RADAR MILITARI IN ITALIA: LO STATO FUORILEGGE ATTENTA ALLA VITA DELLA POPOLAZIONE. MUOS DI GUERRA


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di Gianni Lannes

Fatta la legge trovato l’inganno. Una vergognosa soluzione all’italiana. Tanto chi se ne accorge in un Belpaese privo di sovranità, si saranno detti i soliti criminali impuniti in divisa e doppiopetto istituzionale che hanno occupato i gangli vitali della nazione. Infatti, il Dpcm 8 luglio 2003 emanato dal massone deviato di lungo corso Silvio Berlusconi, all’articolo 1 comma 3 recita testualmente:
«I limiti e le modalità di applicazione del presente decreto, per gli impianti radar e per gli impianti che per la loro tipologia di funzionamento determinano esposizioni pulsate, sono stabilite con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’art. 4, comma 2, lettera a), della legge 22 febbraio 2001, n. 36».

Sono trascorsi quasi 11 anni da allora, ma il decreto a cui si rimandava non si è ancora visto, e pertanto i radar, in particolare, quelli militari, vale a dire le sorgenti di elettrosmog più pericolose non sono ancora soggette ad alcuna limitazione e controllo. E così proliferano sempre più, a danno della salute pubblica, deturpando le aree di territorio nazionale protette da vincoli ambientali, storici, archeologici. Basta dare un’occhiata panoramica, agli ulteriori impianti addirittura potenziati, in particolare alle seguenti regioni: Sicilia, Sardegna, Puglia.

Eppure, la legge quadro – numero 36 del 22 febbraio 2001, all’articolo 2, comma 1 ha inequivocabilmente stabilito:
«La presente legge ha per oggetto gli impianti, i sistemi e le apparecchiature per usi civili, militari e delle forze di polizia, che possano comportare l’esposizione dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con frequenze comprese tra 0 Hz e 300 GHz. In particolare, la presente legge si applica agli elettrodotti ed agli impianti radioelettrici compresi gli impianti per telefonia mobile, i radar e gli impianti per radiodiffusione».
Non a caso la legge 36/2001, all’articolo 1, comma 1, parla chiaro:
«1. La presente legge ha lo scopo di dettare i principi fondamentali diretti a:a) assicurare la tutela della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione dagli effetti dell’esposizione a determinati livelli di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici ai sensi e nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione;b) promuovere la ricerca scientifica per la valutazione degli effetti a lungo termine e attivare misure di cautela da adottare in applicazione del principio di precauzione di cui all’articolo 174, paragrafo 2, del trattato istitutivo dell’Unione Europea;c) assicurare la tutela dell’ambiente e del paesaggio e promuovere l’innovazione tecnologica e le azioni di risanamento volte a minimizzare l’intensita’ e gli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili».
Esattamente il contrario della situazione in atto, sotto gli occhi dell’inerme ed ignara popolazione sovrana sulla carta. L’articolo 32 della Costituzione, tuttavia, non è acqua fresca. Solo che il capo dello Stato sia pure pro tempore (Giorgio Napolitano), capo anche delle forze Armate, sull’argomento è silente, forse perché illegittimo (in quanto nominato da onorevoli eletti con la legge incostituzionale 270/2005).
Nello Stivale  i radar si stanno moltiplicando: decine di nuovi impianti – almeno una trentina, a parte quelli attualmente segreti degli “alleati” – per controllare i mari, più quattordici radar militari nuovi di zecca per controllare i cieli. Senza alcun riguardo per la salute della collettività e la fragilità degli ecosistemi naturali.  Solo in Sardegna, è prevista l’installazione di ben 15 radar, dei quali quattro già in costruzione (Sant’Antioco, Fluminimaggiore, Tresnuraghes, Argentiera).

Ecco un dispositivo di guerra impiantato illegalmente da uno Stato straniero nella nostra patria.

Sul sito dell’ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, si legge che il Muos è uno strumento di guerra:

“14 febbraio 2013 — Il MUOS è il programma di comunicazione satellitare a banda stretta di nuova generazione del Dipartimento della Difesa creato per sostenere le operazioni militari USA e NATO in tutto il mondo”. 
http://italian.italy.usembassy.gov/eventi/documento-informativo-installazione-muos.html

Il MUOS (Mobile User Objective System) a Niscemi, targato United States of America, ad esempio, è la summa dell’illegalità. In questo caso sono evidenti i pericoli per la salute nonché i danni ambientali. Ecco gli elementi chiave della stazione terrestre del sistema MUOS che la Marina Militare degli Stati Uniti d’America ha realizzato illegalmente in Sicilia. Il terminale terrestre di Niscemi è un’infrastruttura bellica militari che assicurera il funzionamento dell’ultima generazione della rete satellitare che collegherà tra loro i Centri di comando e controllo delle forze armate di Washington, i centri logistici e gli oltre 18 mila terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise e i Global Hawk (UAV-velivoli senza pilota), eccetera. «Il sistema di telecomunicazione MUOS fornirà in tempo reale le comunicazioni via satellite a tutti i settori delle forze armate operanti a livello mondiale», affermano i militari USA. «Il MUOS permetterà ai mezzi di guerra di comunicare con i comandi e i centri di controllo ovunque essi si trovino. I lanci dei satelliti saranno eseguiti entro il 2010 e il sistema MUOS sarà online nel 2011». L’impianto di Niscemi trasmetterà in VHF-UHF (Very High Frequency ed Ultra High Frequency), con frequenze che raggiungeranno valori compresi tra i 244 e i 380 MHz. Le onde radio VHF-UHF attraversano la ionosfera senza venire riflesse e per questo vengono usate per le trasmissioni extraspaziali con i satelliti artificiali. Esse sono pure usate per le trasmissioni terrestri oltre l’orizzonte utilizzando le irregolarità della troposfera (la parte bassa dell’atmosfera). Queste irregolarità riflettono le onde in tutte le direzioni, consentendo ai segnali di disperdersi su vaste aree geografiche. Il sistema MUOS consentirà di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. E finanche quelli per scatenare la guerra al clima e all’ambiente. Il sistema MUOS è interfacciato anche ad “HAARP – High Frequency Active Auroral Research Program”, il supersegreto “Programma di Ricerca Attiva Aurorale con Alta Frequenza” che dal 1994 l’US Air Force e la US Navy portano avanti dalla base di Gakona (Alaska), e cpon altre stazioni fisse e mobili (terraferma e in mare).

