L’epidemia d’Ebola e il business farmaceutico

 
di: Roberta Mura
 
L’emergenza d’Ebola rimane alta in Africa Occidentale. I mass media, ogni giorno, parlano di casi di contagio in Europa, in Canada e negli Stati Uniti, scatenando una psicosi generale. Casi ancora tutti da accertare. Basta una piccola febbre o un mal di pancia per lanciare l’allarme.
L’Ebola, i cui sintomi ricordano i film dell’orrore, fa paura. In Africa e fuori dai suoi confini. Il virus uccide in maniera rapida, molto di più rispetto all’HIV. Oltre 1427 persone sono morte. Il totale dei casi è di 2615.
Dati che hanno indotto l’Organizzazione della sanità mondiale (OMS) a concedere l’autorizzazione per gli esperimenti in Africa in quanto l’epidemia in corso è “un’ emergenza di salute pubblica di livello internazionale”. Pertanto, tutto è lecito, nonostante i tempi siano prematuri.
In un’intervista ripresa dal sito di informazione Cameroonvoice.com, il dottor Garth Nicolson, uno dei maggiori esperti in malattie emergenti, sostiene che la minaccia di Ebola è stata “gonfiata” a causa della “natura spettacolare” dei sintomi. Secondo Nicolson questi sintomi drammatici, che appaiono molto rapidamente, rende l’Ebola relativamente facile da contenere: “Se hai una malattia feroce e altamente fatale, come l’Ebola, si attira un sacco di attenzione. È dunque possibile isolare immediatamente i pazienti, e quindi contenere l’intero processo”. Un po’ come è successo in Guinea, dove la situazione è sotto controllo.
Secondo la ricercatrice Anne Sullivan, l’epidemia potrebbe essere usata per “creare un livello di allerta molto alto, in modo tale da obbligare le persone a vaccinarsi”.
Lo abbiamo visto più volte negli ultimi anni, come per l’influenza suina. Dopo un allarme generale, si è scoperto che il vaccino era più nocivo che altro.
Ora, per l’Ebola c’è il siero sperimentale “ZMapp”. Lo chiamano il “siero magico”, in seguito ai “miglioramenti” del medico missionario statunitense, Kent Brantly, contagiato dal virus in Liberia.
Nulla si sa di questo siero. Non si conoscono i possibili effetti negativi. E finora è stato sperimentato solo sulle scimmie. Tuttavia tutti lo vogliono. I Paesi africani per primi. Soprattutto, Liberia e Sierra Leone, dove la situazione rimane grave a causa dell’inadeguatezza dei governi che non si sono mossi per tempo, nonostante il virus avesse già fatto stragi in Guinea. La carenza di medici, attrezzature e medicine ha fatto tutto il resto.
Dopo il “successo” dello Zmapp , realizzato dalla Mapp Biopharmaceutical Inc. di San Diego, in collaborazione con l’azienda canadese Defyrus, anche le altre grandi multinazionali del settore si sono messe all’opera. Il colosso britannico Gsk e quello statunitense National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) hanno annunciato di aver sviluppato un vaccino contro l’Ebola che verrà sperimentato sull’uomo entro l’anno. Al momento, secondo l’Ansa, ci sarebbero almeno tre farmaci e un vaccino contro il bacillo, sviluppati con contributi del dipartimento della difesa Usa, che hanno dato buoni risultati sugli animali e potrebbero entrare velocemente nella fase clinica dei test.
Nella prassi comune, ogni farmaco dovrebbe infatti superare varie fasi di studio e di sperimentazione per poter poi entrare nel mercato ed essere venduto e somministrato ai malati. A volte ci vogliono addirittura 15 anni.
Come denuncia Leleva.org, negli ultimi anni, però, le multinazionali del farmaco riescono ad eludere il problema di fasi controllo troppo rigide ricorrendo al reclutamento di cavie umane volontarie in Africa e nei Paesi in via di sviluppo, al fine di sperimentare farmaci i cui test non sono ancora stati approvati negli Usa o in Gran Bretagna, ovvero i Paesi in cui si concentrano i due terzi dei profitti farmaceutici mondiali.
Negli Stati Uniti una prova clinica su un paziente costa una media di 10.000 dollari. In Africa è gratis. Oltre ad un risparmio economico, i test di sperimentazione su cavie umane africane permette di risparmiare anche sui tempi, perché le case farmaceutiche sottostanno in questo caso alle legislazioni locali solitamente meno restrittive. Questo permette di arrivare prima sui mercati e di brevettare prima. Per un giorno di ritardo nel lancio di un farmaco, un’azienda farmaceutica perde oltre un miliardo e mezzo di euro.
Come afferma Leleva.org, “il valore vero della sperimentazione quindi non è nel conseguire il miglior prezzo a cui poi vendere un prodotto o la sua migliore efficacia (come poteva essere decenni fa, in cui forse il business aveva ancora un’anima umanistica), ma è l’arrivare primi per brevettare prima”.
Pertanto, alla Mapp Biopharmaceutical Inc, che ha realizzato per primo il virus, entreranno nelle tasche parecchi soldi.
Il clima di allarmismo, suscitato dai media internazionali, ha inoltre creato la condizione ideale in cui i governi africani si sentano in dovere di fare di tutto per arrestare l’epidemia, mancando di lucidità.
