cattiva. Le cose importanti non vanno censurate, né nascoste a tutti costi.