Abm Sbx Radar (HAARP mobile) fonte: U.S. Navy

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Sorpresa: ecco una delegazione di onorevoli grillini in gita premio dai criminali yankee che hanno invaso Niscemi (di cui avevo già parlato tempo fa).

Un radar per individuare un target – ovvero un bersaglio mobile (un missile, un aereo, una nave) – nel suo “campo visivo”, deve emettere nell’ambiente un segnale elettromagnetico impulsivo ad elevata potenza. Il radar riesce a individuare e a localizzare con precisione degli oggetti, fissi o in movimento, grazie al segnale di ritorno, come un eco riflesso, generato dal corpo investito dal fascio elettromagnetico, segnale che torna verso la sorgente emittente, e viene rilevato attraverso un sistema ricevente dotato di una grande antenna rotante.
L’applicazione più nota del radar è il monitoraggio dei cieli, ad esempio per il tempestivo riconoscimento di un attacco missilistico, e del traffico aereo; molto diffusi sono anche i radar meteorologici, che consentono di controllare i corpi nuvolosi e le precipitazioni; radar sono utilizzati per misurare la velocità degli autoveicoli o per la navigazione notturna e nella nebbia; un’applicazione meno nota del radar è la sua capacità di “mappare il territorio” nei sistemi di osservazione della terra da aereo o da satellite (come i satelliti radar europei della serie ERS o quelli italo-francesi CosmoSkyMed). Nel caso dei radar della Capitaneria di porto e Guardia di finanza, un’applicazione in voga è il controllo dei migranti.  Secondo l’Aeronautica militare, i quattordici nuovi radar di sua competenza sono necessari sia per l’aggiornamento tecnologico e l’adeguamento agli standard NATO, sia per liberare le frequenze che devono essere concesse al nuovo sistema WiMAX. Tuttavia i dubbi si addensano sempre più. I dodici nuovi radar militari, Fixed Air Defence Radar (FADR) del tipo RAT31-DL (più due mobili) sono stati ordinati alla Selex Sistemi Integrati, società del gruppo Finmeccanica, e proprio questa commessa ha innescato con un sincronism o ad orologeria, una bufera giudiziaria.
La questione dell’inquinamento elettromagnetico, sospinta all’attenzione delle autorità dall’azione di numerosi cittadini in comitati di protesta, va considerata con estrema  attenzione, ma invece è elusa e spesso minacciata dai tutori della legge. Se è vero che le antenne dei radar sono direzionali, è pur vero che le potenze in gioco nei radar sono molto elevate. Ciò è dovuto all’intrinseca debolezza del segnale di ritorno: se si richiede alta precisione, come nei sistemi 3D a lungo raggio, necessitano potenze decisamente elevate: i RAT31-DL hanno una portata sino a 500 chilometri di distanza per 30 chilometri in altezza, una potenza media irradiante di 2,5 kW  e una potenza di picco dell’impulso pari a 84 kW. Radar di generazione precedente usavano potenze di picco anche dell’ordine del Megawatt. Si tratta di livelli anche migliaia di volte superiori alle potenze emesse dagli impianti di telecomunicazioni satellitari. In sostanza, una parte non irrilevante della potenza irradiata dal radar può distribuirsi nell’ambiente circostante, mettendo a rischio gli esseri viventi che si trovano o vivono nei paraggi.L’esposizione a livelli elevati di onde elettromagnetiche provoca danni alla salute: è un fatto ormai acclarato da una molteplicità di studi epidemiologici. Inoltre, a maggio del 2011, perfino l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo ha confermato.
In definitiva, in Italia i limiti di inquinamento specifici non sono mai stati definiti per i radar. In base al principio di precauzione e alla Convenzione europea di Aarhus del 1998, ratificata in Italia dalla legge statale 108/2001, è opportuno che i radar siano installati assai lontano dagli agglomerati urbani e con il consenso obbligatorio delle popolazioni. Ciò non è mai avvenuto. Secondo la legge 36/2001, anche i radar dovrebbero essere assoggettati a procedura di VIA (valutazione di impatto ambientale). Ma l’ambito militare è escluso, e siccome gran parte dei radar sono installati presso siti militari, le amministrazioni procedono senza rendere conto a nessuno.

 Il caso di Siracusa

«Sul promontorio del Plemmirio, l’Amministrazione Militare della Guardia di Finanza ha provveduto a fare installare un Radar girevole. Gli Enti preposti hanno consentito l’installazione di un traliccio di oltre 36 metri per un radar ad alta frequenza il cui raggio d’azione, con un movimento a 360 gradi, interesserà tutto il territorio della Penisola Maddalena, di Ortigia, di Fanusa, di Arenella e di Ognina. Mancando uno studio sull’impatto elettromagnetico del radar in progetto che possa fornire le indispensabili garanzie necessarie per la salvaguardia della salute umana dai possibili effetti prodotti dalle onde elettromagnetiche emesse: chiediamo l’immediata SOSPENSIONE DEI LAVORI fino a che saranno chiarite tutte le dovute prescrizioni del caso e affinché, come previsto dalla legge, si possa avviare una reale fase di concertazione con la popolazione interessata, fino ad oggi mai interpellata».
Così recita l’appello dell’associazione dei residenti e amici del Plemmirio, rivolto al Ministro dell’Ambiente, al Prefetto, al Sindaco, al Presidente della Provincia, al Presidente dell’Area Marina Protetta del Plemmirio. L’informativa risale al 7 febbraio 2011, e l’area a cui si fa riferimento è il famoso promontorio di interesse archeologico e ambientale sulle coste siracusane. Ai primi di gennaio di 3 anni fa, gli abitanti notano dei lavori avviati e conclusi molto in fretta. Sorge dalla notte alla mattina un traliccio di 36 metri in un’area protetta da stretti limiti contro l’abusivismo edilizio e sito di attività turistiche e di un’area marina protetta. L’allarme popolare sale di tono, quando alle richieste dell’associazione le autorità preposte non danno risposta, sebbene nel giro di pochi giorni (tra il 13 e il  2q1 gennaio 2011) Comune, Soprintendenza, Prefettura, ARPA e Genio Civile abbiano fornito le autorizzazioni necessarie all’installazione del radar il cui raggio di azione coprirà buona parte della stessa città di Siracusa.