Il rischio è che gli africani vengano usati come cavie umane. Non sarebbe la prima volta. Circa il 35 % delle donne africane sono sterili in seguito alla somministrazione di vaccini. Il lancio di medicinali in via di sperimentazione possono avere conseguenze drammatiche. Per fare un esempio: tra il 1967 e il 1978, nello Stato della Georgia, negli Stati Uniti, Washington autorizzò la sperimentazione del Depo-Provera, che ha diverse controindicazioni, tra cui l’osteoporosi e a lungo andare la sterilità, su più di 13mila donne povere, la metà delle quali erano nere. La maggior parte di loro, che non erano a conoscenza della sperimentazione, si sono ammalate. Molte altre sono morte. Medicinali contraccettivi come il Depo-Provera sono stati utilizzati spesso da Washington per ridurre il tasso di natalità dei poveri. Nel 1960, gli Usa erano preoccupati per l’aumento della popolazione del Puerto Rico. Nel 1965 si è riscontrato che il 34% delle donne portoricane tra i 20 e il 49 anni erano state sterilizzate.
Oggi, in Africa, “le case farmaceutiche hanno l’opportunità di sperimentare sull’uomo con l’approvazione dell’opinione pubblica” fa notare un giovane sierraleonese che ha chiesto l’anonimato: “I medici che hanno lanciato l’allarme e che operano nei confini in Guinea o Sierra Leone sono nordamericani. C’è chi pensa che l’epidemia potrebbe essere stata diffusa. Guarda caso gli Stati Uniti o meglio una casa farmaceutica americana ha trovato il vaccino nel momento propizio. Strana coincidenza. Questo è un affare d’oro”.
L’epidemia d’Ebola rischia di diventare un nuovo business farmaceutico. Un déjà vu con l’emergenza dell’HIV, in cui si è speculato facendo soldi facili.
Erano gli anni Ottanta e l’Aids si diffuse in tutto il mondo. Una malattia terribile, incurabile e mortale. Le case farmaceutiche si misero subito a lavoro e poco dopo, nel 1987, uscirono alcuni farmaci “magici”, tra questi: AZT, DDI, 3TC, inibitori della proteasi. Tutti nati negli Stati Uniti.
Alcuni anni dopo la loro uscita nel mercato, un gruppo di autorevoli ricercatori denunciò che l’approvazione di questi farmaci era passato attraverso test incompleti e pressioni di ogni tipo. Il tutto per nascondere al pubblico che gli effetti a lungo termine degli inibitori della proteasi erano sconosciuti e che l’AZT era inefficace e, addirittura, che accelerava la morte di migliaia di ammalati.
La multinazionale Wellcome, divenuta poi Glaxo Wellcome, era a conoscenza degli effetti dannosi, ma se ne infischiò.
Oggi, si rischia di commettere lo stesso errore.
Ancora adesso dell’Ebola si sa ben poco. La prima scoperta del virus risale al 1976, in Congo. L’Ebola è infatti un fiume congolese. Secondo gli studiosi, il virus “abiterebbe” da moltissimo tempo all’interno delle volpi volanti, grossi chirotteri che mangiano frutta e abitano le foreste tropicali. Per trasmetterlo all’uomo il virus potrebbe essere passato dalle volpi volanti alle scimmie o altri animali della foresta, che vengono regolarmente mangiati dalle etnie locali.
Come spiega al telefono Saverio Bellizzi, l’epidemiologo di Msf, tornato da un mese in Italia dopo due missioni in Guinea, “si trasmette tramite il contatto con i fluidi delle persone infette. Il contatto non è via aerea ma via contatto diretto tramite sangue o fluidi idrologici. Il virus è estremamente nocivo all’interno dell’organismo ma è anche molto labile nel senso che basta semplicemente lavarsi le mani con il sapone e si inattiva il virus immediatamente. Per essere veramente contagiati bisogna avere il contatto diretto: toccare una persona che abbia un’alta carica di virus e avere dei sintomi evidenti. Una persona che non ha sintomi non è contagiosa anche se il virus è al suo interno”.
In Guinea, spiega, Bellizzi, in mancanza di vaccini e terapie specifiche, sono state usate “terapie di supporto, quindi idratazione, nutrizione e terapie antibiotiche o antimalariche nel momento in cui il paziente sia affetto da patologie associate. Il tutto perché mira a rinforzare il corpo per combattere meglio il virus”, il cui tasso di mortalità varia dal 25% al 90%. Misure che hanno portato a buoni risultati.
La situazione non è facile. Non solo per la carenza di medici o di attrezzature. “C’è difficoltà principalmente per due motivi: una è l’estrema mobilità delle persone che si muovono da villaggio a villaggio in maniera continua e veloce, quindi una volta contagiati si muovono e possono sviluppare nuovi focolai in nuove zone; e poi le resistenze culturali. Ci sono difficoltà a sensibilizzare e rendere consapevoli le persone del luogo dell’esistenza della malattia”, spiega l’epidemiologo. Quello che si può fare è “sconfiggere l’Ebola solo con una grande campagna di sensibilizzazione, villaggio per villaggio”.
In Africa, la scaramanzia è forte. Ci sono tanti piccoli villaggi, popolati da etnie diverse che nutrono una profonda sfiducia nei confronti della medicina occidentale. Nascondono i malati per evitare che vengano portati nei centri di assistenza. Sono spaventate dalla morte dei loro cari, consumati da violenti dolori muscolari, mal di testa, vomito, diarrea ed emorragie.
La chiamano la malattia del “diavolo”. Tradotto: la malattia dei bianchi. Si pensa che la febbre sia un complotto o un’invenzione degli occidentali, che tanto male hanno fatto all’Africa, prima con la tratta degli schiavi, poi con la colonizzazione e ora con il saccheggio del sottosuolo.
Fonte: Rinascita

