CLAMOROSO / LA COMMISSIONE EUROPEA SCHIANTA RENZI & PADOAN: ”VIETATO USARE FONDI UE PER TAGLIO CUNEO FISCALE”(E ADESSO?)

Bruxelles – Altolà della Commissione europea all’ipotesi di utilizzare i fondi strutturali dell’Ue per anticipare il taglio del cuneo fiscale per le imprese, prima che siano pienamente disponibili le nuove risorse liberata dalla “spending review”. Rispondendo a questa ipotesi ventilata ieri, in un’intervista al Sole 24 Ore, dal neo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, la portavoce del commissario Ue alle Politiche regionali, Johannes Hahn, ha puntualizzato che “le risorse della politica di coesione devono essere utilizzate per finanziare nuovi progetti che hanno vocazione a contribuire allo sviluppo. Non possono pertanto – ha sottolineato la portavoce in una nota – essere usate per coprire riduzione di imposte, come quella di un potenziale taglio del cuneo fiscale, cioè la differenza fra le imposte sul lavoro e il costo del lavoro, come suggerito da alcuni”. “All’Italia, come a qualsiasi altro Stato membro dell’Unione – ha proseguito la portavoce, Shirin Wheeler – stiamo quindi dicendo che le regole dei Fondi Ue permettono di finanziare con risorse nazionali, prima che i programmi del periodo 2014-2020 siano adottati dalla Commissione, progetti concreti per offrire, ad esempio, aiuti per le start up o per l’espansione produttiva e occupazionale dell’industria manifatturiera, oppure operazioni per ridurre la dispersione scolastica. Progetti che mirano a questi obiettivi sono considerati una priorità della politica dell’Ue”, ha continuato la portavoce. Ma, ha aggiunto, “Questi progetti dovranno in ogni caso essere sottoposti a una verifica a posteriori di coerenza con le regole dei Fondi con criteri di selezione e con la strategia dei programmi. Solo quando sarà trovato un accordo sulla strategia e sui programmi, la Commissione potrà rimborsare quei progetti con risorse comunitarie”, ha concluso Wheeler. In sostanza, si può anticipare con fondi nazionali il finanziamento di progetti che rientrano negli accordi con la Commissione, anche prima che siano definitivamente approvati, per poi rimborsare le risorse anticipate quando arriveranno i co-finanziamenti comunitari a seguito dell’adozione dei programmi. Ma è chiaro che i Fondi Ue non potranno in nessun caso finanziare, neanche come anticipo da rimborsare successivamente, operazioni come la riduzione del cuneo fiscale. In realtà, i tempi per la definizione dei progetti sono ormai molto stretti: l’Italia ha già inviato nel novembre scorso una bozza dell’Accordo di partenariato per l’impiego dei Fondi Ue, al quale la Commissione risponderà con le sue osservazioni la prossima settimana. La proposta definitiva di accordo dovrà pervenire a Bruxelles entro il 22 aprile, e tre mesi dopo dovranno essere sottoposti all’Esecutivo Ue tutti i programmi operativi regionali. Quanto ai fondi non utilizzati nel precedente periodo di programmazione 2007-2013, la Commissione ha avvertito che “non ci sono più margini di manovra” per nuove modifiche, dopo che sono già state approvate due successive riprogrammazioni, una con il ministro Fabrizio Barca (governo Monti) e l’altra, recentemente, con il ministro Carlo Trigilia (governo Letta). “Si tratta di denaro che è già stato impegnato in programmi e contratti”, hanno affermato fonti della Commissione. (ANSA) Fonte: Vox Veritas

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