http://corecom.consrc.it/hp/doc/Legge_22_febbraio_2001-n_36.pdf
http://www.applelettrosmog.it/admin/uploaded/allegati/40.pdf http://www.lexambiente.it/elettrosmog/175/391-Elettrosmog.%20Decreti%20attuativi%20Legge%20quadro.html
http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/trasparenza_valutazione_merito/Relazione_attuazione_legge_inquinamento_elettromagnetico.pdf
http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/017/012/012.pdf

http://www-3.unipv.it/webgiro/ricerch/Pubblic/01-10-25%20CNR-Mi%20RnI-L36.pdf

Fonte: Su la testa! di Gianni Lannes

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DIMISSIONI DI LETTA E SUBENTRO DI RENZI: ITALIA SEMPRE PIU’ ETERODIRETTA DALL’ESTERO

di Gianni Lannes

La casta dei parassiti che ha rovinato l’Italia non schioda, grazie anche all’inesistenza di un’opinione pubblica con peso politico, nonché di un giornalismo indipendente. La farsa dell’ammucchiata partitocratica scade in tragedia: “Non si vota più”: sentenzia l’illegittimo stanziato nel Quirinale. Lesi ancora una volta, anzi definitivamente, i diritti costituzionali del popolo sovrano. Letta doveva durare 18 mesi e poi elezioni. Invece ora piazzano sulla poltrona di Palazzo Chigi, tale Renzi che nessuno ha votato, per mantenerlo fino al 2018. 
Risultato finale: tre primi ministri extraparlamentari (Monti, Letta, Renzi) sfornati dal cilindro dell’abusivo capo dello Stato pro tempore, elezioni con legge truccata per approdare infine al nulla che avanza, e nega la realtà delle scie chimiche. La nomina dell’ultimo arrivato, nemmeno eletto dalle urne, bensì da un bingo interno del Pd, importato dallo zio Sam e spacciato per democrazia, non passa dal parlamento ormai definitivamente esautorato.E così nel Belpaese, senza alcuna reale opposizione politica – autonoma, indipendente, preparata, determinata – dilaga il servilismo, la miopia acuta, l’intolleranza e il conformismo.
Ecco lo specchio dell’Italietta delle banane sempre più telecomandata dai sionisti angloamericani. In una parola: regime dittatoriale da spazzare via con una rivoluzione, per conquistare finalmente libertà e indipendenza. Pensiero e azione: il cambiamento è prima di tutto interiore, sepolto dentro di noi.
 

 

SPARITO L’ORO ITALIANO: LA RISERVA AURIFERA DELLA NOSTRA PATRIA NON E’ PIU’ IN ITALIA?

Giorgio Napolitano & Henry Kissinger

di Gianni Lannes

Apriamo il dibattito pubblico, allarghiamo il respiro collettivo. Questa volta parliamo di cose serie, non più di signoraggio e strozzinaggio delle banche, della Bce, del Fondo monetario internazionale. Per carità, quisquilie! D’accordo? Però, certi esperti, certi economisti, certi tuttologi fanno pena quando deviano l’attenzione collettiva delle minoranze attive del Belpaese (tipo Mosler) e manipolano il discorso verso temi fuorvianti ed insignificanti!

Dopo la fregatura europea dell’euro c’è di peggio. Dove sono effettivamente le 2451,1 tonnellate di oro italiano? In via Nazionale a Roma, oppure in Gran Bretagna, Svizzera, Germania e Stati Uniti d’America? Chi ha controllato? In che percentuale le nostre riserve sono conservate all’estero? Esiste un registro? I lingotti sono segnati da numeri seriali?

Henry Kissinger & David Rockefeller

Parliamo chiaro, come sempre. Altro che privatizzazione della banca d’Italia, già di fatto acquisita e controllata da banche private ormai da anni. Il nodo cruciale è un altro.
Gli Stati Uniti d’America hanno sottratto all’Italia l’oro, ossia la nostra riserva aurifera. L’interrogazione parlamentare numero 4/14567 a risposta scritta, presentata da Fabio Rampello e Marco Marsilio il 19 gennaio 2012 al governo Monti non ha mai avuto una risposta. Perché? E per quale motivo, poiché non esiste una ragione giuridica, la banca d’Italia, attualmente non ha neppure la disponibilità della quantità residuale di oro custodita a Palazzo Koch, controllata invece dalla Bce?
Esatto, le domande senza prezzo al primo ministro pro tempore Enrico Letta (affiliato alle organizzazioni terroristiche Bilderberg e Trilateral insieme a Mario Monti e tanti altri politicanti tricolori) sono le seguenti: il tesoro italiano è stato trafugato, pardon, trasferito all’estero? Perché l’oro d’Italia non ha più fatto ritorno in patria? A quale titolo gli Stati Uniti d’America (FED)  se ne sono appropriati? Chi lo ha ceduto?
Mi auguro di essere in errore: ma allora il governo Letta faccia vedere in diretta al popolo sovrano usando le telecamere della Rai (servizio una volta tanto pubblico) il tesoro tricolore, alla presenza di giornalisti realmente indipendenti.
Cos’altro ha celato nel 1992 l’operazione Britannia, a parte la svendita del patrimonio tricolore e il coinvolgimento dei boiardi italiodioti che hanno fatto fulminea carriera, oltre all’eliminazione degli insostituibili magistrati (scogli insormontabili se non con l’uccisione) Falcone e Borsellino?
Allora, mister Giorgio Napolitano, adesso come la mettiamo? Le riserve auree appartengono al popolo italiano ma non alla banca d’Italia né tantomeno alla Bce e alla Fed.
All’Italia occorre un Governo libero e indipendente designato da un vero mandato popolare, non un governicchio allestito con un golpe; soprattutto ci vorrebbero autentici governanti non figuranti dell’ultim’ora.