SPARITO L’ORO ITALIANO: LA RISERVA AURIFERA DELLA NOSTRA PATRIA NON E’ PIU’ IN ITALIA?

Giorgio Napolitano & Henry Kissinger

di Gianni Lannes

Apriamo il dibattito pubblico, allarghiamo il respiro collettivo. Questa volta parliamo di cose serie, non più di signoraggio e strozzinaggio delle banche, della Bce, del Fondo monetario internazionale. Per carità, quisquilie! D’accordo? Però, certi esperti, certi economisti, certi tuttologi fanno pena quando deviano l’attenzione collettiva delle minoranze attive del Belpaese (tipo Mosler) e manipolano il discorso verso temi fuorvianti ed insignificanti!

Dopo la fregatura europea dell’euro c’è di peggio. Dove sono effettivamente le 2451,1 tonnellate di oro italiano? In via Nazionale a Roma, oppure in Gran Bretagna, Svizzera, Germania e Stati Uniti d’America? Chi ha controllato? In che percentuale le nostre riserve sono conservate all’estero? Esiste un registro? I lingotti sono segnati da numeri seriali?

Henry Kissinger & David Rockefeller

Parliamo chiaro, come sempre. Altro che privatizzazione della banca d’Italia, già di fatto acquisita e controllata da banche private ormai da anni. Il nodo cruciale è un altro.
Gli Stati Uniti d’America hanno sottratto all’Italia l’oro, ossia la nostra riserva aurifera. L’interrogazione parlamentare numero 4/14567 a risposta scritta, presentata da Fabio Rampello e Marco Marsilio il 19 gennaio 2012 al governo Monti non ha mai avuto una risposta. Perché? E per quale motivo, poiché non esiste una ragione giuridica, la banca d’Italia, attualmente non ha neppure la disponibilità della quantità residuale di oro custodita a Palazzo Koch, controllata invece dalla Bce?
Esatto, le domande senza prezzo al primo ministro pro tempore Enrico Letta (affiliato alle organizzazioni terroristiche Bilderberg e Trilateral insieme a Mario Monti e tanti altri politicanti tricolori) sono le seguenti: il tesoro italiano è stato trafugato, pardon, trasferito all’estero? Perché l’oro d’Italia non ha più fatto ritorno in patria? A quale titolo gli Stati Uniti d’America (FED)  se ne sono appropriati? Chi lo ha ceduto?
Mi auguro di essere in errore: ma allora il governo Letta faccia vedere in diretta al popolo sovrano usando le telecamere della Rai (servizio una volta tanto pubblico) il tesoro tricolore, alla presenza di giornalisti realmente indipendenti.
Cos’altro ha celato nel 1992 l’operazione Britannia, a parte la svendita del patrimonio tricolore e il coinvolgimento dei boiardi italiodioti che hanno fatto fulminea carriera, oltre all’eliminazione degli insostituibili magistrati (scogli insormontabili se non con l’uccisione) Falcone e Borsellino?
Allora, mister Giorgio Napolitano, adesso come la mettiamo? Le riserve auree appartengono al popolo italiano ma non alla banca d’Italia né tantomeno alla Bce e alla Fed.
All’Italia occorre un Governo libero e indipendente designato da un vero mandato popolare, non un governicchio allestito con un golpe; soprattutto ci vorrebbero autentici governanti non figuranti dell’ultim’ora.