 

 

 

 

“ALDO MORO DOVEVA MORIRE”. COSI’ AVEVANO STABILITO I CRIMINALI DEL GOVERNO USA, HENRY KISSINGER IN TESTA

 

 
il cadavere di Aldo Moro in via Caetani a Roma (9 maggio 1978)

di Gianni Lannes

Il presidente Aldo Moro: l’ultimo statista italiano, è stato barbaramente assassinato per aver rivelato i segreti della Nato. Così avevano decretato i criminali del Governo di Washington, con il beneplacito del governo eterodiretto di Cossiga e del mafioso Andreotti.
Henry Kissinger – affiliato come Enrico Letta, Mario Monti, Romano Prodi (quello nel 1978 della seduta spiritica) e tanti altri politicanti tricolore all’organizzazione terroristica Bilderberg Group – aveva minacciato di morte proprio Moro. I riscontri sono emersi nei processi e nella testimonianza del portavoce dell’uomo politico italiano, Corrado Guerzoni, nonché della moglie dello stesso Moro.
 Recentemente Giovanni Minoli ha intervistato Steve Pieczenik, inviato dalla Casa Bianca in Italia nel ‘78 per fare da consulente al governo Cossiga, in realtà liquidare Moro. Dal minuto 18:35 un delirio da criminale senza limiti che comanda e ricatta i politici italiani e decreta che: «Aldo Moro doveva morire».
Su queste diario internautico avevo anticipato questa notizia già alcuni mesi fa:
Adesso la Procura della Repubblica di Roma ha incaricato la Digos di acquisire la cassetta dell’intervista di Giovanni Minoli a Steve Pieczenik, esperto di terrorismo, al microfono di Giovanni Minoli sull’esecuzione di Aldo Moro decretata ufficialmente del Dipartimento di Stato Usa nel 1978. Pieczenik ha indirizzato e gestito l’azione delle autorità italiane (ovvero del presidente del consiglio Francesco Cossiga, il depistatore finale della strage di Ustica) con le Br (telecomandate da Cia e Mossad) nella vicenda poi culminata con l’omicidio a sangue freddo di Aldo Moro. Quei brigatisti sono stati tutti graziati. E i politicanti promossi sul campo: Cossiga è diventato presidente della Repubblica; e Prodi ne ha fatta di strada da allora, rovinando l’Italia. Romano Prodi dovrebbe essere interrogato, anzi torchiato dai magistrati e rivelare cosa c’era dietro il giochetto della seduta spiritica per individuare la prigione di Moro (ubicazione ben nota al governo Cossiga). Carriere in riscossione?
 
Napolitano e  Kissinger
Più ai giorni nostri il presidente pro tempore della Repubblica, tale Giorgio Napolitano ha ricevuto proprio Henry Kissinger e con lui ha partecipato ad un convegno organizzato dall’Aspen Italia (finanziata dal clan massonico Rockefeller), succursale a stelle e strisce di cui Letta Enrico è stato vice presidente fino alla recente promozione a Palazzo Chigi, pur non essendo stato indicato dal popolo sovrano.
L’inquilino pro tempore del Quirinale (Napolitano) tutto spesato dal popolo sovrano e lavoratore italiano, oltre alla trattativa Stato & Mafia (la stessa cosa) ovvero alle 4 bobine di telefonate intercorse tra lui e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino (rinviato a giudizio dalla Procura di Palermo), dovrebbe spiegare al popolo sovrano anche le ragioni per ricevere in pompa magna il criminale internazionale Kissinger, che aveva decretato l’omicidio di Moro e la strage della sua scorta. Per non dimenticare tutti i crimini impuniti di Kissinger in Sudamerica, a partire dall’assassinio di Salvador Allende. Dopodiché dimettersi immediatamente. In Parlamento c’è una forza politica in grado di costringere Napolitano a tanto? Il Movimento 5 Stelle batta per davvero un colpo finale.
Per la cronaca: ancora oggi, dopo 35 anni dalla strage di via Fani e dall’esecuzione di Moro, la documentazione è inspiegabilmente sottoposta a segreto di Stato, nonostante la legge abbia stabilito il limite temporale di 30 anni. Insomma, lo Stato, o meglio i manovratori occulti e palesi che hanno occupato le istituzioni per conto straniero, aggira le sue stesse leggi. Una vergogna intollerabile.
Post scriptum

Aldo Moro fu abbandonato al suo destino dalla Democrazia Cristiana di Andreotti e dal Partito Comunista di Berlinguer.

Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa mandato a morire a Palermo, è stato assassinato unitamente a sua moglie perché a conoscenza del vero movente dell’omicidio Moro.  
Mister Napolitano lei come ha potuto ricevere a nome del popolo italiano un simile macellaio come Kissinger? 
 
Eurogendfor: la polizia militare europea sotto il controllo e agli ordini della Nato. Pochi se ne sono accorti. La manovra prevede la disarticolazione in atto dell’Arma dei carabinieri e della Polizia di Stato. Vale a dire: due forze armate ancora indipendenti e non ancora sotto il controllo e le direttive del Patto Atlantico.  I servizi segreti italiani (Aisi e Aise) sono da sempre controllati dalle agenzie di intelligence dello zio Sam.

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Cui prodest?

Connazionali Attenzione, alto tradimento! Napolitano consegna lo Stato Italiano alla Dittatura della UE a Brussel & Berlino

di Corrado Belli

napolitano
Dopo il colpo di Stato effettuato alla fine dell’anno 2011 mettendo a gestire l’Italia nelle mani di un gruppo di criminali Tecnici al soldo della Goldman Sachs & Associati, dopo la farsa delle Elezioni dove si poteva immaginare quali erano i piani e gli obiettivi dell’Elite Mondiale…

ecco il colpo che questo infame essere ha inflitto a noi cittadini Italiani, la totale svendita come carne macellata e messa sul mercato senza controllo, con la nomina di 10 “Saggi” nominati dalla Commissione UE su ordine dei Banchieri e dei vertici NATO. A breve si passerà al totale controllo da parte della UE su di noi, la stessa fine è stata assegnata alla Spagna seguendo il Portogallo, con la questione Cipro è stata avviata la procedura di conquista da parte della IG Farben =  Complesso Industriale Chimico Farmaceutico Militare, di conseguenza siamo nelle fase finale che a breve faranno sfociare in rivoluzione e guerre civili in Europa, più tasse, più divieti e proibizioni, fino al coprifuoco.
I segnali che giungono da diverse parti dell’Europa indicano che a breve ci sarà il crollo del sistema Bancario e dell’Euro, al momento quasi tutto il mondo guarda verso Cipro, ma non dimenticano i vecchi e nuovi problemi che hanno scosso l’Economia in Spagna e L’Italia, mentre Cipro copre solamente il 0,02% del fabbisogno nella zona Europea, Spagna e Italia assieme fanno il 28%, la fuga di capitali all’estero è aumentata a causa delle decisioni prese dalla Merkel e dal mostriciattolo in sedia a rotelle Schauble, le aziende non possono più pagare il credito ricevuto, in Italia ci sono il 6,9% di cittadini che non riesce più a pagare il debito e in Spagna ha raggiunto l’11,38%, chi ha depositato somme di denaro in banca ha perso tutto, a Cipro sono arrivati al 67% ed ancora non si vede la fine, si presume che non daranno più soldi indietro a nessuno, chi ha avuto ha avuto, il resto è perduto, la stessa cosa sarà fatta in Italia e altri stati della zona Euro in cui esiste l’Euro come moneta Nazionale, prelievi superiori al minimo ed indispensabile verranno vietati per via nuove Leggi che il Parlamento UE ha di già approvato e mandato a tutti i Pseudo Governi facenti parte della UE, senza tanto rumore il Pseudo Governo Spagnolo ha fatto man bassa sulle Pensioni che non potranno essere pagate e a breve sarà la volta dell’Italia a veder sparire le somme di denaro che servivano ad assicurare le pensioni a chi ha lavorato una vita intera e adesso non disporrà nemmeno i soldi per pagare il minimo fabbisogno giornaliero.
Il secondo Colpo di Stato nel giro di pochi mesi è un segnale da non prendere alla leggera, da considerare che da quando è morto il capo della Polizia Manganelli, non è stata presa alcuna decisione su chi deve essere il suo successore,Polizia degradata a Vigilantes?? e Carabinieri = Eurogendfor ?? dato che il Generale comandante doveva essere di già in pensione per superamento di età, ma ancora il mister Napolitano gli ha allungato il periodo di servizio, tutto fuori da ogni regola Costituzionale e democratica, benvenuti nella Dittatura cari connazionali.
Belli Corrado

HENRY KISSINGER E IL GRUPPO BILDERBERG DIETRO ALL’OMICIDIO DI ALDO MORO

Fonte: Link

«Nel 1982, John Coleman, un ex agente dell’intelligence che poteva accedere a tutti gli stadi del potere e a tutte le carte segrete, rivelò che l’ex Presidente del Consiglio italiano Aldo Moro, «un alto esponente della Democrazia Cristiana, che si opponeva alla “crescita zero” e alle politiche di riduzione della popolazione [oltre che al signoraggio (Nota di Andrea Di Lenardo)], pianificate per il suo Paese, fu ucciso da killer gestiti dalla loggia massonica P2 [di Licio Gelli, amico di Henry A. Kissinger, membro del R.I.I.A. e del Gruppo Bilderberg (Nota di Andrea Di Lenardo)], allo scopo di piegare l’Italia ai voleri del “Club di Roma” e del Bilderberg, volti a deindustrializzare il Paese e a ridurne in modo considerevole la popolazione».

In La Cerchia dei Cospiratori1, Coleman afferma che le forze della globalizzazione volevano utilizzare l’Italia per destabilizzare il medio Oriente, il loro obiettivo principale.

«Moro progettava di dare stabilità all’Italia attraverso la piena occupazione e la pace industriale e politica, rafforzando l’opposizione cattolica al comunismo e facendo in modo che la destabilizzazione del Medio Oriente fosse più difficile da ottenere»2.

Coleman descrive con dovizia di particolari la sequenza di eventi che paralizzò l’Italia: il rapimento di Moro e la spietata esecuzione della sua scorta, da parte delle Brigate Rosse [collegate, almeno per quanto riguarda la figura di Franceschini, con i vertici dei Liberali al Parlamento Europeo, esattamente con un funzionario del Parlamento Europeo, amico di Gaetano Martino, di Antonio Martino (membro della P2) e del padre di Alessio Vinci, come provano le lettere originali di cui sono in possesso (Nota di Andrea Di Lenardo)], nella primavera del 1978 alla luce del giorno, e la sua successiva uccisione. Il 10 novembre 1982, in un’aula del tribunale di Roma, Corrado Guerzoni, un intimo amico della vittima, testimoniò che Aldo Moro – che è stato un leader politico per decenni – «fu minacciato da un agente del “Royal Institute for International Affaire” (RIIA), mentre era ancora ministro».

Coleman racconta che, durante il processo ai membri delle Brigate Rosse, «molti di loro testimoniarono di essere venuti a conoscenza dell’implicazione di un alto funzionario degli Stati Uniti nel pieno per uccidere Moro». Tra il giugno e il luglio del 1982, «la vedova di Aldo Moro testimoniò che l’omicidio di suo marito era stato il risultato di una serie di minacce alla sua vita, mosse da qualcuno, che lei definì una figura molto importante della politica degli Stati Uniti».

Quando il giudice le chiese se poteva dichiarare alla Corte cosa aveva detto precisamente questa persona, Eleonora Moro ripeté esattamente lo stesso concetto espresso da Guerzoni: «Se non cambi la tu alinea politica, la pagherai cara».

In una delle pagine più emozionanti del libro, Coleman scrive: «A Guerzoni, richiamato dal giudice, venne chiesto se era in grado di identificare la persona, di cui aveva parlato la signora Moro. Guerzoni rispose che si trattava di Henry Kissinger, come aveva già detto precedentemente».

Perché un importante uomo politico statunitense minaccia un leader di una nazione europea indipendente? La testimonianza sensazionale, e potenzialmente distruttiva delle relazioni tra Stati Uniti e Italia, di Guerzoni fu immediatamente diffusa da tutti i media dell’Europa occidentale, il 10 novembre 1982. curiosamente, nessun canale televisivo americano pose l’attenzione su quella notizia, anche se Kissinger venne condannato per complicità in omicidio. Ma questo silenzio non è poi tanto sorprendente, come capiremo meglio nella seconda parte del libro, quando parleremo del “Council [on (Nota di Andrea Di Lenardo)] Foreign Relations” [C.F.R. (Nota di Andrea Di Lenardo)]»3.

Daniel Estulin

(autore, prestigioso giornalista investigativo ed ex agente del K.G.B.)

Oltre al Gruppo Bilderberg, anche il Mossad di Israele collaborò all’omicidio di Moro. Si veda:

http://conoscenzaliberta.myblog.it/archive/2012/03/28/il-mossad-dietro-l-omicidio-di-aldo-moro.html.

E pensate che Giorgio Napolitano e Henry Kissinger o collaborano nell’Aspen Institute di Israele e della Fondazione Rockefeller di David Rockefeller (membro del Gruppo Bilderberg, del C.F.R. e della T.C.). L’ho dimostrato in un mio articolo:

http://conoscenzaliberta.myblog.it/archive/2012/03/19/kissinger-e-napolitano-amici-per-la-pelle.html.