 

 

 

 

Il grande inganno dell’evasione fiscale; ecco cosa dovete sapere (e divulgare)

A cura di Alessandro Raffa per Nocensura.com

LA FACCIA TOSTA DI QUESTO PERSONAGGIO E’ ALLUCINANTE!!! MA IL PROBLEMA VERO, è CHE MOLTI GLI CREDONO PURE…
La realtà è che in un momento come questo ci sono commercianti e piccoli imprenditori che sopravvivono solo grazie all’evasione fiscale, e che se non eludessero al fisco qualche centinaia di euro, sarebbero costretti a CHIUDERE, ingrassando le fila dei disoccupati e SMETTENDO TOTALMENTE DI VERSARE CONTRIBUTI ALLO STATO;

Inoltre consideriamo che se una persona evade 100€ e li impiega, per esempio, mettendo 50€ di benzina e 50€ di spesa, una parte di questi soldi rientra comunque nelle casse dello stato al passaggio successivo, con le accise benzina e l’IVA sugli acquisti… COSA CHE NON AVVIENE PER LA GRANDE EVASIONE, LA “FUGA” DEI CAPITALI VERSO I PARADISI FISCALI, dai 98 MILIARDI EVASI DALLE LOBBY DELLE SLOT AI 2 MILIARDI ELUSI E SCOPERTI IN QUESTI GIORNI DALLA “PALAZZINARA” CHE PER OLTRE 10 ANNI HA “NASCOSTO” 1243 IMMOBILI AL FISCO;

SIAMO IN TREPIDANTE ATTESA DI SAPERE QUANTO DOVRA’ PAGARE QUESTA SIGNORA PER REGOLARIZZARE LA SUA POSIZIONE; purtroppo in casi come questo, solitamente anziché fargli pagare TUTTO + penali/interessi/multe molto spesso l’evasore se la cava con MENO DI QUANTO AVREBBE DOVUTO PAGARE…

Ricordiamo – UN ESEMPIO TRA TANTI – la storia di Valentino Rossi; inizialmente gli furono richiesti 112 milioni di euro (vedi: http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/sport/valentino-evasione/valentino-denunciato/valentino-denunciato.html) DOPO L’ACCORDO, NE HA DOVUTI PAGARE SOLO 20 (vedi: http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/sport/valentino-evasione/fisco-rossi/fisco-rossi.html)

IN PRATICA AI RICCHI CONVIENE EVADERE E ASPETTARE CHE IL FISCO VADA A BUSSARGLI, PER ACCORDARSI IN SEGUITO!!!!!

LO STATO IN QUESTO MODO NON SOLO ‘AGEVOLA’ MA PERSINO ‘INCENTIVA’ LA GRANDE ELUSIONE FISCALE!!!

Ai politici piace prendere spunto dagli USA per molti aspetti, ma per quanto concerne l’evasione fiscale no, visto che in America chi non paga le tasse per grandi cifre e viene scoperto oltre a rischiare il carcere, pagherà MOLTO PIU’ del dovuto; per esempio il campione di boxe Mike Tyson ne sa qualcosa…

MA IN ITALIA PREFERISCONO METTERE IN SCENA “COLPI DI TEATRO” COME I CONTROLLI A TAPPETO (per 1 giorno…) FATTI A CORTINA D’AMPEZZO E ALTRE SCENEGGIATE SIMILI.

QUANTO VALE LA ”GRANDE EVASIONE” ?