Giorgio Napolitano (vicino a C.L.) era un membro del P.C.I., quello stesso P.C.I. che sosteneva che fosse giusto lasciare che Moro fosse assassinato. Il P.C.I. combatté strenuamente per lasciare Moro al suo destino. Chissà come mai. R chi furono gli altri due che sostennero che fosse giusto lasciare che Moro fosse assassinato? Giulio Andreotti (membro della P2 e vicino a C.L.) e a Francesco Cossiga (vicino alla Massoneria e a C.L.), i due nuovi padroni della D.C., una volta che fu ammazzato Moro. Guarda caso.

1J. Coleman, Cospirators’ Hierarchy: The Story of the Committee of 300, America West Publisher, 1992.

2J. Coleman, Cospirators’ Hierarchy: The Story of the Committee of 300, America West Publisher, 1992.

3D. Estulin, Il Club Bilderberg, Città di Castello (PG), Arianna Editrice, 2012, pp. 89, 90.

Ripreso da: Stampa Libera

IL VENTRILOQUO AMERICANO

di Gianni Lannes
«Il Gruppo Bilderberg è responsabile delle stragi in Italia e della strategia della tensione» dichiara pubblicamente il magistrato di chiara fama Ferdinando Imposimato (presidente onorario di Cassazione) – a cui la criminalità organizzata ha ammazzato un fratello. E tira in ballo pesanti condizionamenti ancora in atto, sullo Stato italiano. Ma non solo da parte della Nato. Uno, due. Uno, due. Italia al tappeto. Goldman Sachs innesca la crisi e fa piazzare al governo – dal presidente Giorgio Napolitano, socio Aspen (filiazione Bilderberg finanziata da Rockefeller) – il non eletto Mario Monti. Poi, mescola le carte per il caos pianificato post elettorale. Spunta dal nulla, ma solo per modo di dire, Beppe Grillo, che non si può definire presidente o segretario del Movimento 5 Stelle, solo perché è il proprietario. Non l’ha eletto nessuno, né in M5S né in Parlamento, però comanda un centinaio e passa di parlamentari e detta legge agli altri contendenti, dandosi arie da premier.
Secondo Carlo Freccero «il potere ha deciso lui stesso di gestire l’opposizione». Alla luce degli eventi ne sono personalmente convinto. Si saranno detti questi furboni d’oltre oceano: sfruttiamo uno che vanta popolarità sulle masse, ed il gioco è fatto. Così ci pappiamo definitivamente l’Italia. Certe operazioni partono da lontano, almeno dal 1992 (incontri sul Britannia della regina Elisabetta Windsor), se non prima.
Un riscontro? Uno strano ed ingiustificato contatto nel 2008 tra il primo emissario ufficiale del Governo USA in Italia, ed il comico ligure (che non vi ha mai fatto cenno): un incontro diretto di cui è prova un rapporto dettagliato, declassificato solo un anno fa. E non dimentichiamo il report di Mediobanca uscito il 18 febbraio a firma di Antonio Guglielmi, sull’esito di queste elezioni predeterminate.
Se non fosse una tragedia ci sarebbe da ridere e mettere questi boiardi alla berlina per sempre. Solo in un Paese tanto eterodiretto il mutamento politico può essere telecomandato così sfacciatamente dall’estero, come è già accaduto con l’annessione d’Italia – a scapito del Sud – finanziata notoriamente con capitali della massoneria inglese.
Senza più dignità e identità culturale, priva di una classe dirigente, l’Italia scivola sempre più in basso. Le chiacchiere da bar fluiscono su Internet e sospingono l’avanspettacolo al Quirinale. Uno stuolo di dilettanti in buona fede allo sbaraglio sbarca in Parlamento, alle dirette dipendenze di un padrone sulla base di un regolamento interno (da lui stesso definito “non statuto”), in palese violazione costituzionale. Ancora e sempre gioco d’azzardo? Nel giro di poco più di un anno: prima il governo “tecnico” di Monti richiesto dai potentati finanziari, poi l’annuncio di improvvise elezioni. Infine, il preannuncio da farsa: la legislatura durerà soltanto 6 mesi, poi nuovamente alle urne. Tanto va il servo alle urne che si crede cittadino.
Lui, il predicatore che ha usufruito di due condoni tombali per la sua società immobiliare Gestimar ed un condono cementizio per l’abuso edilizio del suo villone a Sant’Ilario a Genova, aveva sempre sbraitato “fuori i condannati dal Parlamento”. Ma adesso, con totale disinvoltura, si accinge ad approdare nei piani alti istituzionali, mercanteggiando un governo, anzi meglio, un’opposizione come vogliono i poteri forti, annacquando una legislatura. Un ras per conto terzi, senza titoli di alto profilo né cultura, ma che in compenso vanta una condanna penale per triplice omicidio colposo (con sentenza passato in giudicato) che bara spudoratamente, assurto al ruolo di sedicente “garante” senza alcun controllo democratico. 
Altro che Stato di diritto, siamo alla repubblichetta delle banane. E nessuno osa fiatare. Perché? A quanto pare, ci ritroviamo un telecomandato USA, perché forse alle demoplutocrazie anglo-americane non bastavano tutti i camerieri ed i lacché in attività. A parte i soliti, Ciampi, Prodi, Tremonti, Monti, Draghi, gli infiltrati sono ovunque: prendete il caso di Enrico Letta per fare un nome altolocato nel Partito Democratico, già membro della Commissione Trilaterale, emanazione diretta di David Rockefeller. Va ribadito il legame tra il presidente della BCE e Goldman Sachs risale all’epoca delle privatizzazioni italiane, all’inizio degli anni novanta, quando Mario Draghi dirigeva il Tesoro. Goldman Sachs ottiene miracolosamente nel 1993 (un anno dopo la riunione spartitoria del Britannia) il mandato per la cessione del gigante degli idrocarburi Eni. Nella compagnia del nuovo ordine mondiale figura anche Carlo De Benedetti,membro attivo del Bilberberg Group.
Forse nella Penisola i costituzionalisti si sono estinti, da quando è entrato in vigore il Trattato di Lisbona (primo gennaio 2009) che ha difatti congelato la Costituzione stessa.
Dopo qualche anno torno a sottolineare le ombre di Grillo. Allora chi controlla il controllore Casaleggio Gianroberto? Proprio il personaggio che Carlo Freccero evidenziando la contraddizione in  seno al Movimento 5 Stelle, ha pubblicamente definito in Tv «un grande esperto di marketing virale»? Da chi dipende, da chi è influenzato Giuseppe Piero Grillo?
Quesiti al capo M5S – La democrazia è partecipazione diretta. Ma soprattutto – per un giornalista o un cittadino – è fare domande, mettere in discussione il potere.  Allora ragionier Grillo cosa ha stabilito il governo degli Stati Uniti d’America nel suo incontro segreto di 5 anni fa, presso la sede diplomatica di via Veneto a Roma? In quell’occasione come si evince dalla lettura del rapporto inviato a Washington dall’ambasciatore Ronald Spogli (alle dipendenze di Bush junior), era in discussione la sua azione in campo politico. Per quale ragione non ha mai fatto menzione all’opinione pubblica di questo contatto particolare, e a distanza così ravvicinata con un esponente qualificato di una superpotenza che per sete di ingordigia fa guerra in mezzo mondo ed occupa militarmente la nostra Patria, esponendo l’intera nazione anche al pericolo nucleare? Chi ha stabilito questo contatto? Mister Grillo, sono stati gli esponenti governativi nordamericani a cercarla e con quali motivazioni? Oppure è stato lei, di sua iniziativa? E se così fosse, con quali fini? Conosce o ha mai intrattenuto rapporti oppure incontri con Enrico Sassoon?
Stefano Montanari usa l’ironia ma non scherza: «Un popolo che riconosce una valanga di consensi ad un comico ridotto a fare da fantoccio ad un ventriloquo può benissimo desiderare di essere rappresentato da due comici originali e in piena attività». Poi il chiasso delle tifoserie fa il resto di una guerricciola tra poveri italioti nel cortile dello zio Sam.  Insomma, al peggio  non c’è mai fine. Il dramma è che lo spirito critico sembra aver lasciato il posto alla credulità. Manca al popolo italiano una visione di insieme. La verità come sempre è sotto il naso e gli occhi di tutti. Basta ricomporla partendo dai frammenti in cui è stata spezzettata la realtà degli eventi. Tutto previsto, tutto programmato, tutto calcolato, anche la dabbenaggine dei servi elettori.
Goldman Sachs “apre” a Beppe Grillo, con un commento dal titolo “Reform is not the Same Word as Austerity” (“Fare riforme non significa austerita”) è il titolo del report cui l’analista affida le sue osservazioni a pochi giorni dalle elezioni politiche. L’agenzia giornalistica italiana spara un lancio il primo marzo alle 19 e 2 minuti: «Sembrerà strano, ma trovo che il risultato sia piuttosto entusiasmante»: con queste parole Jim O’Neill, presidente di Goldman Sachs asset management, commenta in un report l’esito del voto in Italia. “Mi sembra – scrive – che a un Paese il cui prodotto interno lordo è rimasto sostanzialmente invariato dal 1999 occorra un grande cambiamento”. “Forse il risultato elettorale, con i consensi raccolti dal Movimento cinque stelle, può segnare l’inizio di qualcosa di nuovo?”, si chiede. Il presidente di Goldman Sachs asset management ritiene, in secondo luogo, che il responso delle urne sia “qualcosa di simile a un incubo” per “l’elite consolidata dell’Italia e per gli altri centri di potere europei, in particolare Berlino e Francoforte” perché “mette in dubbio molti aspetti dello ‘status quo'” a cominciare dal fatto che “la riduzione del debito fine a se stessa” sia un obiettivo verso cui la politica debba rivolgersi. A differenza di quanto accade in altri Paesi difficili dell’Eurozona, si legge ancora nel report, “il vero problema dell’Italia è l’assenza di crescita economica. Credo – prosegue Jim O’Neill – che l’inasprimento della politica fiscale, con il vago obiettivo di ridurre il debito non sia una strategia intelligente. L’Italia ha bisogno di riformare il mercato del lavoro e di accrescere la produttività su scala nazionale”. In Italia – è la conclusione – “il termine riforma non equivale ad austerità e gli elettori lo hanno dimostrato”».La Goldman Sachs è la più potente banca d’affari americana, che condiziona mercati e governi, specializzata in speculazioni criminali. I governi non  governano il mondo, Goldman Sachs controlla sempre più l’umanità.
Soltanto pochi mesi fa, durante l’estate, è andata in onda la sceneggiata chiamata “Eurocrisi”. E Goldman Sachs che ha fatto? Scontato: ha scaricato l’Italia: infatti ha venduto oltre 2,3 miliardi di titoli di Stato. La banca d’affari appena scelta da Monti per curare la vendita di Fintecna alla Cassa Depositi e Prestiti ringrazia a modo suo. Con una mano ha venduto quasi tutti i Btp che aveva, con l’altra è corsa ad assicurarsi contro un eventuale fallimento dell’Italia. Alla fine di giugno, cioè alla fine del secondo trimestre del 2012, la banca d’affari americana per la quale il presidente del Consiglio non eletto, Monti Mario, ha lavorato dal 2005 al 2011, aveva infatti in portafoglio Btp per 191 milioni di dollari, cioè 2,3 miliardi in meno rispetto ai 2,51 miliardi che possedeva alla fine di marzo. Contemporaneamente Goldman Sachs ha investito per aumentare la propria posizione sui derivati per assicurarsi contro un eventuale fallimento dell’Italia. Si tratta dei famosi Credit default swaps (Cds), quegli strumenti finanziari che funzionano come le polizze assicurative. Insomma, la banca guidata da Lloyd Blankfein, colui che dichiarò di “fare il lavoro di Dio”, scommette sul default di Roma, non prima però di aver aiutato lo Stato a “vendersi” Fintecna. La holding che controlla fra le altre Fincantieri e Tirrenia è infatti di proprietà del ministero dell’Economia, così come la Cassa Depositi e Prestiti.
Sassoon connection – Ne ha macinata di strada il nostro “ufficiale di collegamento”. Tanto è vero che nel tempo è diventato Board Member e Presidente del Comitato Affari Economici dell’American Chamber of Commerce in Italy, la camera di commercio americana in Italia, «un ponte qualificato tra Italia e Stati Uniti con un network di cinquecento soci che include il cuore del mondo produttivo italiano, un gruppo di aziende ad alto tasso di internazionalizzazione capace di rappresentare il 2% del PIL nazionale». In concreto: una super lobby di multinazionali, fondazioni, banche e grandi gruppi che assembla le forze per tutelare i propri interessi e che promuove lo sviluppo dei rapporti commerciali tra Italia e USA. Per rendere bene l’idea di quanto esteso sia questo cartello basta leggere i nomi di alcuni dei gruppi presenti in Amcham unitamente ad AspenStandard & Poor’s, Philip Morris, IBM, Microsoft, ENI, Enel, Intesa San Paolo, Sisal, Rcs Editori, Esso, Bank of America, Coca Cola, Fiat, Fincantieri, Finmeccanica, Italcementi, Jp Morgan, Pfizer, Rai, Sky, Unicredit, Merrill Lynch, Basf, BNP Paribas, CIR, Credit Suisse, Deutsche Bank,  GDF Suez, Glaxo SmithKline, Google, Gruppo Marcegaglia, H3G, Impregilo, Italcementi, Mediaset, Pfizer, Farmindustria, Poste Italiane, Rcs, Sanofi-Aventis, Shell, Sisal, Sky, Siemens, Telecom, The Royal Bank of Scotland.