SOLO i 98 miliardi delle slot machine valgono quanto le ultime 4 manovre finanziarie; sarebbero stati una grande boccata d’ossigeno per le casse dell’erario, una cifra che vale ben 1.637,50€ per ogni cittadino, bambini e anziani compresi [(98.250.000.000 diviso 60.000.000 di abitanti) se invece dividiamo la somma per il numero dei contribuenti – 38 milioni – la cifra si attesta a 2585,52€ ciascuno]

In una situazione in cui lo Stato è in difficoltà persino per trovare 400 milioni di euro per finanziare la cassa integrazione, REGALARE quella cifra a chi ha EVASO IL FISCO è PURA FOLLIA!!!!! (inoltre non è l’unico regalo fatto alle lobby, anche se è il più sostanzioso: http://www.nocensura.com/2012/06/ecco-tutti-i-regali-alle-lobby-delle.html)

IL TESORETTO DEI GRANDI EVASORI IN SVIZZERA MAI RECUPERATO:

Nel 2011 diverse nazioni europee tra cui Germania, GB e Austria, hanno siglato accordi con la Svizzera per fare un “prelievo forzoso” sui conti correnti occulti in Svizzera dei loro cittadini; il nostro paese avrebbe potuto recuperare un “tesoretto” – anzi, un vero e proprio TESORO – di CIRCA 50 MILIARDI DI EURO (vedi: http://www.nocensura.com/2012/05/monti-potrebbe-facilmente-incassare-50.html) ma IL GOVERNO MONTI, che era a caccia di soldi, RINUNCIO’ IGNOBILMENTE A QUESTA POSSIBILITA’, che è stata più volte annunciata (cosa che ha portato molti correntisti a trasferire immediatamente i propri soldi in altri paradisi fiscali più “sicuri”…) e poi NON NE HANNO FATTO DI NIENTE, anche se nel giro di pochi mesi la somma che era possibile recuperare è vertiginosamente diminuita; una misura di questo tipo doveva essere fatta IMMEDIATAMENTE, insieme alle altre nazioni che hanno fatto questa scelta, rendendo la manovra nota solo a cose fatte. CON QUEI 50 MILIARDI IL GOVERNO MONTI AVREBBE POTUTO TROVARE BUONA PARTE DEI FINANZIAMENTI CHE HA RASTRELLATO CON MISURE LACRIME E SANGUE, IMPOVERENDO MILIONI DI ITALIANI, FACENDO CHIUDERE L’ATTIVITA’ O COMUNQUE PERDERE IL LAVORO A CENTINAIA DI MIGLIAIA DI ITALIANI, MANDANDONE IN FALLIMENTO DECINE DI MIGLIAIA, FACENDONE SUICIDARE SVARIATE CENTINAIA.

Politici & media nel frattempo predicavano la necessarietà delle misure lacrime e sangue, “dobbiamo (dovete) fare sacrifici, non ci sono altre possibilità” dicevano. E qualcuno gli credeva pure, tanto che il massone bilderberghino-trilateralista ha preso persino il 10% dei voti! Assurdo e allucinante, se conoscete qualcuno che difendeva l’operato del governo Monti, fategli leggere questo articolo, ma sicuramente qualcuno troverà il modo per giustificare anche questo!

POTREI CONTINUARE CON L’ELENCO DEI MAXI-SPRECHI INDEGNI E DEI REGALI ALLE LOBBY AMICHE PER ORE, senza considerare gli 80-90 MILIARDI annui che paghiamo di INTERESSI SUL DEBITO PUBBLICO frutto di una politica monetaria TRUFFALDINA gestita dai banchieri privati; la BCE crea il denaro dal NULLA e lo presta alle banche private ad un tasso che attualmente è dello 0.25% (in passato è stato dello 0.75% e 0.50%) e queste lo prestano alle nazioni (ovvero investono sui titoli di stato) PRETENDENDO UN TASSO DI INTERESSE DEL 4-5 PERSINO DEL 6% NEL PERIODO IN CUI LO SPREAD ERA SULLA SOGLIA DEI 500 PUNTI; QUESTA è LA VERA, UNICA CAUSA DELLA CRISI, O QUANTOMENO LA MAGGIORE: NEGLI ULTIMI 30 ANNI ABBIAMO PAGATO BEN 3.100 MILIARDI A CAUSA DI QUESTO “GIOCHINO” (vedi: http://www.nocensura.com/2013/07/litalia-in-20-anni-ha-pagato-3100.html) UNA CIFRA SUFFICIENTE NON SOLO AD ESTINGUERE IL DEBITO PUBBLICO TRUFFA, MA AVANZEREBBERO ANCHE PIU’ DI 1.000 MILIARDI DI EURO, oltre al fatto che gli 80/90 miliardi di euro annui che versiamo di interessi, sarebbero sufficienti per innalzare le pensioni minime – magari integrando le entrate con una sforbiciata alle mega-maxi pensioni, che arrivano fino a oltre 90.000€ mensili – e finanziare il “reddito di cittadinanza” per sostenere chi perde o non trova un posto di lavoro.