Enrico Sassoon si è accomodato fianco a fianco con gli stessi componenti dell’Aspen Institute Italiathink tank tecnocratico, diretta emanazione del famigerato Club Bilderberg. In un Comitato Esecutivo Aspen abbiamo scovato – oltre che Sassoon della Casaleggio – anche Mario Monti, John Elkann, Romano Prodi, Giulio Tremonti, tutti componenti italiani del Bilderberg. Nell’Aspen figura anche Lucia AnnunziataFedele Confalonieri e Giuliano Amato (aspirante presidente della Repubblica). Ora: come è possibile che la Casaleggio, spin doctor ed influencer di Grillo e del Movimento 5 Stelle, abbia il suo membro più importante all’interno di un Istituto popolato da quelli che dovrebbero in realtà essere i nemici dichiarati proprio di Grillo? Qual è la ragione? Quando è stato scoperto, ma soltanto dopo, Sassoon è stato costretto a dimettersi con una lettera aperta pubblicata dal Corriere della Sera.
Non è tutto.  Il dominio beppegrillo.it risulta intestato ad un certoEmanuele Bottaro di Modena, e potrebbe trattarsi di un normale prestanome (ma la trasparenza?), a destare sospetti è la domiciliazione del gestore tecnico del dominio, in via Jervis 77 a Ivrea. Lo stesso indirizzo della sede legale Olivetti, gruppoTelecom Italia. Niente di strano? Gianroberto Casaleggio fa decollare la sua avventura professionale proprio nella Olivetti, guidata all’epoca da Roberto Colaninno, già presidente di Alitalia e padre di Matteo, ex deputato del Pd. Poi Gianroberto inizia la scalata sociale e diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel. A fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota del 50 per cento in Webegg S.p.A. a I.T. Telecom S.p.A., che nel frattempo partorisce Netikos Spa, dove il più famoso dei Casaleggio partecipa al Cda con Michele Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel Cda Piaggio). Nel 2004, il guru di Grillo fonda – con altri dirigenti Webegg e con Enrico Sassoon – la Casaleggio Associati, attuale editore di Beppe Grillo.
Mediobanca – «L’esito delle elezioni del 24 – 25 febbraio sta diventando sempre più incerto» e «lo scenario più probabile è quello di nuove elezioni nel medio termine». Questa l’analisi di Mediobanca Securities, in uno studio diffuso il 18 febbraio e curato dall’analista equity Antonio Guglielmi.
L’analista di Piazzetta Cuccia rileva che, quella che a novembre sembrava una facile vittoria che avrebbe portato a un governo Bersani forte, non è più tale. «Appare inevitabile una coalizione Bersani-Monti, magari allargata ad altri partiti minori. In ogni caso questo non porterebbe a un governo Bersani forte, non è più nel pronostico. Come insegna la storia italiana, più ampia è la coalizione, più debole è la sua efficacia. Realisticamente – evidenzia il rapporto – noi riteniamo estremamente bassa la possibilità per l’Italia di assicurarsi un governo solido e coeso in grado di rimanere in carica per i prossimi cinque anni». Quindi, «presto potrebbero essere in vista nuove elezioni».
Tali deduzioni si basano verosimilmente sugli esiti dei sondaggi elettorali più recenti. Berlusconi – scrive la banca d’investimento – è in un trend di recupero e il Movimento 5 stelle sembra indirizzato a essere il vero vincitore di queste elezioni, con circa il 20% dei voti. Due elementi che renderebbero ancora più debole un governo Pd-Monti, soprattutto al Senato. Questo rischio di sostanziale “pareggio” tra i partiti potrebbe paradossalmente rivelarsi una potenziale buona notizia per l’Italia. Lo scenario più critico, ovvero un boom dei Grillini e una vittoria sul filo di lana di Berlusconi, secondo Mediobanca impaurirebbe i mercati al punto tale da mettere sotto pressione lo spread, dando così all’Italia la scusa perfetta per chiedere alla Bce l’accesso al programma Omt. A scommettere su questo scenario è anche l’istituto bancario francese Crédit Agricole, in un recente report del suo ufficio studi sulle prospettive economiche dell’Italia nel 2013.
Non manca una professione di ottimismo da parte di Mediobanca. Grazie comunque al programma Omt elaborato da Mario Draghi e dal Consiglio direttivo della Bce, qualsiasi sia l’esito delle elezioni italiane, i mercati dovrebbero mostrare capacità di tenuta.
La ricetta Mediobanca per ridurre il debito: cessioni del patrimonio pubblico. La mancata riduzione del debito pubblico è stata la principale delusione del Governo Monti, sottolinea lo studio. Nessuna riforma strutturale può dare benefici in un Paese che ogni anno deve pagare 80-100 miliardi di euro d’interessi sul suo debito. Lo studio, che tra l’altro stima a 150 miliardi il peso dell’evasione fiscale, sottolinea che non c’è spazio per tagliare le tasse e non sono fattibili neppure tagli alla spesa pubblica che colpiscano il welfare. Per ridurre il debito pubblico, Mediobanca Securities torna alla carica con la ricetta che aveva proposto lo scorso anno, ovvero l’uscita dal bilancio italiano di asset statali tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Lo spazio in questo caso è vasto.  L’Italia possiede un patrimonio pubblico di 1.789 miliardi di euro, per un debito pari a 1984 Md€ nel 2011 (attualmente ha sfondato quota 2 mila miliardi). Il Ministero del Tesoro ha avviato di recente un inventario del proprio patrimonio. Solo le concessioni (78 Md€), le partecipazioni (132 Md€) e gli immobili (425 Md€) potranno essere inclusi in un programma di vendita di attivi pubblici.
 riferimenti:
 l’incontro segreto di Grillo e dell’ambasciatore USA:

Fonte: Su La Testa! di Gianni Lannes