CHI ATTRIBUISCE ALLA PICCOLA EVASIONE FISCALE I PROBLEMI DEL PAESE è UN BUGIARDO, MENTE SAPENDO DI MENTIRE (questo vale per i politici, che al di là dei proclami sanno bene come stanno le cose; tra i cittadini invece c’è una parte di ignoranti che gli crede, e questi è nostro dovere aiutarli a comprendere come stanno davvero le cose.

LA VERA EVASIONE, quella DELETERIA E DANNOSA è QUELLA DELLE GRANDI LOBBIES, CHE SOTTRAGGONO AL FISCO GRANDI CAPITALI E LI OCCULTANO NEI PARADISI FISCALI SOTTRAENDOLI ALL’ECONOMIA DEL PAESE.

E’ importante cercare di “svegliare” coloro che ancora oggi credono a queste fandonie; divulgate al massimo questo articolo, pubblicatelo nelle vostre pagine/gruppi/blog e nei vostri profili, invitando alla lettura i vostri amici. Se avete la possibilità, stampatelo e distruibuitelo ai vostri amici, nelle sale d’attesa, nei bar, nei vostri negozi.

CERCHIAMO DI CONTRASTARE LA DISINFORMAZIONE DEL SISTEMA, SEMPRE PIU’ DITTATORIALE E SENZA SCRUPOLI… loro hanno MILIARDI, hanno decine di migliaia di giornalisti al loro servizio, hanno il monopolio televisivo, se non ci rimbocchiamo le maniche noi cittadini, le cose non cambieranno MAI; nonostante da questo punto di vista negli ultimi anni ci siano stati dei miglioramenti, c’è ancora molto da fare, e una fetta consistente di popolazione, in primis gli anziani, non si informa sul web, unica fonte di VERA INFORMAZIONE, nonostante anche qui le principali fonti di informazione siano gestite dai “signori del tubo catodico” e della carta stampata…

Alessandro Raffa per Nocensura.com

Fonte: http://www.nocensura.com/2014/01/il-grande-inganno-dellevasione-fiscale.html 

Ripreso da: http://informatitalia.blogspot.it/2014/01/il-grande-inganno-dellevasione-fiscale.html

SI DIMETTE PAPA RATZINGER

di Gianni Lannes

Un addio forzato? Non era mai accaduto negli ultimi 7 secoli. In Vaticano adesso si va al Conclave. Angelo Scola, arcivescovo di Milano è il favorito. Gli anglo-americani lo volevano Papa già nel 2002. Cosa ha indotto il capo della “Santa Sede” a mollare in un amen il suo potere?

“Lascerò il pontificato entro il 28 febbraio”. L’annuncio choc è stato dato direttamente dal pontefice, in latino, durante il Concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. “Sento il peso dell’incarico, consapevole della gravità del mio atto, ma è per il bene della Chiesa”, ha dichiarato per giustificare il suo passo indietro.

Ufficialmente le motivazioni che avrebbero spinto il Papa a questa decisione sono tre. Primo, la malattia che lo ha indebolito. Secondo, la volontà di ritirarsi per meditare, restando però in un piccolo monastero all’interno della Città del Vaticano. Infine perché non è più in grado di esercitare il magistero papale.
La Chiesa, in quel preciso momento, si ritroverà senza un pontefice. Joseph Ratzinger si ritira prima a Castelgandolfo, poi entrerà nel monastero di clausura in Vaticano. Potrà continuare a scrivere. E Angelo Scola viene già indicato come papabile numero uno. Il nome? Paolo VII.
Alle ore 20 del 28 febbraio 2013 l’Appartamento papale sarà ormai sgombro. A quell’ora Benedetto XVI avrà terminato il suo pontificato e toccherà al camerlengo, cardinale Tarcisio Bertone, sigillare la porta dell’appartamento. Il Decano, cardinale Angelo Sodano, dovrà invece avvisare tutti i cardinali e convocarli a Roma. La Chiesa, in quel preciso momento, si ritroverà senza un pontefice. Con una sottile differenza rispetto al passato, almeno agli ultimi 717 anni dalle dimissioni (1296) di Celestino V: stavolta Joseph Ratzinger tornerà ad essere cardinale e, sull’esempio del predecessore, si chiuderà probabilmente in clausura.
Il portavoce della Sala stampa della Santa Sede ha altresì precisato che da Papa emerito Ratzinger potrà continuare a scrivere e pubblicare i suoi libri. Padre Lombardi ha comunque parlato di una prima permanenza a CastelGandolfo e poi in un monastero di clausura in Vaticano.
Qualcuno ha minacciato Ratzinger? Forse, il pastore teutonico non ha inteso fare la fine di Papa Giovanni Paolo I (Albino Luciani) – avvelenato con la digitalina nella notte tra il 28 ed il 29 settembre del 1978 – che si apprestava a smantellare i vertici dello Ior, in primis a mandar via monsignor Marcinkus. La banca vaticana , tra l’altro, aveva riciclato il denaro sporco di Cosa Nostra ed era implicata nell’omicidio del banchiere Calvi.Una volta i cosiddetti alleati (USA  & GB), in realtà padroni d’Italia, si limitavano ad imporre governi scudocrociati, ora prendono di mira anche il cuore malato della cristianità. Singolari coincidenze, quasi in contemporanea: elezioni in Italia e dimissioni straordinarie del Papa. Altro che dietrologia e complottismi. Allora, ricatto, minaccia o c’è dell’altro? Attendiamoci una brutta sorpresa, anzi il peggio, in primavera.

Non ci sono santi, papale papale, ma solo giochi di potere sulla pelle dei sudditi.

il discorso di commiato del papa:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=A21uCJGpPd0#!

dimissioni previste da un anno:

http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/02/13/667681-papa-ratzinger-dimissioni.shtml

sotto dittatura:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/02/dittatura-extra-europea.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/02/poteri-illimitati-ai-militari.html

INARRESTABILI CRIMINI DELLA CIA

di Gianni Lannes
Ammontano a 54 i paesi, fra cui anche l’Italia, coinvolti nel programma di “extraordinary rendition” della Central Intelligence Agency, sia ospitando prigioni segrete che offrendo aiuto nella cattura, il trasporto o la tortura di sospetti terroristi, in realtà fastidiosi dissidenti. Lo attesta, tra l’altro, un dettagliato rapporto diffuso ora da un’associazione per i diritti umani di New York: la Open Society Justice Initiative, che cita i casi di 136 persone vittime del programma dei sevizi segreti USA.
«La responsabilità degli abusi ricade non solo sugli Stati Uniti, ma anche su decine di governi stranieri che ne sono stati complici», si legge nel rapporto, intitolato: “Globalizing Torture: CIA Secret Detention and Extraordinary Rendition”.

Colonia Italia – Nel Belpaese dal 1945 ad oggi, i servizi segreti di mezzo mondo, in particolare inglesi, nordamericani ed israeliani (responsabili del rapimento a Roma di Mordechai Vanunu nel 1986: il tecnico che rivelò l’esistenza gli armamenti nucleari di Tel Aviv), fanno i loro porci comodi impunemente, e controllano illegalmente la popolazione italiana, ma non solo. Ecco il caso emblematico di Abu Omar. Correva l’anno 2003, esattamente il 17 febbraio, quando a Milano, in pieno centro, proprio in via Guerzoni, agenti della Cia sequestrano l’imam egiziano Hassan Mustafa Osama Nasr, meglio noto come Abu Omar. Quello stesso giorno lo hanno trasferito alla base militare di Aviano (in loco sono presenti 50 bombe nucleari B -61), dove l’egiziano è stato interrogato e malmenato per sette ore. Due anni più tardi, su quella scomparsa su cui l’intelligence a stelle e strisce ed il Sismi di Nicolò Pollari (il sodale di don Verzè) hanno provveduto a stendere una fitta coltre di disinformazione, si spalanca una verità inconfessabile per Roma e Washington. In seguito alle torture subite Abu Omar ha perso l’uso delle gambe e dell’udito.

Il sequestro di Abu Omar è stata un’operazione non convenzionale di “rendition” (di “consegna ed estradizione” forzosa) verso un Paese terzo avvenuta con la piena consapevolezza e cooperazione del nostro Servizio segreto militare, il Sismi (oggi denominato Aise), e in violazione della nostra Costituzione.
Sulla, vicenda, il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, istruirà un processo che porterà alla condanna in contumacia dei soli agenti della Cia coinvolti nel sequestro. Pollari e gli altri funzionari del Servizio verranno salvati dal provvidenziale ed immancabile segreto di Stato, riconosciuto da entrambi i governi (Berlusconi & Prodi) che si trovarono a gestire l’ “affaire”.

Segreto di Stato – A copertura come sempre, di qualsiasi illegalità. Il 18 luglio 2006, la Procura della Repubblica di Milano interpella la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il ministro della Difesa per sapere se da, da qualche parte, esistano “comunicazioni e documenti concernenti il sequestro Abu Omar o le vicende che lo hanno preceduto o, in generale, informative relative alla pratica delle cosiddette extraordinary renditions” coperte da segreto di Stato. La risposta di Palazzo Chigi conferma l’inaudito (datata 26 luglio 2006, protocollo n. usg/2.sp/913/50/347): “Esistono documenti su cui risulta apposto il segreto dal precedente presidente del Consiglio (Berlusconi), successivamente confermato dall’attuale presidente (Prodi) per i quali non sussistono le condizioni per la rimozione del segreto”.

Il ministro della difesa Parisi, in una nota indirizzata al magistrato Spataro e datata 27 luglio 2006 (prot. ucg/32509/91.10, pervenuta alla Procura della Repubblica di Milano il successivo 2 agosto, scrive, a proposito del procedimento penale n. 10838/05.21: “… sentito il Presidente del Consiglio dei Ministri che in data di ieri ha risposto a codesto Ufficio confermando il segreto di Stato, questo Ministro della Difesa, conformemente a tale decisione, che condivide, è vincolato al medesimo segreto di Stato e per le medesime ragioni esposte dal Presidente del Consiglio”.

Condanna di carta – Il 14 febbraio 2007 il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza (382 si, 256 no e 74 astensioni) il rapporto che denuncia i 1.245 voli segreti della Cia, i rapimenti commessi sul suolo europeo, le torture a cui i rapiti sono stati sottoposti. E le complicità di almeno 13 paesi che hanno fatto finta di non vedere. Tra i quali l’Italia, dove proprio solo in quel periodo ci sono stati almeno 46 voli segreti. Tra i Paesi accusati di complicità oltre all’Italia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Spagna, Portogallo, Austria, Irlanda, Grecia, Cipro, Danimarca, Romania e Belgio.

Ecco cosa ha argomentato Claudio Fava, il relatore della relazione europea: “Sapevamo che la Cia, dietro Guantanamo, aveva fabbricato un proprio arcipelago gulag, una dozzina di black sites in cui stoccare i presunti terroristi prima di spedirli per gli interrogatori, quelli seri, nelle mani dei professionisti egiziani, giordani, siriani. Sapevamo che taluni voli affittati a squadre di basket da compagnie fantasma venivano utilizzati dai servi americani per trasportare vittime di renditions da un capo all’altro del mondo. Sapevamo e ogni tanti chiedevano il permesso agli americani di spedire anche i nostri poliziotti a interrogare i presunti terroristi in fondo a codeste galere”.

Addirittura il governo Prodi ha ritenuto violato il segreto di Stato da parte dei magistrati “L’autorità giudiziaria di Milano ha acquisito documenti informativi, anche di carattere documentale, attinenti all’identità di 85 dipendenti (del Sismi, ndr) intercettandone le utenze cellulari i uso” ha affermato l’allora vice premier Rutelli, già presidente del Copasir. E così il governo tricolore ha sollevato anche il conflitto tra poteri dello Stato dinanzi alla Corte Costituzionale.

Pensate che questo abuso di Stati sia stato arrestato? Bene, siete in errore. In una terra a sovranità perduta, un rapimento o un attentato, oppure in alternativa un omicidio può toccare a chiunque, se osa molestare il sistema di potere dominante. Cosa c’è di peggio della Cia? Banale: la National Security Agency, attiva sotto mentite spoglie in Italia, grazie anche a sistemi operativi iper-tecnologici e alle solite complicità di alto profilo istituzionale. Recentemente l’ambasciatore USA a Roma in un’intervista al Corriere della Sera ha già dettato la consueta linea politica del nuovo governo tricolore.

In altre parole, altro che elezioni (truccate): ci vogliono tutti a cuccia sotto il controllo totale. Ora consentiranno al popolo sovrano solo a parole, di mettere una croce sui loro candidati imposti. Insomma, un trattamento da analfabeti e decerebrati: così considerano la popolazione italiana i veri detentori del potere finanziario in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America. Nel cortile di casa hanno maggiordomi, camerieri e servi. A cosa credete che possano servire certe associazioni come l’Aspen Institute? Date un’occhiata alla mostruosità con licenza di uccidere e danneggiare chiunque, senza risponderne, di Eurogendfor: fuori dal controllo giudiziario e parlamentare.

Allora, vi sembra la democrazia compiuta in uno Stato di diritto?

riferimenti:

http://www.opensocietyfoundations.org/sites/default/files/globalizing-torture-20120205.pdf

http://www.opensocietyfoundations.org/reports/globalizing-torture-cia-secret-detention-and-extraordinary-rendition

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/06/nato-allarme-nero.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/01/italia-il-51esimo-stato-usa.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2011/12/grillo-le-parole-che-non-ti-ho-detto.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/09/giorgio-napolitano-mission-italy.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/06/aspen-istitute-altre-tre-domande-al.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/02/inarrestabili-crimini-della-cia.html

Fonte: Orwell 2012